martedì 30 aprile 2013

Il senso di Forlì-Bassano



I temi dei ragazzi della Palmezzano dopo l'incontro con Kalle, ennesimo e ultimo successone dell'iniziativa di Susanna 'Un Capitano per Amico'. Da qui bisogna ripartire: domenica col Bassano il Forlì invita allo stadio circa tremila ragazzi tra medie ed elementari. Non so quanti ne verranno, speriamo lo spettacolo in campo e sugli spalti sia degno. Per tanti di loro sarà la prima volta in uno stadio, non lo dimenticheranno.

Alberto ha raccontato a noi ragazzi la sua lunga carriera da calciatore, mostrandoci le vittorie e i risultati ottenuti nel corso della sua vita calcistica.
Dopo aver ascoltato con interesse, gli abbiamo rivolto alcune domande, alle quali  molto gentilmente lui ha risposto; un argomento piuttosto delicato è stato affrontato quando un ragazzino di 1°F gli ha chiesto se lui avesse mai fatto  uso di sostanze dopanti. Così siamo arrivati a parlare di doping, un problema che ci sta molto a cuore. Una lettera in particolare ci ha colpito molto: è stata scritta da Giuliana Salce, campionessa mondiale di marcia nei 5000 metri.
“Una decina di  anni fa ero diventata una marciatrice di buon livello e nutrivo il sogno di andare alle Olimpiadi. Il mio allenatore mi disse che se avessi voluto coronare il mio sogno, avrei dovuto utilizzare sostanze dopanti. Io, pur di vincere, accettai. Infatti, conquistai i più alti podi alle Olimpiadi, ma non mi sentivo più in pace con me stessa,  così mi autodenunciai”.
La lettera continuava riportando l’esperienza di un’altra atleta, Nicoletta Tozzi, che ha vissuto più o meno la stessa situazione ma, al contrario di Giuliana, ha rifiutato la scelta facile del doping, arrivando addirittura a denunciare “tutto lo schifo”che le stava attorno.
La parte più emozionante dell’ incontro è avvenuta quando ci è stato mostrato un video raffigurante “l’abbraccio più bello al mondo”.
Racconta di due atlete americane che stavano gareggiando per qualificarsi  alle Olimpiadi e solo la prima classificata avrebbe potuto prendervi parte. Una delle due è stata in testa al gruppo per quasi tutta la gara, ma poi, in prossimità dell’arrivo, si è sentita male. La rivale, che era dietro di lei, l’ha soccorsa e l’ha sorretta fino al traguardo, permettendole di arrivare prima e così di partecipare alle Olimpiadi. Un esempio davvero unico di fair play, che ci ha fatto molto riflettere.  Se ci fossimo trovati noi in una situazione simile, come ci saremmo comportati?
Difficile dare una risposta, sarebbe bello poter affermare che anche noi non avremmo esitato a cingere in un abbraccio fraterno un rivale in difficoltà. Ma sappiamo che non è sempre facile il “gioco leale”, il rispetto delle regole, dell’altro, non solo nello sport ma nella vita di tutti i giorni, a scuola come a casa.
L’insegnamento di oggi, comunque, non lo dimenticheremo e ci tornerà utile quando ci troveremo ad affrontare delle scelte sia di carattere sportivo sia nella vita quotidiana.
Quindi un GRAZIE grande grande ad Alberto e a tutti quelli che, come lui, hanno ideato questi incontri con noi ragazzi!!!
1° E

Dopo i primi due incontri, durante i quali noi alunni ci siamo confrontati sull’importanza del rispetto e della lealtà nei confronti di noi  stessi e degli altri in ogni ambito della nostra vita quotidiana, Alberto ci ha testimoniato il significato della parola fair play con degli esempi riguardanti lo sport e con racconti di esperienze personali vissute nella sua lunga carriera di calciatore. Calderoni ci ha parlato del doping e ci ha detto di non essersi mai dopato poichè è convinto che vincere dopo essersi dopato non sia una vera vittoria e che, se dopati, non si possa neppure provare una gioia piena e vera per il successo ottenuto. Molto interessante è stata per noi la lettura della testimonianza di Giuliana Salce, anche lei campionessa sportiva, che, avendo fatto uso di doping ed essendosi poi  pentita del proprio comportamento, promuove oggi una sua lotta contro un problema così diffuso e nocivo. Alberto ha inoltre sottolineato che, per diventare dei calciatori esperti e stimati, occorre prima di tutto usare il cuore e non arrendersi mai, perché solo così si può arrivare alla soddisfazione che si prova nell'essersi impegnati e nell'aver raggiunto il proprio obbiettivo con le proprie forze. Il capitano ci ha confessato che, quando ha firmato il suo primo contratto con il Forlì, si è emozionato moltissimo, mettendosi quasi a piangere, perché stava realizzando il sogno che aveva sin da piccolo: quello di fare il calciatore nella squadra della sua città. Alberto ci ha infine stimolato come studenti, paragonando il suo impegno nello sport al nostro lavoro quotidiano per avere successo e soddisfazione a scuola.
Per noi l’incontro è stato emozionante e significativo, ci ha aiutato a riflettere e, soprattutto, ci ha permesso di conoscere una persona onesta e gentile, testimone credibile del fair play. Non c’è modo migliore per parlare di vita.
1° G

Illustrandoci il comportamento che ha sempre assunto durante le partite, ci ha spiegato le vere regole dello sport pulito.
Noi avevamo molte curiosità, infatti ci eravamo preparati per una intervista lunga e dettagliata; ma, purtroppo non avendo tempo a sufficienza, non siamo  riusciti a formulare tutte le nostre domande.
Tuttavia il campione, anche rispondendo ad altri, è riuscito a soddisfare molti dei nostri dubbi.
Durante l'incontro Calderoni ci ha mostrato anche alcuni video, uno dei quali ci ha molto colpito. In questo video d'animazione c'erano persone che commettevano atti vandalici, bevevano alcolici, imbrattavano i muri e andavano in moto a tutta velocità, ossia non rispettavano le regole della società oltrepassando la linea che divide l’essere positivi dall’essere negativi.
Gli interventi dell'ex capitano sono stati molto significativi e utili. Molti degli esempi e delle storie che ci ha raccontato ci sono rimasti impressi; non tanto quelli relativi al successo sportivo, quanto a quello umano: la campionessa che durante le qualificazioni per le olimpiadi, aiuta l'avversaria-amica ad arrivare prima al traguardo dopo un malore o l'atleta che potendo partecipare a gare importanti, rifiuta la proposta dell'allenatore di doparsi, rinunciando quindi alla importante prova.
Noi da questo incontro abbiamo compreso la differenza che passa tra vincere con lealtà e vincere barando, tra vivere correttamente e vivere fuori dalle regole. Come ha detto Alberto sta a noi scegliere e questo ci ha fatto riflettere parecchio.
Insomma l'entrata in vigore del cartellino verde, che segnerà una svolta negli stadi italiani, evidenziando i comportamenti adeguati e corretti, potrà contribuire a diffondere un messaggio di “fair play” nel calcio e nella vita.
1° C

