lunedì 18 marzo 2013
Vincere ringiovanisce
A corredo del pezzo che racconta Forlì-Castiglione oggi il Corriere dello Sport - Stadio ha pubblicato la foto che vedete sopra. Mi incarico personalmente di recapitare al quotidiano bolognese una foto di Cangini, dovessero nei prossimi giorni intervistare il diesse.
domenica 17 marzo 2013
Direzione playoff
Il bacio di Eva dopo un'ora di gioco (bruttino) rianima il Forlì. Playoff a tre punti con un paio di scontri diretti al Morgagni (Bassano, Monza) e la trasferta in gondola a Venezia. Bello, bellissimo. Ci aspettano sette partite con pochissime possibilità di errore ma in fondo va bene così. Bardi a fine match ha detto: 'Non dobbiamo più difenderci da niente, esprimeremo tutta la nostra gioia e voglia di giocare'.
Oggi: bravissimi i tre ragazzi dietro, Seba e il Micio in fase down, primo tempo di rincorsa per i due mediani che sono decollati nella ripresa. Non credo fosse fallo di mano su Oggiano, loro difesa fortissimissima.
All-in
Tutto sul piatto oggi col Castiglione (Morgagni, 14.30). Il presente: senza vittoria i playoff scappano per sempre. Il futuro: senza playoff il progetto arriva a un punto e a capo. Con alte probabilità che la prossima estate, oltre a dover costruire una super squadra per restare tra i prof., ci sia anche da resettare gruppo e guida tecnica.
sabato 16 marzo 2013
La mamma dei coraggiosi
Solidarietà all'amico e collega Mattia Sansavini, nella foto travestito da barbone per un servizio sul Carlino, cui in settimana hanno tagliato due volte (di notte, sotto casa) le gomme della macchina. Non sa chi sia stato né perché. Io più di un sospetto ce l'ho: i furbi e coraggiosi ormai li riconosco da lontano e poi ultimamente, soprattutto sul blog l'Uovo, ci ha avuto a che fare. Ieri Mattia era alla conferenza stampa di Bardi, stamattina ha trovato di nuovo la brutta sorpresa.
A me capitò qualche anno fa una roba simile - ma meno costosa e più goliardica - proprio davanti all'appartamento in cui abitavo. Credo fosse stato un gruppo di ultras del Forlimpopoli (c'era la firma girato l'angolo) ma non ne ho mai avuto la conferma: tutte le volte che li incontravo per strada giravano la testa dall'altra parte, appunto.
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4-1-4-1
A dispetto delle apparenze il vero schema del Forlì non è il 3-4-3, ma il 4-1-4-1 (rovesciato, lo so). Primi in Promozione, quarti in Eccellenza, primi in Eccellenza, quarti in serie D, primi in serie D. E' una regola immutabile dalla rifondazione del 2007. Avete già capito dove voglio arrivare. Quello in corso dovrebbe essere l'anno del quarto posto. Peccato che la posizione sia occupata attualmente dal Castiglione (in settimana hanno cambiato presidente), avversario domani dei Gallecticos con 6 punti di vantaggio. Tanti ma non ancora troppi visto che mancano otto giornate all'end.
Domani le altre concorrenti agli spareggi hanno in calendario una giornata agevole e vinceranno presumibilmente tutte. Alla lunga direi che delle quattro attualmente qualificate (Renate 47, Castiglione 45, Venezia e Bassano 44) proprio il Castiglione che non vince da sei turni e ha pareggiato recentemente col Milazzo è la candidata migliore al crollo. Vincere domani vorrebbe dire fiondarlo in crisi nera e rimettere ufficialmente in gioco quel posto lì, con Monza (40, verrà al Morgagni) e Alessandria (40) quali competitors per il paradiso.
Mi sembra questa l'unica strada percorribile dal Forlì che altrimenti, non vincendo domani, potrebbe già indossare le infradito.
venerdì 15 marzo 2013
Il Cesena a caccia a Forlì
Una vera e propria battuta di caccia, a tappeto. Con tanto di lettera strappalacrime vergata a mano da Giorgio Lugaresi e un appuntamento per martedì 19 marzo alle 18 presso la Club House dello stadio Manuzzi. Il Cesena ha l'acqua alla gola: per salvarsi ha inviato centinaia (migliaia?) di mail come quella che vedete sopra, a imprenditori di Cesena ma anche di Forlì. Per ora gli sponsor che hanno aderito alla richiesta di aiuto del Cavaluccio sono quelli che leggete qui sotto. Spunterà presto anche il nome di qualche forlivese?
