venerdì 19 settembre 2014

Non è difficile, ma ogni tanto va rispiegato


Siccome me l'hanno chiesto (a Santarcangelo), provo di nuovo a spiegare il modo più semplice e veloce per scrivere i commenti sul blog.

1- Andate qui e create un account Gmail, cioè una casella di posta. Se ce l'avete già meglio e andate al punto 2. C'è qualche passaggio da fare ma la procedura è snella e non richiede coordinate aerospaziali.

2- Tornate sul blog e cliccate su commenti, sotto al testo mio. Scrivete quel che vi aggrada, possibilmente niente insulti altrimenti devo cancellare (ma siete diventati bravissimi) e poi nel menù a tendina 'commenta come' scegliete quello dove c'è scritto tra parentesi Google.

Nient'altro, elementare come un passaggio all'indietro. Domande?

L'ultimo regalo di Eva



No, non è stato il gol della vittoria sbagliato a pochi minuti dalla fine. Ma un post su Facebook nel quale l'ex capitano del Forlì saluta i vecchi amici, e si capisce benissimo che lo fa col cuore (la risposta migliore è quella di Casadei).

Approfitto dell'occasione per scusarmi con Alessandro. Qualche giorno fa, prima del derby, l'ho intervistato e sul Carlino è uscito un titolo tipo 'Forlì, se segno esulto'. E' vero che l'ha detto ma il resto del discorso era importante e non era quello il messaggio che Eva intendeva mandare. Succede, colpa mia.

mercoledì 17 settembre 2014

Meglio il Santarcangelo



Finisce 1-1 ma il Santarcangelo, in un Mazzola che al confronto lo stadio di Meldola domenica era il Bernabeu, sciupa almeno quattro occasioni nitidissime per portarla a casa. Rossi fa turnover (Guidi in tribuna, Docente in panca: è proprio necessario, alla terza giornata?) ma riceve risposte negative da Tom Arrigoni, Forte, Casini, Turi e soprattutto da un appannatissimo Djuric. La sblocca il migliore, Melandri, sveglio a sfruttare un blocco su punizione di Cejas dai 20 metri, pari immediato di un Guidone imprendibile da Drudi: l'ex Romagna Centro è tanto bravo ad impostare quanto inadeguato in marcatura. Problema. E problema anche sulle corsie esterne, dove Turi e Casini offrono meno del minimo sindacale. E problema anche davanti: Docente e Melandri restano garanzie, Forte e Castellani per ora incidono zero. E problema anche fisico, direi: nei secondi tempi la squadra ha sempre perso parecchia velocità, finendo sulle ginocchia.

Il Forlì sale, si fa per dire, a 4 punti in 4 giornate, domenica mattina a orario colazione la Carrarese.

Dimenticavo: in tribuna visti tra gli altri Bardi, il Poeta, Kalle e Cangini. E anche Perazzini.

martedì 16 settembre 2014

La differenza



C'è un giocatore che adoro nel Forlì, Marco Djuric. E non per il gol che ha deciso quella che per il tifoso biancorosso è stata la partita del secolo. Quello è stato un esempio di come Djuric sia un giocatore diverso da tutti gli altri, ancora inespresso per gran parte del suo potenziale: ha un tecnica eccezionale, forza fisica fuori categoria, coraggio, è uno che ama buttarsi nello spazio lasciato dalle punte, ha un tiro dalla distanza potentissimo e preciso. E', secondo me, il giocatore più forte nella rosa a disposizione di Rossi. Potenzialmente anche meglio di Milan, il fratello che gioca a Cesena.

Finora Djuric, su cui il Cesena punta molto, ha giocato pochissimo: 15 minuti con la Reggiana, un tempo a Piacenza, 21 minuti col Teramo. Mai titolare, credo per questione di forma fisica (in estate Rossi l'ha provato spesso centrale di difesa, senza risultati indimenticabili). Eppure nella mediana del Forlì è unico, gigante in mezzo a brevilinei. E' atipico per natura e forse c'entrano qualcosa le origini slave, che rendono di difficile inquadramento tecnico e psicologico molti atleti in molti sport diversi. 22 anni (dopodomani) sono pochi soprattutto se alle spalle si hanno già tre interventi al crociato. Ora però è arrivato il tempo, per il bene suo e del Forlì, di mettere in campo quella grande differenza che Djuric porta con sè.

lunedì 15 settembre 2014

Forse



Lo danno tutti per certo che si giochi a Santarcangelo alle 15, ma a neanche 40 ore dal match non c'è traccia di comunicato ufficiale. Intanto  però è stata programmata e resa nota la settima, di giornata, e il Forlì per la quarta volta consecutiva non giocherà in casa (contro la Pistoiese) all'orario classico della domenica pomeriggio, bensì alle 15 del sabato.