Il Fair Play mi è servito per imparare come si sta insieme, come si fa ad evitare cose brutte sui siti web ed infine come ci si comporta nello sport: ci si aiuta, non si bara nel gioco, non ci si arrabbia con la squadra avversaria quando si perde, ecc…
Ho imparato che l’unione fa la forza, se tutti collaborano,  e che si fa quello che si può.  Questo progetto mi sembra anche molto giusto perché a questa età noi ragazzi diventiamo proprio noi stessi e cominciamo a diventare adulti,  disegniamo la nostra faccia nel mondo, ed è importante stare nella parte positiva delle cose,  cercando di non superare quella linea rossa immaginaria che distingue il limite. Noi siamo il futuro e se vogliamo avere un futuro migliore dobbiamo essere forti e cambiare dando una mano per essere brave persone. Sembra una perdita di tempo ma invece è un grande buon insegnamento a diventare responsabili delle nostre azioni.
Ecco, se riusciamo a fare questo siamo sulla strada giusta cioè vivremo con fair play e le persone ci stimeranno per ciò che di positivo riusciremo ad offrire.
Grazie a tutti
Nura Balestra  1° H

Nell’incontro con Alberto Calderoni ci ha colpito il fatto che lui abbia sempre rifiutato proposte da squadre importanti per rimanere a Forlì con la propria squadra, i suoi amici e la sua  famiglia. Inoltre, ha scelto di non doparsi e continuare a giocare con lealtà. Un’altra testimonianza molto efficace è stata quella di Giuliana Salce, ex sportiva che faceva gare di atletica leggera e che ora lavora a Roma come operatore ecologico. Abbiamo letto una sua lettera in cui lei racconta come, da atleta, abbia fatto uso di sostanze dopanti spinta dal suo allenatore. In seguito ella si è autodenunciata per questo fatto e anche il suo allenatore è stato arrestato. Oggi ha problemi di salute e svolge un lavoro faticosissimo e poco pagato, con il quale stenta a  mantenere se stessa e il proprio figlio.
Diversa la vicenda della sua amica Nicoletta Tozzi, anche lei campionessa di atletica, che invece di scegliere la via del doping per vincere, ha preso posizione contro di esso, non riuscendo però ad arrivare alle Olimpiadi.
Oggi le due ragazze sono ancora amiche e Nicoletta è una professionista del coaching.
L’ultima testimonianza che vogliamo ricordare è il video di una ragazza americana che durante una gara, mentre stava per giungere seconda il traguardo, si è fermata per soccorrere una sua amica che si trovava in prima posizione colpita da un malore, l’ha aiutata a rialzarsi e ad arrivare comunque prima al traguardo.
Questi esempi ci hanno fatto riflettere sul fatto che nello sport, come nella vita, è importante essere leali, coraggiosi e generosi verso gli altri. L’incontro ci ha insegnato che è meglio perdere con lealtà che vincere barando o truffando. Grazie al Forlì calcio anche se ciò che vediamo a proposito di questo sport è sempre un po’ diverso.
1° D

Questo progetto sul fair play mi è piaciuto molto perché è un argomento poco conosciuto ma che sta alla base dello sport, e gli autori l'hanno spiegato benissimo trasmettendoci questi importanti valori.                                                                  
Marco Z.
Alice e Chiara pensano che il momento più interessante e che le ha colpite di più sia stato leggere la lettera di Giuliana Salce e della sua lotta contro il doping.
Alice e Chiara
A me è piaciuto molto quando c'è stata la lettera di Giuliana Salce perché non è facile ammettere ciò è successo.                                                                      
Alexandru M.
La parte che mi è piaciuta di più e stato quando ci hanno fatto vedere il video di una atleta che era seconda . La prima era svenuta e la seconda ha scelto di aiutarla alzandola da terra , mettendola davanti a sè per farla vincere. Questo gesto mi ha fatto capire cosa vuol dire in effetti il rispetto dello spirito sportivo ed umano.
Filippo P.M.
Il progetto mi è piaciuto perche' era molto istruttivo ,cio' che mi ha colpito e' il video della corsa podistica dove si evidenzia la sportivita' delle atlete.                  
Filippo S.
L'argomento che mi ha colpito maggiormente è la storia di Giuliana Salce che parla di come il doping possa rovinare una carriera promettente.                                         
Ye Xin
Mi ha colpito la lettera di Giuliana Salci ,una ex atleta di atletica leggera,che si è autodenunciata per aver fatto uso di doping, perchè pur essendo stata una campionessa mondiale ha dimostrato di essere grata di avere un lavoro che non è il migliore che ci sia.       
Francesco C.
La cosa che mi ha colpito di più è stata la differenza fra "sport" e "spork" ovvero giocare lealmente e divertirsi (sport) oppure barare e giocare solo per vincere.                     
Edoardo B.
La cosa che mi ha colpito di più del Fair Play è stato il video trasmesso sullo SPORK e SPORT.    
Alessandro P.
Mi è piaciuto molto questo progetto perché ha fatto capire soprattutto che nello sport si vince con le proprie qualità e non barando.                                                      
Marco G.
Il momento che mi è piaciuto di più è stato quando abbiamo visto il filmato: "sport o spork".
Lorenzo C.
Se dovessi dire una frase per riassumere questo progetto direi “Guarda avanti e aiuta gli altri”
Viola G.
I ragazzi hanno mostrato grande interesse ed entusiasmo nei riguardi di questo incontro. Io non ero presente ma abbiamo parlato a lungo nei giorni successivi; ogni volta che entravo in classe mi chiedevano di poter raccontare ciò che avevano visto e ascoltato…se vorrete riproporre il progetto anche negli anni a venire, la scuola media Palmezzano aderirà sicuramente.
L’insegnante di lettere Classe 1° H (vice Preside) Prof.ssa Cinzia Ciani

Facendo domande ad Alberto Calderoni abbiamo capito che lui è sempre stato leale, non ha mai barato per vincere una partita e che la cosa più importante in tutta la sua esperienza calcistica è stato il buon rapporto con i compagni di squadra.
Ha cominciato a giocare a sei anni e all’inizio lo faceva solo per divertimento. Con il passare del tempo il calcio è diventato per lui una grandissima passione che è viva tuttora.
Per Alberto è stata una grandissima gioia quando, a diciannove anni, è entrato a far parte della squadra forlivese. A noi bambini ha ricordato molte volte che giocare con la maglia della propria città è una grande responsabilità che ti porta ad avere un maggiore impegno.
A Calderoni è occorso del tempo prima di ambientarsi nello stadio; all’inizio, quando dalle tribune il pubblico faceva tifo per lui, aveva paura di deluderlo; invece, successivamente, ha acquisito più sicurezza nelle sue capacità. Ha anche ricordato che lui non ha mai discusso, durante o finita la partita, con i tifosi anche se lo avevano scoraggiato.
L’incontro ci ha fatto capire quanto sia importante non ricorrere al doping perché da un lato permette di diventare apparentemente più forti, dall’altro danneggia la salute ed è un comportamento scorretto, sleale e quindi contrario ai principi di base di qualunque sport.
Nell’occasione è stata anche letta una testimonianza di Giuliana Salce, marciatrice che aveva ottenuto il record mondiale in maniera scorretta rispetto agli altri concorrenti perché, come da lei ammesso, aveva fatto ricorso al doping.
Finita così la sua carriera atletica, si ritrova oggi in grave difficoltà economica perché il lavoro da lei trovato viene mal retribuito e non la soddisfa neppure. Inoltre, il Prof.  Susanna, un docente della nostra scuola che ha organizzato questo progetto, ha proiettato un video breve, ma interessante sull’ amicizia nello sport che ci ha aiutato a capire che è molto importante aiutare le persone che si trovano in difficoltà in tutte le gare; infatti nel video c’erano due atlete che stavano correndo per classificarsi alle olimpiadi (solo la prima classificata poteva partecipare a questa gara), mancavano pochi metri per la vittoria quando la prima atleta si è sentita male ed è caduta a terra; la seconda, nettamente lontana dall’ altra, l’ha presa in braccio e l’ha portata al traguardo facendola vincere. Questa è stata una testimonianza significativa sull’ importanza della lealtà nello sport.
L’ incontro, ha permesso a noi ragazzi di capire che per praticare uno sport la cosa più importante non è essere campioni, ma riuscire a divertirsi e avere un buon rapporto con i compagni di squadra.
1° L

lunedì 29 aprile 2013

Se mi lasci ti Cancelli



Domenica Bellaria-Forlì è stata seguita anche dal diesse biancorosso Sandro Cangini. Chi c'era al suo fianco? Nicola Cancelli. Con Daniele Arrigoni, ovvio. Ma il figlio Leo mica giocava.