1. Alberto Palladino (Paresa)
2. Bruno Piraccini (Orogel)
3. Carlo Romani (England Tir)
4. Claudio Manuzzi
5. Gianluca Salcini (Jolly Service)
6. Giorgio Lugaresi
7. Graziano Pransani (Pransani Frutta)
8. Guido Aldini (Aldini Costruzioni)
9. Luca Mancini
10. Marino Vernocchi (SB Motori)
11. Mauro Giorgini
12. Mauro Urbini (Anseme)
13. Natale Baruzzi (Baruzzi prefabbricati)
14. Nerio Alessandri (Technogym)
15. Oliviero Santerini
16. Walter Casadei
giovedì 14 marzo 2013
Non può piovere per sempre
Marzo, va ricordato, è la stagione delle piogge. E domenica il match contro il Castiglione potrebbe iniziare con il cielo coperto e finire con qualche precipitazione. Si attende infatti il transito di una nuova perturbazione, con il peggioramento atteso dai modelli matematici proprio tra le 16 e le 17. Ma che ce ne fott a nui! Il "Morgagni" deve esser avvolto dal calore biancorosso. Petrascu e Melandri la vogliono metter dentro, ma hanno più che mai bisogno della nostra spinta!
Domenica tutti allo stadio! Alè Furlè!
mercoledì 13 marzo 2013
Cosa c'è di oggettivo
1) Diesse, allenatore e squadra stanno disputando un campionato al di sopra delle aspettative. Non è un'opinione, è un dato oggettivo: pochissimi calciatori del Forlì avevano mai giocato tra i professionisti, quasi nessuno a livelli d'alta classifica. Quasi tutti hanno una lunga carriera alle spalle in campionati dilettantistici e i loro ingaggi contenuti ne sono la conseguenza. Compresi diesse e allenatore.
2) A proposito di allenatore. Bardi ha certamente qualche difetto e commette degli errori, altrimenti a 51 anni non sarebbe in C2. Ma il livello di gioco cui ha portato il Forlì è alto. Tra i più alti del girone nonostante, vedi sopra, una rosa a livello di quelle che lottano per salvarsi.
3) Se la società voleva davvero qualificarsi ai playoff avrebbe dovuto comprare due giocatori importanti a gennaio: un centravanti di peso e un difensore. Non l'ha fatto scegliendo il low profile, ora niente musi lunghi (oggi dopo la partita ne ho visti un paio preoccupanti) se la squadra fatica a battere il Renate o addirittura perde. Sta nelle cose, è normale così. Non raccontiamoci balle.
4) Ultima cosa: l'eccellente campionato in corso ha portato il Forlì a salvarsi con tre mesi d'anticipo. La prossima stagione in seconda Divisione retrocederanno 9 squadre. Al momento il Forlì avrebbe due punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Così, per dare l'idea di quanto sarà tutto maledettamente complicato. E di quanto sarebbe stato lungimirante investire a gennaio, provarci (davvero, non a parole).
Palo
Sfiga, carattere, pioggia, attesa, rabbia, applausi. C'è stato di tutto in Forlì-Renate: nel primo tempo gli ospiti, cui stava benissimo il pareggio, hanno lasciato il pallino al Forlì rischiando di conseguenza poco e niente (discutibile la scelta Ferri dal primo minuto: dimenticato in panchina per tutta la stagione, lo spilungone centravanti del Cesena è stato mandato allo sbaraglio proprio nel match più importante. Ha cominciato bene ma poi è evaporato). Nella ripresa il Renate ha provato ad attaccare e per pochissimo il Forlì non l'ha punito: due occasioni d'oro per Melandri, prima non è riuscito a calciare dopo aver dribblato il portiere poi ha colto il palo interno. Alla fine Mantovani ha chiuso la pratica, garantendo al Renate il terzo posto (47) e lasciando il Forlì (39) ai margini della zona che conta.
Restano 5 i punti dai playoff, solo che le partite diminuiscono (8) e squadre davanti cominciano ad essere tante: il Monza ha vinto scavalcando il Forlì. Domenica ultimissima chiamata: al Morgagi arriva il Castiglione (45), per cui o si vince o si finisce al mare sperando nei ripescaggi estivi. Belli gli applausi finali che gradinata e tribuna hanno riservato alla squadra: il Forlì è questo, ha dato tutto e per poco non riusciva nell'impresa contro una squadra molto organizzata. Giusto applaudire.
Per inciso: tre centimetri e il tiro di Melandri coccia sul palo e va dentro. Probabilmente ce la ricorderemo a lungo quell'immagine che vedete sopra, speriamo di no. Quando la palla ha rimbalzato sul legno ho guardato il povero Bardi che, milanista sfegatato, la sera prima aveva maledetto la tv al palo, identico, colpito da Niang al Camp Nou. E' il bello del calcio: tre centimetri, un filo d'erba e cambia tutto.
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