Il 'Morgagni' aspetta, paziente, anche se la resistenza alla novità mi sembra piuttosto diffusa tra i tifosi, mentre per ora allo stadio non si registrano picchi di presenze. A me la cosa non dispiace per mere questioni familiari (la domenica pomeriggio libera vale doppio). E' già apprezzato invece lo streaming, che, chissà perché offerto a costo zero, offre la possibilità di seguire la squadra anche in trasferta. L'indirizzo è il solito, Sportube tv. Però Santarcangelo è a un tiro, 34 chilometri in linea d'aria.

A Santarcangelo, alle 15



In attesa del comunicato ufficiale che arriverà nel pomeriggio, è praticamente certo che Santarcangelo-Forlì si giocherà mercoledì alle 15 al 'Mazzola'. Le altre ipotesi erano Rimini, ma pare che la Questura abbia detto no per motivi di ordine pubblico, e Cesena: i costi di affitto del 'Manuzzi' tuttavia sono esorbitanti per una squadra di Lega Pro, considerando che la gara doveva essere di sera quindi coi riflettori sparati.

L'anno scorso vinse il Forlì 2-1 (Arrigoni nella foto sopra e Vesi), c'è un Eva che ha cambiato maglia e tra gli ex va messo anche Oberdan Melini, disse gialloblù con un breve trascorso al 'Morgagni'.

Gara delicatissima per entrambe: il Santarcangelo ha perso molto male a Ferrara e per questo si è cuccato l'allenamento domenica mattina sul presto, il Forlì arriva da due ko consecutivi con quell'ambientino che sabato ha fatto sbroccare anche il più pacato romagnolo che conosco, Rossi. Altrimenti detto: chi sbaglia mercoledì finisce in graticola.

sabato 13 settembre 2014

Nervi (già) tesi



Un gol di Lapadula forse viziato da fallo (Drudi giura di sì) condanna il Forlì alla seconda sconfitta consecutiva. Per un'ora gara bloccata con pochissimi tiri in porta, dopo il gol dell'attaccante del Teramo reazione scarsina dei biancorossi che si beccano pure qualche fischio dalla tribuna. La vera occasione per il pari ce l'ha Docente nel finale, ma il suo tap-in finisce incredibilmente alto.

Aria brutta e siamo solo a inizio settembre. Al rientro negli spogliatoi Rossi ha reagito male agli urlacci ('Arrenditi') di qualche tifoso, che già durante la gara l'aveva preso di mira. Hanno dovuto trattenerlo. Non è una novità e non è l'unico bersaglio, l'allenatore del Forlì, perché anche Cejas ultimamente è finito nel mirino della critica. Oggi ha giocato male.

La mia opinione, invece, è che il Forlì sia semplicemente questo. Poco coraggioso (eccetto pochi, mi vengono in mente Guidi e Docente) fin dalla testa, organizzato in campo ma incapace di reagire se la partita si mette male. Un po' per una questione di pura forza (il Teramo aveva in campo due attaccanti che paga il doppio di quanto prende il giocatore più pagato del Forlì) e un po' perché il difetto più grande di Rossi è proprio la sua difficoltà nel trasmettere emozioni al gruppo. I giocatori stanno lì, si impegnano, ci provano. Ma a volte non basta. Oggi non è bastato e chissà se basterà nelle prossime partite.