Voi che dite, è un indizio? Magari no. Certo l'atteggiamento della squadra negli ultimi due mesi non rafforza la posizione di Bardi, e neanche il non-verbale espresso ultimamente del tecnico di San Piero in Bagno che dopo il gol di Bernacci, per dire, s'è accomodato in panca seguendo il resto della partita (40 min) a braccia conserte.

Opinione mia, siamo ai titoli di coda. Peccato che se finisce finisca così: quel che ha dato Attila al Forlì in questi anni meriterebbe tutt'altra conclusione.

domenica 28 aprile 2013

Bruttaria



The end. L'uomo del destino è Marco Bernacci: a gennaio il Forlì pensò di prenderlo ma l'ingaggio richiesto dal ragazzone convinse la dirigenza a lasciar perdere. Oggi ha castigato i biancorossi col gol del definitivo 2-1. Male il Forlì. L'esperimento di Evangelisti alto è durato poco più di un tempo, abbastanza per capire che proprio quella posizione non la digerisce. Dopo il pari di Buonaventura il Forlì aveva la gara in mano: soprattutto a inizio ripresa il Bellaria attaccava lasciando praterie alle ripartenze. In un caso ha sbagliato Petrascu, poi è arrivato il rigore che ha tagliato le gambe. Questa la partita.

Ho letto nel post precedente che mi chiedete come mai il Forlì abbia mollato così clamorosamente nel girone di ritorno. Risposta: non ha mollato. Nell'andata ha fatto 27 punti, nel ritorno 21. Se nelle prossime due copia i risultati dell'andata chiude a 25, eguagliando più o meno la prima parte di stagione. Il Forlì non è crollato, il Forlì è questo. Se la dirigenza avesse voluto/potuto puntare ai playoff avrebbe messo mano al portafogli durante il mercato di gennaio, quando i biancorossi erano ancora più in alto in classifica. Non l'ha fatto accontentandosi della salvezza e mandando così un segnale chiarissimo all'ambiente spogliatoio compreso. I campionati non si vincono "mordendo", si vincono (quasi sempre) con i giocatori migliori. 

Detto altrimenti: questo è il massimo che può fare questo Forlì, in campo e fuori. Siamo alla pari del Bellaria, non più forti, solo che loro a fine partita hanno festeggiato come dei matti per la salvezza mentre noi siamo usciti come avessimo preso una manita dalla Panighina. 

sabato 27 aprile 2013

Com'è alto Eva



In settimana Bardi ha provato Ale Evangelisti nel tridente d'attacco, alto a destra. Possibile anzi probabile che l'ex Rimini domani venga schierato proprio lì, per aumentare il peso offensivo di un Forlì che negli ultimi mesi ha stentato parecchio davanti, e deve di nuovo fare a meno di Melandri.

Per Eva è un ritorno alle origini: due estati fa fu prelevato da Cangini proprio per quel ruolo (chiave nel 3-4-3 di Bardi), che era rimasto scoperto dopo l'addio di Buonocore e la bocciatura di Innocenti. In poche settimane l'esperimento fallì ed Eva tornò - soprattutto per volontà sua - in mediana. Ora Bardi è intenzionato a riprovarci: sarà il sinistro di Eva la miccia in questo finale di stagione?

venerdì 26 aprile 2013

Marco Susanna scrive a Gianni Rivera



Il delegato regionale della Figc Marco Susanna, insegnante alla Palmezzano, collaboratore del Forlì calcio e promotore del progetto 'Un Capitano per Amico' insieme ad Alberto Calderoni, ha scritto la relazione finale del viaggio nelle scuole forlivesi al presidente del settore giovanile Figc Gianni Rivera.

La potete leggere voi prima ancora dell'ex Golden Boy, e poi non dite che non vi vizio.


OGGETTO: Relazione finale progetto “Un Capitano per amico” FC Forlì s.r.l.

Carissimo Presidente, come da accordi Le invio la relazione finale del progetto educativo promosso dall’FC Forlì s.r.l. “Un capitano per amico” inerente i valori e l’etica dello sport. In particolare è stato diffuso il concetto di Fair Play che partendo da un gesto sportivo può estendersi alla vita intera del fanciullo per aiutarlo a diventare un buon cittadino del domani. 

L’attività, che è stata svolta nella mia città, ha coinvolto 11 istituti scolastici tra elementari, medie e superiori.

Gli alunni coinvolti sono stati 2118 facenti parte di 92 classi (elementari 9, medie 30, superiori 53)

che, dovendo scrivere un articolo giornalistico al termine di ogni incontro, hanno elaborato 49 articoli con la conseguente pubblicazione sul “Biancorosso” periodico del Forlì calcio, quando di volta in volta le stesse scuole venivano invitate allo stadio per assistere ad una partita casalinga della squadra rappresentante il calcio nella loro Città.

Il relatore degli incontri è stato Alberto Calderoni (classe 1972) per 14 anni capitano del Calcio Forlì e “bandiera” di sempre della squadra cittadina soprattutto per l’alto grado di valore umano prima che sportivo. Alberto, unitamente al sottoscritto, ha perfettamente interpretato il ruolo di ex-professionista\educatore catturando l’attenzione e generando riflessioni nei ragazzi delle varie scuole con la capacità relazionale, non comune, di adattare un diverso linguaggio a seconda dell’età dei partecipanti. Questi hanno risposto con grande interesse e curiosità a volte anche lamentandosi per le 2 ore di incontro che a loro avviso erano esigue per poter esprimere concetti così appassionanti. Gli argomenti sono stati esposti anche attraverso l’utilizzo di testimonianze video o con lettere di campioni non necessariamente solo calcistici.

Una splendida esperienza che ci ha emozionato e fatto comprendere ancor di più il delicato ruolo che ricopre un professionista molto spesso preso come esempio dalle nuove generazioni.

Sempre presenti agli incontri Franco Pardolesi e Giovanni Brunelli, personaggi storici del calcio forlivese che hanno contribuito con “perle di saggezza” e racconti di aneddoti, a rendere ancora più coinvolgente ed emozionante il complesso percorso educativo effettuato con gli alunni.

Forlì, 26 aprile 2013

Cordiali saluti

Prof. Marco Susanna

Bardi ha firmato, in bianco



Ma solo per scherzo, oggi prima della canonica conf stampa del venerdì. Il mister born in San Piero in Bagno è stato al gioco, ormai ha preso in battuta questa situazione tra l'anomalo e il paradossale.

