giovedì 18 aprile 2013

Sport e Spork


Scuola elementare Bersani, ecco i temi che i bambini hanno scritto dopo aver parlato due ore con Kalle. Ogni volta che leggo resoconti come questi mi vengono i brividi immaginando quanto possa servire una chiacchierata così a ragazzi che stanno conoscendo in questi mesi la pratica sportiva, e vedono in Alberto un modello da seguire (non sanno che è interista). Se fossi un pappamolle arriverei addirittura ai lacrimoni sugli occhi.

Il 9 aprile 2013 la Scuola Bersani ha ospitato l’ex capitano  del Forlì calcio Alberto Calderoni per presentare a noi ragazzi delle classi quinte il progetto “Un capitano per amico”.
A turno abbiamo fatto domande al noto calciatore sulla sua vita sportiva alla  scoperta dello SPORT non solo come fama, denaro, vittoria, ma soprattutto come divertimento, passione, rispetto, onestà.
Alberto Calderoni ci ha donato un messaggio pieno di valori e insegnamenti  da portare nel cuore:
- Non sempre si può vincere, le sconfitte spesso aiutano a crescere e a renderci migliori in campo e nella vita…
- Le vittorie più belle nascono dalle sconfitte più dure…
- Il fair play è educazione all’ascolto e rispetto dell’altro non solo nello sport, ma nella vita…
- Lealtà, educazione, amicizia, condivisione di responsabilità sono comportamenti e valori da perseguire in qualunque sport…
- Nessuna ricchezza materiale può valere di più della propria squadra, dell’attaccamento  alla  propria città, delle radici familiari e degli amici.
E’ stata per noi una giornata davvero speciale, ancora una volta abbiamo potuto riflettere sull’importanza dell’avversario nello sport  perché se non avessimo uno sfidante pronto a giocare con noi, non potremmo provare le emozioni che Alberto ci ha comunicato e descritto con tanta passione.
Un grazie particolare a Marco, Franco e il saggio Giovanni che ci hanno accompagnato nell’incontro.
A dimenticavamo il mitico vero giornalista: grazie di cuore a Riccardo Fantini…
Gli alunni delle classi 5° B e 5° C

Il giorno 09/04/2013 alle 14.30 insieme ad altre tre classi della scuola primaria G. Bersani ci siamo recati nell'aula mensa/riunioni per incontrare lo storico capitano della squadra di calcio del Forlì: Alberto Calderoni.
Parlando con lui abbiamo scoperto che il suo amore per lo sport è iniziato a sei anni giocando a pallone con gli amici del quartiere in strada. Per quattordici stagioni è stato nella rosa del Forlì calcio, rifiutando offerte più vantaggiose in altre squadre più prestigiose perché amava e ama tuttora la sua città e la sua maglia bianco-rossa.
Adesso ha terminato la sua carriera di calciatore ed è divenuto portavoce del fair-play. Da tempo gira per le scuole di Forlì raccontando la sua carriera di giocatore leale, insegnando il rispetto per le regole e l'importanza di un gioco “pulito”; insegna la differenza tra lo SPORT e lo SPORK (lo sport brutto) sottolineando che bisogna credere nelle proprie capacità senza mollare mai anche quando in una partita il risultato è ormai compromesso. Ci ha anche detto che all'interno della squadra è importante incoraggiarsi a vicenda perché tutti hanno bisogno di essere sostenuti quando sbagliano. Negli sport di squadra si vince e si perde insieme, l'importante è capire cosa non è funzionato e cercare di non commettere nuovamente gli stessi errori. Siamo rimasti positivamente colpiti dall'incontro con il “capitano” che ci ha aiutato a comprendere meglio l'importanza di avere comportamenti leali e rispettosi nello sport e nella vita; belli anche i  video che ci ha mostrato, nei quali si vedono alcuni atleti che hanno preferito aiutare avversari in difficoltà piuttosto che pensare a vincere la gara dimostrando il vero valore del fair-play.
E come disse Pierre De Couberten:
-L'importante non è vincere, ma partecipare
e aggiungiamo noi:
-Partecipare, impegnandosi al massimo e soprattutto divertendosi lealmente.
Grazie Cap!!!!
5° A

