sabato 11 maggio 2013
Un pasto in meno, butta via
Il Forlì è partito per la Valle d'Aosta senza sabato (sq), Petrascu, Evangelisti, Ginestra, Oggiano e pure Bardi: il mister resta a San Piero in Bagno per la comunione del figlio. In panca Vanigli, bravissimo per carità. Un saluto al Fano, che in settimana aveva chiesto massima correttezza visto che si gioca la retrocessione proprio col Valle d'Aosta.
E viva il fair play.
L'uomo del monte ha detto si
Attilio Bardi sarà l'allenatore del Forlì anche nella prossima stagione, la quinta consecutiva alla guida dei biancorossi. Manca solo l'annuncio ufficiale, che arriverà la prossima settimana, ma già oggi in conf stampa "mister 3-4-3" ha fatto capire che l'accordo ormai è cosa fatta.
Prima di apporre la firma sul contratto che lo legherà al Forlì per il 2013-'14 Attila - assente domenica in Val d'Aosta per motivi familiari, al suo posto in panchina Richard Vanigli - parlerà con Cangini della campagna acquisti. Bardi è perfettamente consapevole che il Forlì non nuoterà nell'oro e ottenere uno dei primi 9 posti sarà tutt'altro che semplice. Ma ha deciso di accettare la sfida. E sarà operativo in fase di mercato, come e più delle ultime estati.
giovedì 9 maggio 2013
L'ultimo Sir Alex
L'addio al calcio di Ferguson lascia un solo 'Sir Alex' a calcare i campi professionistici, quello del Forlì. La prima stagione tra i prof di Buonaventura è stata in chiaroscuro: molti assist (non so quanti esattamente, non ci sono statistiche al riguardo o almeno non so dove trovarle), cinque reti e qualche screzio con i tifosi, dal blablabla mimato alla tribuna dopo il gol dell'1 pari al Savona al bisticcio con un ultrà a Bellaria.
Da quel che ho carpito in queste settimane Sir Alex ha ottime chance di restare un altro anno in biancorosso. Perché nonostante la difficoltà nel tiro a rete, ha conquistato lo spogliatoio ma soprattutto mister Bardi grazie alla disponibilità al sacrificio e alle indubbie qualità tattiche. A meno di ribaltoni - e nel mercato nulla è prevedibile - Buonaventura sarà il quarto attaccante nel tridente della prossima stagione. Ruolo che gli calza a pennello e che avrebbe dovuto ricoprire anche quest'anno, non fosse che Melandri ha giocato pochissimo e Filippi si è stampato dopo l'avvio promettente.
martedì 7 maggio 2013
Il Forlì 2013-'14?
Primo: Bardi resta? Sembra proprio di sì. La prossima settimana stretta di mano e via. Intanto mister e diesse stanno ragionando sul puzzle biancorosso.
Secondo: ci sono i soldi per fare mercato? Sì e no. Non per costruire una squadra al top, abbastanza per ripetere una stagione come quella ancora in corso, soprattutto evitando gli errori dovuti all'inesperienza.
Terzo: chi prende il Forlì? Un top player c'è già, Ginestra, e a meno che non sia lui a volersene andare resterà (anche perché ha un biennale). Bardi e Cangini ne vorrebbero inserire un altro e la scelta è ricaduta da tempo su Marco Bernacci, già sondato a gennaio. Il dubbio è Petrascu: ha un biennale ma quest'anno non ha convinto: il Forlì potrebbe lasciarlo partire mettendo così da parte un "tesoretto" per l'Airone.
Quarto: i giovani. Davanti partiranno sicuramente Ferri e Filippi. Il loro posto potrebbe essere preso da Lolli e Marras. Il primo è stato inserito da Cangini in una rosa di quattro nomi richiesti al presidente del settore giovanile del Cesena Lorenzo Lelli. C'è un problema: Lolli sta incantando anche Bisoli, che potrebbe decidere di tenerlo oppure girarlo in prestito ma in Prima Divisione (Pavia?). Il secondo piace molto a Bardi e Cangini, è dello Spezia e quest'anno a Rimini ha trovato poco spazio. L'operazione sembra più semplice.
Quinto: la difesa. Arrigoni potrebbe restare, Ingegneri è difficile. Il nome nuovo è sempre quello di Enrico Fantini (non perché siamo omonimi e compaesani, giuro). Piace a Cangini perché segna qualche gol importante e costa poco, avendo il letto a 6 km. Ma è alternativo a Orlando: o l'uno o l'altro. E Beppe quest'anno ha fatto bene.