Novità di formazione: possibile spostamento di Eva alto a destra domenica a Bellaria, con Sozzi + Mordini (ieri però il tir faentino è uscito malconcio) sulla linea di mezzo.

giovedì 25 aprile 2013

Parola di Marco



Il capitano del Forlì Marco Sozzi scrive al blog. Ecco il suo messaggio, al solito gonfio di passione.


Stasera cercavo qualche foto nel blog, e ho voluto leggere qualche commento nei vari post, e molto amaramente ho trovato diverse affermazioni e pensieri veramente tristi e cattivi, tra cui questa frase che mi ferisce particolarmente : "Non capisco questo menefreghismo da parte del mister e della squadra".

Da Capitano, ho sempre cercato di metterci la faccia in primis, di combattere e lottare cercando di trainare i compagni sempre verso l'obiettivo e la vittoria, con rispetto dei ruoli e dei tifosi, cercando un rapporto di reciproca stima e passione, con tutti i miei limiti e difetti che a volte l'avversario ha evidenziato, ma spesso la mia passione e attaccamento alla maglia hanno sopperito, con quella voglia ed entusiasmo per questa maglia che nessuno può negare.
Non sta a me giudicare, ma questo non lo posso accettare, menefreghismo per il Forlì non lo posso ascoltare. Qualsiasi risultato avvenga l'impegno non verrà mai a meno.
Scusate.
Cap

mercoledì 24 aprile 2013

+ 200.000



Lunedì i soci del Forlì hanno deliberato presso il notaio De Simone un aumento di capitale di 200.000 euro. Il capitale sociale passa così da 39.900 euro a 239.900 euro. Bravi, intanto. I soldi servono in parte a chiudere la stagione in corso e in parte a programmare senza affanni la prossima. Niente illusioni: non è che Cangini avrà 100mila in più per il mercato, no. Però il Forlì è sano e continua a mantenersi sulla retta via nonostante una congiuntura economica che inviterebbe qualunque imprenditore sano di mente a non seminare quattrini per puro piacere.

Oggi in sala stampa c'è stato Cortini ('Proviamo a recuperare Melandri per l'ultima'), a seguire Piero Bergossi e Davide Bellini. Il primo, fratello del procuratore Alberto, è un socio relativamente fresco, un annetto, ma già abbondantemente entusiasta. Ha detto: 'Voglio rivedere il Forlì ai vecchi fasti, come quando venivo allo stadio insieme a mio padre e mio fratello. Lo voglio vedere almeno in C1'.  

martedì 23 aprile 2013

10 motivi per vincere a Bellaria, +1



Perché è un derby, per i tifosi che pagheranno il biglietto, per i tifosi del Forlì in generale, perché lo stipendio arriva quindi bisogna dare sempre il massimo, per Bardi, per i compagni che staranno in panchina o in tribuna, perché i playoff a dire il vero sono ancora possibili, per il contratto della prossima stagione a Forlì o altrove, per orgoglio, perché all'andata abbiamo fatto pena.

(per la maglia)

lunedì 22 aprile 2013

Ricapitolando, forza Pro Patria



La corsa è sul sesto posto occupato dal Bassano (51). Prima del Forlì però c'è anche il Monza (50), e potrebbe essere proprio Gasbarroni il killer dei sogni biancorossi. Tre partite alla fine, per sperare nei playoff il Forlì dovrà per forza raccogliere 9 punti contro Bellaria, Bassano in casa e Valle d'Aosta. Raggiungerebbe così quota 56. Basterebbero? Vediamo.

Il Bassano (51) ha la Pro Patria in casa, il Forlì al Morgagni e il Milazzo in casa. Dando per scontato che perda al Morgagni, restano due partite che deve assolutamente vincere per restare davanti al Forlì. Col Milazzo è facile, con la capolista Pro Patria - che domenica cerca i punti x la promozione matematica - meno.

Il Monza (50) ha Milazzo in casa, poi la Pro Patria a Busto Arsizio e infine il Fano in casa. Dando per scontati i tre punti col Milazzo, ai brianzoli ne basterebbero altri tre in una delle due partite restanti perché in caso di arrivo pari al Forlì a quota 56 avrebbe gli scontri diretti a favore.

Di sicuro c'è che le poche speranze (Bardi in sala stampa ha detto che forse restituiranno 4 punti al Monza: in quel caso sarebbe finita in partenza) sono aggrappate alla capolista Pro Patria, avversaria sia del Bassano che del Monza.

domenica 21 aprile 2013

Finale di stagione


Speriamo che col Bassano vada meglio, oggi allo stadio non c'era un cane.

Era rigore



Poco male. Poi Seba l'ha scucchiaiata sopra alla barriera dello scudettato Casale, e guardando nel mirino della macchina fotografica non ho capito se il portiere ci ha messo del suo, forse sì. QUI il video.



Bene Turbolelli (buon soprannome?). 13° vittoria in campionato per il Forlì, 13° gol di Petrascu, -4 dalla zona playoff col Bassano di nuovo nel mirino e lo scontro diretto al Morgagni tra due settimane. Si può fare? Sulla carta sì e qualcuno in effetti comincia a crederci di nuovo. In pratica bisogna vincere di sicuro a Bellaria, il derby, dopo la partitaccia dell'andata.

giovedì 18 aprile 2013

Forlì-Casale



Vado via due gg, aggiornate voi. Con gli irriducibili ci si vede domenica alle 15 al Morgagni. Domani in conf stampa parla Bardi, per il Carlino ci sarà Sansavini: chissà che il mister non dica se davvero Rimini e Carpi si sono fatte sotto.

Qui la presentazione della quartultima partita dell'anno (è sottile questa).

Sport e Spork


Scuola elementare Bersani, ecco i temi che i bambini hanno scritto dopo aver parlato due ore con Kalle. Ogni volta che leggo resoconti come questi mi vengono i brividi immaginando quanto possa servire una chiacchierata così a ragazzi che stanno conoscendo in questi mesi la pratica sportiva, e vedono in Alberto un modello da seguire (non sanno che è interista). Se fossi un pappamolle arriverei addirittura ai lacrimoni sugli occhi.

Il 9 aprile 2013 la Scuola Bersani ha ospitato l’ex capitano  del Forlì calcio Alberto Calderoni per presentare a noi ragazzi delle classi quinte il progetto “Un capitano per amico”.
A turno abbiamo fatto domande al noto calciatore sulla sua vita sportiva alla  scoperta dello SPORT non solo come fama, denaro, vittoria, ma soprattutto come divertimento, passione, rispetto, onestà.
Alberto Calderoni ci ha donato un messaggio pieno di valori e insegnamenti  da portare nel cuore:
- Non sempre si può vincere, le sconfitte spesso aiutano a crescere e a renderci migliori in campo e nella vita…
- Le vittorie più belle nascono dalle sconfitte più dure…
- Il fair play è educazione all’ascolto e rispetto dell’altro non solo nello sport, ma nella vita…
- Lealtà, educazione, amicizia, condivisione di responsabilità sono comportamenti e valori da perseguire in qualunque sport…
- Nessuna ricchezza materiale può valere di più della propria squadra, dell’attaccamento  alla  propria città, delle radici familiari e degli amici.
E’ stata per noi una giornata davvero speciale, ancora una volta abbiamo potuto riflettere sull’importanza dell’avversario nello sport  perché se non avessimo uno sfidante pronto a giocare con noi, non potremmo provare le emozioni che Alberto ci ha comunicato e descritto con tanta passione.
Un grazie particolare a Marco, Franco e il saggio Giovanni che ci hanno accompagnato nell’incontro.
A dimenticavamo il mitico vero giornalista: grazie di cuore a Riccardo Fantini…
Gli alunni delle classi 5° B e 5° C