Col Santarcangelo mercoledì pomeriggio sì, deve bastare.

giovedì 11 settembre 2014

Le ultime, tante, sul Forlì



Oggi Rossi e staff studiavano i video del Teramo: calci d'angolo, punizioni. Quanti salgono, dove saltano, come marcare. La squadra si è allenata dalle 17 in avanti. Sabato out Capellini e Fantini. Credo entrerà in squadra Jidayi sul centrodestra, sono curioso di vedere se Rossi confermerà Guidi sul centrosinistra, e come reagirà il ragazzo dopo la brutta prova di Piacenza. Drudi in mezzo credo non si tocchi, almeno per ora. Melandri probabilmente andrà in panchina anche perché mercoledì prossimo si gioca di nuovo, in serale col Santarcangelo ma ancora non si sa dove: Rimini (c'è qualche perplessità di ordine pubblico per lo scarso feeling tra riminesi e forlivesi) oppure Cesena, però il Manuzzi costa un occhio della testa.

Altre news: oggi la società ha annunciato che la sala hospitality quest'anno è intitolata a Ramilli. Va a chiusura la campagna abbonamenti: 450 in tutto, più quelli acquistati dalle aziende per i dipendenti che il resto. Sono pochi (il resto) e bisognerebbe capire perché. Oggi ne abbiamo discusso a lungo: senza farne una questione di colpe, secondo me la questione sta a metà via: città annoiata da una vita di calcio la cui fruizione è più che altro un patimento, Cesena in A, due decimi posti negli ultimi due anni. Ma anche scarse risorse destinate dal Forlì - che concentra la grandissima parte del budget sulla prima squadra - alla comunicazione e alla promozione verso le fasce più giovani. Alla fine, come quasi sempre, è soprattutto una questione di pilla.

Intanto il basket barcolla di brutto, epperò ieri a vedere l'amichevole con Verona c'era mezzo migliaio di persone gasatissime. Questione di storia e di impianto. Domanda: se ci fosse in città uno stadio superfigo e la società avesse qualche anno di A alle spalle, Forlì sarebbe ancora una città baskettara? Permettetemi di dubitare, il pallone è lo sport più amato del globo e un motivo ci sarà. Detto questo, coi se e coi ma l'Inter avrebbe 58 scudetti e sette coppecampioni, per cui non stiamo a farci troppe pippe, speriamo che la FulgorLibertas regga - Henderson ha fatto divertire anche me che non capisco la differenza tra posto 1 e posto 4 - e speriamo solo di battere il Teramo, che ha zero punti ma parecchia fame di rivincite (vero Tonti?).  

mercoledì 10 settembre 2014

Mica il Real Madrid



Oggi, dieci giorni dopo la firma sul contratto, il Forlì ha presentato Hamlili. Qualche ora prima il Santarcangelo aveva annunciato attraverso il suo profilo Twitter l'ingaggio di un difensore. E siamo nella stessa epoca eh.

Preoccupati?



Il secondo tempo di Forlì-Reggiana, il palo e il gol del pareggio ingiustamente annullato. A seguire l'inguardabile gara del Garilli, 3-0 netto e insindacabile. Domanda: è lecito temere che il Forlì sia sbagliato e possa precipitare in un campionato di livello più alto del previsto? Io non credo.

Dobbiamo considerare che i biancorossi arrivano alla terza serie dopo due stagioni concluse al decimo posto in Seconda Divisione. Significa che il Forlì non è stato, dal 2012 in poi, una squadra particolarmente competitiva. Ha perso in entrambi gli anni una media di oltre una gara su tre (12/34 e 13/34), che tradotto nella stagione in corso, a 20 squadre, porterebbe il numero di ko a 14 abbondanti.

Questo prendendo come riferimento il decimo posto. Ma l'obiettivo dichiarato esplicitamente dalla società è la salvezza "all'ultimo minuto dell'ultima partita", ergo l'asticella è sul 15° gradino (l'ultima retrocede, quattro fanno i playout). L'anno scorso la 15°, la Vecomp Verona, ha vinto appena dieci partite. L'anno prima il Valle d'Aosta ne aveva perse 16, quasi una su due. Non voglio ubriacarvi di numeri e arrivo al punto: a meno di sorprese - ma questo Forlì può essere una sorpresa? - sarà una stagione difficile, zeppa di sofferenze seguite a delusioni. L'importante è esserne consapevoli. L'importate è non sbarellare dopo un tre a zero che è il primo ma non sarà l'unico. Certo, sarebbe importante anche mettere in campo un po' di tigna in più rispetto alla gara di Piacenza. Ma la prima sbandata non è ancora una prova. Pazienza. E fiducia.