Lorenzo poco Grazioso
Basta un post su facebook a scatenare la guerra atomica tra calcio e basket in città? Ci siamo andati vicini. Ieri sera attorno a mezzanotte il Dg del Forlì Lorenzo Pedroni, evidentemente saturo di pavoneggiamenti televisivi - c'era Grazioso su Tele1 - ha scritto la frase che leggete sopra e riposto qui:
Manuale del buon dirigente (almeno nel calcio funziona così): quando le cose vanno bene spazio sui media a calciatori e mister, quando son cazzi amari si mette la faccia a protezione del gruppo. Mi sa che in altri sport succede diverso. Questione di "asset"
La mattina si è accorto delle frecciatina neanche tanto "ina" il direttore di Forlibasket Riccardo Girardi, il quale ha prontamente inserito la citazione pedronesca quale 'Frase della settimana' sulla home page del sito cestistico differente. Apriti cielo. I tifosi ormai prossimi ai playoff hanno preso di mira Pedroni (qui), il quale un'oretta fa ha deciso, onde evitare che la questione esondasse, di precisare ancora su facebook:
Teorie e tecniche di comunicazione non c'entrano niente con gufate e tifo avverso: io auguro il meglio alla squadra di basket e ai suoi tifosi, ho solo fatto un osservazione sul tempismo
Vicenda chiusa? Non è detto.
lunedì 6 maggio 2013
Tanto rumore per nulla?
Radio mercato dà Bardi vicinissimo alla conferma. La prossima settimana, dopo Valle d'Aosta-Forlì, il mister di San Piero in Bagno specializzato in bonsai e 3-4-3 parlerà con Cangini. Entrambi hanno la volontà di proseguire quindi credo proprio che l'Attila V si farà. Giustissimo così: i risultati non lasciano dubbi a interpretazioni, che invece spopolano tra i sedicenti allenatori. Ognuno faccia il proprio mestiere. Detto questo, la vicenda è stata gestita coi piedi.
Comincia a muoversi anche il mercato in particolare quello delle punte. Cangini ha chieso una manciata di giovani al Cesena ed è in attesa di risposta (ci vorrà tempo), Lolli però sta facendo troppo bene in bianconero e rischia di finire in Prima Divisione.
Montalti 31
Una volta di più ho capito oggi in piazza Saffi perché il Forlì ha rinnovato la fiducia al responsabile del settore giovanile. Se Montalti li cresce tutti così, come i ragazzi felici del video sopra, siamo a cavallo.
Clicca sulla foto oppure qui.
domenica 5 maggio 2013
Ore 16.30
E' uscito Sozzi, tra gli applausi. Bardi se l'è stretto forte come un papà. Unica emozione (forte) di una partita brutta, giocata sotto la pioggia e vinta meritatamente dal Bassano di Longobardi, un altro dopo Bernacci che a gennaio - se avessimo voluto davvero fare i playoff - sarebbe venuto volentieri.
Alla fine la tribuna ha salutato la squadra, la gradinata come anticipato era vuota, si respirava una certa malinconia.
sabato 4 maggio 2013
L'uomo che vinse tre volte
Domani potrebbe essere l'ultima al Morgagni per Marco Sozzi, 165 col Forlì, quattro categorie, 32 gol e tre campionati vinti.
Ammirazione, gratitudine, rispetto, amicizia, affetto, rimpianto e tutto quello che girerà per la testa e il cuore di chi l'ha visto cominciare in Promozione e arrivare fino a quella che lui stesso definì "roncolata" col sinistro a Casale ("Un gol alla Del Piero", scrisse un favolistico giornalista di là), l'illusorio colpo di testa al Bellaria, il gol messianico al Santarcangelo.
La gradinata sciopera
Niente tifosi oggi in gradinata. C'è qualche problema tra il settore che ospita gli ultras e la tribuna. Onestamente non so esattamente cosa sia successo, questo è quello che hanno scritto i ragazzi, dico solo che è un peccato perché l'ultima in casa sarebbe stato bello per tutti viverla diversamente (oltretutto ci saranno i ragazzi delle scuole e per molti sarà la prima volta allo stadio).
Oggi lasceremo vuota la gradinata, lasceremo in silenzio lo stadio perchè è venuto a meno il rispetto verso di noi, verso chi ha fatto sempre di tutto per essere vicino alla squadra e di tenere alto il nome di Forlì. Con questo comunicato vogliamo sottolineare come il rispetto sia venuto a meno da altri "tifosi" come noi che dicono di avere a cuore il galletto ma sono sempre pronti a criticare chi davvero ha a cuore le sorti dei biancorossi! Vogliamo chiarire che questa scelta non ha a che fare con la squadra a cui siamo vicini per l'ottimo campionato disputato ma che è colpa di certa gente, della solita gente che frequenta i gradoni del Morgagni, specialmente in tribuna. Come spesso accade ciclicamente negli anni questi "tifosotti" sono pronti a criticare quando non hanno mai fatto nulla di concreto.
Rispetto per gli ultras!
La gradinata
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