Il giorno 09/04/2013 alle 14.30 insieme ad altre tre classi della scuola primaria G. Bersani ci siamo recati nell'aula mensa/riunioni per incontrare lo storico capitano della squadra di calcio del Forlì: Alberto Calderoni.
Parlando con lui abbiamo scoperto che il suo amore per lo sport è iniziato a sei anni giocando a pallone con gli amici del quartiere in strada. Per quattordici stagioni è stato nella rosa del Forlì calcio, rifiutando offerte più vantaggiose in altre squadre più prestigiose perché amava e ama tuttora la sua città e la sua maglia bianco-rossa.
Adesso ha terminato la sua carriera di calciatore ed è divenuto portavoce del fair-play. Da tempo gira per le scuole di Forlì raccontando la sua carriera di giocatore leale, insegnando il rispetto per le regole e l'importanza di un gioco “pulito”; insegna la differenza tra lo SPORT e lo SPORK (lo sport brutto) sottolineando che bisogna credere nelle proprie capacità senza mollare mai anche quando in una partita il risultato è ormai compromesso. Ci ha anche detto che all'interno della squadra è importante incoraggiarsi a vicenda perché tutti hanno bisogno di essere sostenuti quando sbagliano. Negli sport di squadra si vince e si perde insieme, l'importante è capire cosa non è funzionato e cercare di non commettere nuovamente gli stessi errori. Siamo rimasti positivamente colpiti dall'incontro con il “capitano” che ci ha aiutato a comprendere meglio l'importanza di avere comportamenti leali e rispettosi nello sport e nella vita; belli anche i  video che ci ha mostrato, nei quali si vedono alcuni atleti che hanno preferito aiutare avversari in difficoltà piuttosto che pensare a vincere la gara dimostrando il vero valore del fair-play.
E come disse Pierre De Couberten:
-L'importante non è vincere, ma partecipare
e aggiungiamo noi:
-Partecipare, impegnandosi al massimo e soprattutto divertendosi lealmente.
Grazie Cap!!!!
5° A

Scopo principale dell’incontro era sensibilizzare noi bambini sull’importanza del FAIR PLAY  , ovvero del GIOCO PULITO  che difende e porta avanti i veri valori dello sport in contrapposizione al GIOCO  DISONESTO che rischia di allontanare dal senso profondo del praticare uno sport.
Marco Susanna , coordinatore del progetto, per far comprendere più  facilmente questo importante  messaggio,  ha proiettato un cartone dall’emblematico titolo “ Sport o Spork .“
In questo video  si mettevano a confronto lo sport vero , che è divertimento , benessere ,  amicizia e rispetto degli avversari  con lo sport fasullo (SPORK)  che, al contrario,  è imbroglio, disonestà, egoismo e sopraffazione .
Noi  siamo stati colpiti maggiormente dagli episodi nei quali gli adulti spingevano i bambini – atleti a comportarsi scorrettamente pur di vincere, come se la vittoria fosse l’unico e fondamentale scopo dello sport e valesse ogni tipo di azione disonesta e sbagliata .
Il padre che urlava alla figlia: “Chi è secondo è nessuno “ è  l’emblema di una  società che sembra premiare solo chi arriva primo, solo colui che  sale sul  gradino più alto del podio e ignora chi, con sacrificio, fatica e onestà persegue i suoi obiettivi e si accontenta di far del proprio meglio indipendentemente dal risultato.
Per noi bambini questo messaggio è molto importante perchè spesso siamo portati a credere che se non arriviamo primi , se non “vinciamo“ non valiamo niente e non meritiamo l’amore degli altri, ma non è così e NON DOVREBBE  ESSERE COSÌ nello sport come nella vita.
Alberto Calderoni ha poi pazientemente risposto alle domande preparate dalle classi, testimoniando con le sue parole la passione  e la lealtà che hanno caratterizzato la sua carriera di calciatore e di uomo.
Sul campo, ogni giorno, negli allenamenti come  nelle partite importanti, Alberto si è sempre comportato in modo corretto, ha condiviso l’amore per il calcio con i suoi compagni, ha lottato per il suo sogno, non ha tradito i valori in cui credeva e non si è arreso di fronte alla fatica e alle sconfitte.
Lo stesso capitano, infatti, ha più volte sottolineato che le sconfitte, non dovrebbero essere vissute come momenti di umiliazione e  sconforto, bensì  dovrebbero rappresentare momenti di crescita e  rinascita.
Un altro bellissimo ed emozionante video  mostrava  una gara di corsa  per la qualificazione alle Olimpiadi, dove un’atleta, accortasi che la sua diretta avversaria  era stata colta da un malore improvviso, decideva di soccorrerla  e, sorreggendola, la aiutava a completare la gara, trascinandola fino al traguardo in prima posizione, un esempio di lealtà e altruismo assoluti !!
Nei giorni successivi all’intervista siamo tornati  a riflettere sul significato e il valore delle parole di Alberto  e su come poteva cambiare il nostro approccio allo sport e al gioco competitivo in generale.  
Confrontandoci lealmente abbiamo ammesso che  anche a noi  a volte capita di ricorrere a gesti scorretti pur di vincere  e questo perché siamo  influenzati dal falso messaggio che “chi vince è il migliore e chi perde non vale nulla”.
Abbiamo così  preso consapevolezza che comportandoci in questo modo rischiamo di perdere   di vista i valori veri  dello sport che alla nostra età devono essere   soprattutto IL DIVERTIMENTO E IL PIACERE DI TRASCORRERE ORE SPENSIERATE CON GLI AMICI  .
L’impegno che ciascuno di noi ha preso con la classe  e soprattutto con se stesso è quello di non dimenticare il messaggio di Calderoni e di  metterlo in pratica quotidianamente e se, in un futuro, faremo dello sport la nostra professione, proveremo ad essere degli atleti onesti e leali, in grado di gioire delle vittorie ma anche di accettare serenamente le sconfitte, così come nella vita.
GRAZIE ALBERTO !!
4° C

mercoledì 17 aprile 2013

Il Forlì vuole il Morgagni



Oggi ha parlato il Dg Lorenzo Pedroni. Sulla stagione in corso (risultati "buoni"), su Bardi ("La palla è in mano a Cangini, ha sempre fatto le scelte giuste"), sul futuro prossimo ("due tre under in più, l'ideale se qualcuno arrivasse dal vivaio") e soprattutto su un progettone a lunga scadenza.

Lorenzo è stato piuttosto vago, si è intuito che il Forlì sta dialogando col Comune circa la possibilità di risistemare privatamente i campi sportivi e tutta l'area Morgagni in cambio di una concessione pluridecennale, che permetta alla società di rientrare dalla spesa e ovviamente guadagnare qualcosa. A Forlimpopoli ad esempio la formula è stata utilizzata per la piscina, affidata per 25 anni a un gruppo di privati: una volta scaduta la concessione l'ente pubblico avrà gratis un impianto natatorio. Le parti stanno trattando, si sono già viste e si rivedranno a breve perché il Dg biancorosso ha auspicato una risposta "entro fine giugno".