Scopo principale dell’incontro era sensibilizzare noi bambini sull’importanza del FAIR PLAY  , ovvero del GIOCO PULITO  che difende e porta avanti i veri valori dello sport in contrapposizione al GIOCO  DISONESTO che rischia di allontanare dal senso profondo del praticare uno sport.
Marco Susanna , coordinatore del progetto, per far comprendere più  facilmente questo importante  messaggio,  ha proiettato un cartone dall’emblematico titolo “ Sport o Spork .“
In questo video  si mettevano a confronto lo sport vero , che è divertimento , benessere ,  amicizia e rispetto degli avversari  con lo sport fasullo (SPORK)  che, al contrario,  è imbroglio, disonestà, egoismo e sopraffazione .
Noi  siamo stati colpiti maggiormente dagli episodi nei quali gli adulti spingevano i bambini – atleti a comportarsi scorrettamente pur di vincere, come se la vittoria fosse l’unico e fondamentale scopo dello sport e valesse ogni tipo di azione disonesta e sbagliata .
Il padre che urlava alla figlia: “Chi è secondo è nessuno “ è  l’emblema di una  società che sembra premiare solo chi arriva primo, solo colui che  sale sul  gradino più alto del podio e ignora chi, con sacrificio, fatica e onestà persegue i suoi obiettivi e si accontenta di far del proprio meglio indipendentemente dal risultato.
Per noi bambini questo messaggio è molto importante perchè spesso siamo portati a credere che se non arriviamo primi , se non “vinciamo“ non valiamo niente e non meritiamo l’amore degli altri, ma non è così e NON DOVREBBE  ESSERE COSÌ nello sport come nella vita.
Alberto Calderoni ha poi pazientemente risposto alle domande preparate dalle classi, testimoniando con le sue parole la passione  e la lealtà che hanno caratterizzato la sua carriera di calciatore e di uomo.
Sul campo, ogni giorno, negli allenamenti come  nelle partite importanti, Alberto si è sempre comportato in modo corretto, ha condiviso l’amore per il calcio con i suoi compagni, ha lottato per il suo sogno, non ha tradito i valori in cui credeva e non si è arreso di fronte alla fatica e alle sconfitte.
Lo stesso capitano, infatti, ha più volte sottolineato che le sconfitte, non dovrebbero essere vissute come momenti di umiliazione e  sconforto, bensì  dovrebbero rappresentare momenti di crescita e  rinascita.
Un altro bellissimo ed emozionante video  mostrava  una gara di corsa  per la qualificazione alle Olimpiadi, dove un’atleta, accortasi che la sua diretta avversaria  era stata colta da un malore improvviso, decideva di soccorrerla  e, sorreggendola, la aiutava a completare la gara, trascinandola fino al traguardo in prima posizione, un esempio di lealtà e altruismo assoluti !!
Nei giorni successivi all’intervista siamo tornati  a riflettere sul significato e il valore delle parole di Alberto  e su come poteva cambiare il nostro approccio allo sport e al gioco competitivo in generale.  
Confrontandoci lealmente abbiamo ammesso che  anche a noi  a volte capita di ricorrere a gesti scorretti pur di vincere  e questo perché siamo  influenzati dal falso messaggio che “chi vince è il migliore e chi perde non vale nulla”.
Abbiamo così  preso consapevolezza che comportandoci in questo modo rischiamo di perdere   di vista i valori veri  dello sport che alla nostra età devono essere   soprattutto IL DIVERTIMENTO E IL PIACERE DI TRASCORRERE ORE SPENSIERATE CON GLI AMICI  .
L’impegno che ciascuno di noi ha preso con la classe  e soprattutto con se stesso è quello di non dimenticare il messaggio di Calderoni e di  metterlo in pratica quotidianamente e se, in un futuro, faremo dello sport la nostra professione, proveremo ad essere degli atleti onesti e leali, in grado di gioire delle vittorie ma anche di accettare serenamente le sconfitte, così come nella vita.
GRAZIE ALBERTO !!
4° C

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