Per il Forlì sarebbe un enorme passo avanti. Il Comune si sgraverebbe di un'incombenza - le gestione dell'area - e i ragazzi del settore giovanile, oltre naturalmente alla prima squadra, avrebbero finalmente dei terreni idonei agli allenamenti e alle partite. Quadra tutto.

Bolelli e gli altri



Il più atteso è Andrea Bolelli, attaccante classe 1996 già in orbita prima squadra dopo lo sfavillante trofeo 'Zini' perso in finale con gli Allievi. Ma da qui a fine stagione - quattro partite senza più obiettivi di classifica -Attilio Bardi è intenzionato a dare spazio ai ragazzi. Per testarne l'impatto con la Seconda Divisione. E anche (soprattutto?) per aiutare la società a fare cassa.

Da Casadei a Bergamaschi passando per i soliti Arrigoni, Ingegneri, Vesi, Scarponi, Sampa, Ferri e Filippi, sarà un Forlì giovanissimo. Già contro il Casale.

martedì 16 aprile 2013

Bye bye Micio



Distrazione di primo grado al muscolo della coscia. Una settimana di stop assoluto, un paio per rimettersi in riga. Contando che il campionato finisce il 12 maggio direi che la stagione 2012-'13 del Micio va in archivio.

Voto 6,5: benissimo fino a ottobre, poi l'infortunio al ginocchio con la Pro Patria. Da quando è tornato non era più lui: un gol al Rimini il 20 febbraio, lo scatto costato l'espulsione a Grauso in Forlì-Monza. Fine. Di sicuro Melandri sarà un titolare del Forlì anche la prossima stagione. Quello visto fino a ottobre faceva impazzire le difese.

Il Forlì nella storia



Non quella del calcio, non ancora almeno. Stamattina una delegazione biancorossa (Casadei, Bellini, Pardo, Attila, Sabato, il Razzosardo, Sampa e Orlando) era in piazza per ricordare insieme alla città di Forlì e agli studenti del 'Ruffilli' quel che accadde 25 anni fa, quando un commando terrorista delle Brigate Rosse giustiziò in corso Diaz, a casa sua poco dopo pranzo, il senatore Roberto Ruffilli.

E' stato bello trovare in piazza anche il Forlì, che ormai fa parte del tessuto cittadino come mai era accaduto prima. Queste cose contano, alla lunga.

lunedì 15 aprile 2013

AAA giornalisti offresi



E' cominciato un lunghissimo periodo buio non tanto per la squadra, salva, ma per i giornalisti che la seguono settimanalmente. Cosa scriveremo noialtri nel prossimo mese e mezzo? Non è mica un problema da poco. Ad esempio come riempiremo una pagina il sabato sulla domenica di presentazione della (inutile) partita? Non sarà facile estrarre dal cilindro un titolone che regga l'apertura. Serviranno guizzi. Invenzioni magari no, ma qualche idea nuova toccherà tirarla fuori. 

E nel frattempo se avete qualche lavoretto - ridipingere il garage, sistemare il rubinetto che perde - chiamate pure.

Qualche bella notizia



Beh, intanto l'allenatore del Rimini Luca D'Angelo si è dimesso dopo la sconfitta interna con l'Alessandria. La società in una nota ufficiale ha detto che "si riserva di valutare accuratamente la situazione prima di comunicare la propria decisione". Accuratamente, mi raccomando.

Il Ravenna Sport 2019 ha fatto invece un sol boccone del Classe, in un derby sentitissimo in zona mosaici (per i veri feticisti c'è addirittura il video), ed è avviato a tornare in carrozza nel calcio che conta, l'Eccellenza.

La FulgorLibertas ha battuto ai supplementari Frassineti e Foiera (Imola) e ora può davvero sperare nei playoff. Considerata la situazione economica i giocatori di Forlì stanno compiendo un mezzo miracolo sportivo. Nettamente più bravi loro della dirigenza.  

Tra un'oretta o poco più l'assessore allo Sport del Comune di Forlì sarà al Morgagni. Stadio nuovo? Alè! Federale in sintetico? Evvai! No, non per il Forlì. Parlerà credo di qualcosa che ha a che fare con Sportilia e degli studenti stranieri. In effetti questa non era una bella notizia. Era la solita polpetta forlivese.

domenica 14 aprile 2013

La morte a Venezia




La stagione biancorossa "muore" in Laguna: 3-0 per i nero-arancio-verdi (due Bocalon, Godeas), chi era al Penzo dice che il Forlì nel secondo tempo è sparito dal campo restando un pochino in corsa solo grazie al solito San Paolo. Tegola su tegola: si è fatto male Melandri, probabile stiramento e martedì ecografia. Col Micio ci si rivede in ritiro a Rocca San Casciano.

Salutati i playoff e già ampiamente conquistata la salvezza, i biancorossi hanno ora un mese di limbo (Casale, Bellaria, Bassano e Valle d'Aosta) nel quale le motivazioni - e probabilmente anche i tifosi allo stadio - staranno a zero. Che fare? La palla è tra i piedi di Cangini, che dovrà decidere in fretta il timoniere per la prossima stagione in modo da cominciare la programmazione.

Bardi è ancora avanti a tutti gli altri candidati ma di offerte dalla Prima Divisione non ne ha ricevuta neppure mezza. Se l'intenzione del diesse era quella di lasciare "margine" al suo amico allenatore per garantirsi un posto in paradiso allora siamo arrivati. Cangini e Bardi in settimana dovranno parlarsi per capire se le parole di due mesi fa valgono ancora in questo brutto finale di stagione, che ha visto il Forlì sfilacciarsi via via che passavano le settimane scivolando fino al 9° posto attuale. Senza gambe, senza convinzione, distratti e depressi. Il prossimo anno i celebrati biancorossi starebbero - con la classifica attuale - a tre punti dalla retrocessione. Urge muoversi.

Previsione: il mercato estivo - Bardi o non Bardi - rivoluzionerà la squadra attuale. Degli attuali sono sicuro che rivedremo Sampa, Melandri, Eva. Gli altri, chissà.

Venezia-Forlì



Alle 15 calcio d'inizio di Venezia-Forli. Io sono fuori per servizi vari: ascolterò la radiocronaca di Dall'Oro su 102.7 Sul sito del Forlì trovate la cronaca della partita. Qui commentate pure ricordando che il Forlì ha un solo risultato utile a disposizione, la vittoria.

Forza.

E' morto Silvano Bianchi



Ne scrissi neanche un mese fa sul blog e nel Carlino: il suo centro Istam, a Forlimpopoli, quest'anno aveva fatto un gran bene al Forlì (poi come al solito dopo l'articolo si infortunò mezza squadra). Bianchi se n'è andato ieri pomeriggio alle 15.30 all'ospedale di Forlì, dopo una lunga e inutile operazione all'addome. Lascia su questa terra due figli (28 e 35 anni) e la moglie. Vivevano a Forlì, i funerali saranno martedì mattina alle 10 nella chiesa di Villanova, vicino a dove viveva.

Il Forlì ha appreso della notizia a Venezia. Chicco Cortini, il più legato a Silvano Bianchi, ha detto che 'il dolore è fortissimo ma riesco a immaginarlo solo col suo grande sorriso. Lavorare insieme a lui quest'anno è stato fantastico sia umanamente che professionalmente'.

Si viene e si va, lo sappiamo, ma ogni volta ci coglie di sorpresa e sembra inaccettabile.

venerdì 12 aprile 2013

Forlì Uber (S)alles


L'Ated2 ha giocato e vinto oggi (3-1, tripletta di Salles) i quarti di finale contro Carmagnola. Biancorossi lanciatissimi verso la conquista della Coppa Italia di serie B, dopo aver già messo in cassaforte la promozione in A2 al termine di una stagione strepitosa. Domani la semifinale.

Oh, visti giocare non si dimenticano: disciplinati ma anche allegri e creativi, determinatissimi, tecnicamente impressionanti. In particolare Perrotti mi va impazzire, anche se trasbordato su un campo a 11 perderebbe le sue qualità migliori.


Il tabellino di oggi.

FORLI': Pasquale, Perrotti, Salles, Migliori, Fumia, Bressan, Cangini Greggi, Mirenda, Ruffilli, Vignoli, Shinji, Moretti. All. Matteucci.
CARMAGNOLA: Mastrogiacomo, Silvestri, Siviero, Gouliano, Monsurro, Cucinotta, Pizzo, Ribeiro, Reinaldi, Oanea, Gomes, Borsello. All. Lino Gomes.

Marcatori: 2' autogol Perrotti, 2' 30'' Salles; 17' e 19' Salles.
Spettatori: 500 circa

giovedì 11 aprile 2013

Intanto butta bene



Tutti disponibili nell'allenamento di oggi: 3-0 alla Berretti con gol di Melandri, Campana e Ferri. Il Venezia invece è in panne: oltre a due-tre infortunati lungodegenti anche Lauria è in dubbio per la sfida al Forlì (è uscito anzitempo domenica). Il dieci napoletano risulta fondamentale in un Venezia che si appoggia sul suo sinistro per liberare il gigante Godeas. Oltretutto gli arancio-nero-verdi ultimamente balbettano: 1-0 al Milazzo, pari col Bassano, kappaò a Bellaria. La lunga rincorsa presenta il conto? Magari.

Il Forlì ha pochissimo da perdere e la primavera finalmente è arrivata. In caso di improvvisa rifiorita biancorossa occhio alla classifica: la domenica seguente arriva al Morgagni il Casale già spacciato. E allora sì.

mercoledì 10 aprile 2013

Carlino Forlì



La bacheca nella redazione di via Giorgio Regnoli. Riconoscete qualcuno?

Quella coppia lì ce la ricorderemo a lungo. Perché qua stiamo a pettinar le bambole, ma se domenica il Forlì vince a Venezia la corsa ai playoff si riapre clamorosamente.

Bonavita si è dimesso



Motivi di lavoro ufficialmente. Di sicuro l'ambientino lì a Meldola non deve essere dei più semplici se anche un guerriero come l'allenatore che portò il Forlì a sfidare il Milan ha mollato baracca e burattini. Meldola in mano all'ex Cesena Biserni ora: dev'essere il sesto o settimo allenatore della stagione.

La programmazione prima di tutto.

Chi, nel caso



Oggi sul Carlino ho fatto una seria di ipotesi sull'eventuale dopo-Bardi. Che, è il caso di specificarlo per evitare fraintendimenti, resta in pole per la guida del Forlì anche nella stagione che chiuderà il ciclo.

Detto questo, a quel che ne so i nomi caldi sul taccuino di Cangini sono quelli di Giovanni Cornacchini e Nicola Cancelli. Seguono, staccati di qualche spanna, Davide Tentoni e Richard Vanigli. Domenica allo stadio c'era anche Roberto Rossi, ma le quotazioni del tecnico che già sedette sulla panchina di viale Roma durante l'era Oliveti sono bassissime per non dire nulle. Può darsi che Cangini stia valutando anche altre opzioni. Può darsi anzi è ancora probabile che alla fine resti Attila. Anche perché interrompere il rapporto col mister più amato dai tifosi biancorossi è tutt'altro che semplice e implica una presa di responsabilità enorme.

Detto anche questo, credo sia arrivato il momento di fare una scelta. La salvezza conquistata a febbraio ha messo il Forlì in condizione di programmare la prossima stagione con enorme vantaggio rispetto alle concorrenti. Due mesi dopo siamo ancora fermi al palo.

lunedì 8 aprile 2013

Bardi deve restare?


Con lo striscione esposto ieri in tribuna dai ragazzi del Club Calderoni si apre ufficialmente il Toto-Attilio. Resterà? Non resterà? Se no: perché? Chi vuole il divorzio? Io onestamente non ci ho capito un'acca finora. Pensavo fosse Bardi ad aver preso tempo fiutando l'occasione della vita dopo l'ennesima stagione sopra alle aspettative, ma durante l'ultima conf stampa il mister milanista cha ama bonsai e 3-4-3 ha lasciato chiaramente intendere che la dilazione dei tempi dipende dalla società.
Voi che fareste?

SONDAGGIO

domenica 7 aprile 2013

Bayern Monza



Solo un incantevole Ginestra evita al Forlì di finire come la Juve all'Allianz, travolto da un Monza compatto, cortissimo, esuberante, fisico e talentuoso parecchio più dei biancorossi nostri. La buona notizia è il punto che tiene in corsa per i playoff: la distanza però aumenta, -4 dal Venezia prossimo avversario in laguna.

L'arbitro secondo me non ha sbagliato molto, anzi. Quello che vedete sopra è il fallo netto costato l'espulsione a Grauso (la palla prosegue la sua corsa), e c'era pure un rigore su Melandri che nel secondo tempo è stato strattonato in area al momento di calciare. A lato vedrete l'immagine.

Detto questo, giù il cappello davanzi al Monza di Gasbarroni che sta a questa categoria come il Poeta stava all'Eccellenza.

Però godiamocela



Lo so che nel calcio conta solo quello che succede oggi anzi domani. Però quattro anni fa il Forlì che vedete sopra affrontava con non pochi timori il suo primo campionato di Eccellenza. Nei prossimi sette giorni lo stesso Forlì si giocherà alla pari con Monza e Venezia l'accesso ai playoff per salire in Prima Divisione, due gradini sotto Milan e Juve. Tutto questo non per incensare la dirigenza, Dio me ne scampi, ma per suggerire di goderci queste due partite belle bellissime senza timori né rimorsi, con la stessa gioia e spensieratezza promessa da Bardi e dalla squadra.
Amen.

sabato 6 aprile 2013

Seba sì, Eva no



Stamattina presente alla rifinitura Seba Petrascu. Non Evangelisti, che è stato convocato e al massimo andrà in panca. A Monza intanto svelano il nome del pezzo grosso che starebbe comprando un mucchio di debiti (e forse pagherà gli stipendi entro metà aprile, forse).

venerdì 5 aprile 2013

Maledetta primavera



Che non arriva mai, e ti frega. Metti la maglietta perché intravedi un raggio di sole tiepido scendendo dal letto e zac, alle 11 c'è un vento polare da far drizzare i peli a un pinguino. Risultato: Evangelisti e Petrascu a forte rischio per il dentro-o-fuori di domenica col Monza. Oggi s'è allenato Petrascu, domattina influenza permettendo proverà anche Eva.

In conf stampa Bardi ha detto che la squadra giocherà con gioia e spensieratezza. Che a Santarcangelo li ha visti bene (?), che lui sarebbe pronto a rinnovare anche domani, che nel caso in cui dia forfait Petrascu toccherà probabilmente al Razzosardo. Che Gasbarroni non sarà marcato a uomo ma riceverà raddoppio costante dal centrocampista interno e da quelo esterno. Basterà? Qualche ora e sapremo.

Il pezzo grosso



Scusate se insisto sul Monza ma la situazione della società che vedremo domenica al Morgagni è davvero paradossale. Ogni giorno pare quello buono perché baracca e burattini col valigione di debiti passino di mano, con Seedorf che dal Brasile rilascia interviste esilaranti e i giornalisti brianzoli che non sanno più che pesci pigliare e vergano articoli come questo, nei quali il "pezzo grosso" che sta acquisendo il club sommerso di debiti non ha mica nome ma "non ha paura di essere notato" perché gira in Ferrari (che però è stata noleggiata, "si dice in un autosalone di Tolosa"), sinonimo di "serietà nella trattativa", eppure mica vuole restare segreto ("nulla da nascondere").

Un puzzle grottesco le cui attinenze con la realtà paiono, così a prima lettura, parecchio simili a quelle che vendevano in viale Roma i fratelloni riminesi. Tanto gira e rivolta i debiti son debiti, e se non ha di che pagarli tieni buona la piazza in qualche modo fino all'ultimo giorno possibile. Col fumo, e se dell'arrosto manca perfino il profumo pazienza. Bastano una Ferrari, un "pezzo grosso alla Bud Spencer" e tante chiacchiere. E i debiti? Quisquilie.

"Quando il pezzo grosso è venuto a conoscenza della ricorrenza del centenario e dei 20mila euro che mancano per pubblicare libro e cd della gloriosa storia del Monza, ha immediatamente assicurato che questa sarà la prima cosa da fare. La storia non si dimentica. Ci sarebbero anche da saldare gli stipendi, visto che il 15 aprile scade la rata. Ancora non si può sapere chi verserà gli emolumenti, se la nuova proprietà o il vecchio Seedorf con un ultimo compassionevole gesto d'amore per il Monza. L'identikit non è perfetto, ma ci manca giusto un nome. Il nome del pezzo grosso".

Non può piovere per sempre


"Non può sempre piovere". E finalmente, dopo la pioggia prevista per venerdì, il weekend ci concederà una tregua. Domenica per il match contro il Monza sono attese condizioni di tempo stabile, con alternanza di schiarite ed annuvolamenti. Non c'e' domenica senza sole, nè Forlì senza amore.
Tutti allo stadio domenica: i biancorossi hanno bisogno di noi!

mercoledì 3 aprile 2013

Monza ovvero il calcio malato



Affogare in una situazione economica disperata, con sei punti di penalizzazione già sul groppone, e permettersi nonostante tutto il giocatore migliore della categoria, con possibilità concrete di salire in Prima Divisione. E’ possibile? Se ti chiami Monza sì, perché il primo azionista della cordata olandese alla guida della società si chiama Clarence Seedorf (foto Radaelli), e al netto delle trattative più o meno concrete che durante l’anno si sono susseguite (oggi pare fatta di nuovo con un misterioso riccone, lo scorso autunno era toccato a un imprenditore nel ramo parcheggi) è ancora l’ex trequartista del Milan a tenere – dal Brasile, in Italia c’è il suo avvocato Deborah Martin – le fila dell’onorato marchio brianzolo. I tifosi nonostante tutto sognano: cinque vittorie consecutive, dodici risultati utili in fila. Nel girone di ritorno il Monza vola, ha scalato la classifica e da una settimana occupa il sesto posto, l’ultimo valido per i playoff. Come ha fatto la squadra a mantenere nervi saldi e brillantezza in mezzo alla tempesta? Che domande, basta vedere cosa succede in casa FulgorLibertas: certe situazioni possono far scattare la molla. E poi c’è Gasbarroni.
L’ex ala di Toro, Samp, Parma e Palermo gioca a palla c’è-palla non c’è coi difensori di Seconda Divisione. Sedici gol, un milione di assist, l’intera squadra si appoggia alla sua qualità. Che non è poca: l’anno scorso il ragazzo, 31 anni compiuti ad agosto, vestiva la maglia del Torino in serie B. Contratto principesco: 750mila euro netti per giocare poco anzi niente. La società granata lo mise fuori squadra. Tonino Asta, che allenava le giovanili del Toro, lo portò a Monza insieme a un gruppetto di giovani promettenti promettendo al fenomeno divertimento, una squadra costruita per lui e uno stipendio sufficiente a fare la spesa nei migliori discount. Se Gasbarroni ha voglia di giocare non ce n’è, punto. La domanda semmai è: quanto resisterà l’isolamento della squadra rispetto al putiferio che ha intorno? Per dire: l’ultima trattativa per la cessione della società pare si sia imballata al momento di decidere a chi tocca versare gli emolumenti di gennaio e febbraio. I giocatori aspettano e sperano. Per quanto ancora?

martedì 2 aprile 2013

Yoga bonito



Non è ufficiale ma il succo è tratto: Forlì e Conserve Italia hanno siglato una partnership commerciale (leggi pubblicità): l'azienda con sede a San Lazzaro, presieduta dal forlivese Maurizio Gardini (foto Ansa) promuoverà i richiestissimi succhi di frutta Yoga anche al Morgagni, già da domenica prossima contro il Monza di Asta e Gasbarroni.

Conserve Italia sponsorizza già il settore giovanile del volley Forlì. Certo, l'accordo col calcio ha un altro sapore, dolcissimo. E se al momento è solo una sponsorizzazione "minore", ma neanche troppo per le casse biancorosse, in futuro chissà. Di certo avere tra i passeggeri un'azienda così importante non potrà che rassicurare soci e investitori biancorossi. Il futuro è sempre più garantito. Per il presente (oggi tutti a disp di Bardi tranne Renzi e Fonte) ripassare domenica, attorno alle 17.

lunedì 1 aprile 2013

Arriva Gasbarroni



L'uomo che più di ogni altro sta spaccando il girone A di Seconda Divisione - 16 gol - è torinese cresciuto nelle giovanili della Juve, ha la stessa età di Evangelisti, ha giocato con Toni, Barzagli, Grosso e Zaccardo, ha avuto tra i suoi allenatori Ranieri, Del Neri, Pioli, Guidolin e Novellino.

Gasbarrincha, come lo chiamavano a inizio carriera, in Lega Pro c'entra poco o niente infatti a fine stagione lascerà Monza (hanno qualche problemino societario). Prima però l'esterno che farebbe la fortuna di ogni allenatore Bardi compreso vuole regalare la promozione ai brianzoli: senza la penalizzazione di 6 punti (forse verrà ridotta) la squadra guidata da Tonino Asta sarebbe a lottare per il primo posto.

All'andata il Forlì fu tramortito 3-0 (il video), ma la partita si decise nei minuti finali quando i biancorossi rimasero addirittura in 9. Domenica al Morgagni sarà uno spareggio. Per gli sportivi forlivesi l'occasione di vedere all'opera sul prato di casa il miglior giocatore del girone. Per Bardi un bel rompicapo: come si ferma Andrea Gasbarroni? E' la difesa a tre il modo migliore per ridurre spazi e tempi di giocata al fuoriclasse del Monza?