lunedì 23 febbraio 2015

Richard sei tutti noi



Avanti con Vanigli. Giusto. Non è Richard il problema, anche se ci aspettavamo tutti qualcosa in più e questo è naturale e lo sa anche lui. Il Forlì non cambia allenatore (in queste ore si è vociferato del solito abboccamento al solito Gadda, credo siano solo voci) consapevole che i problemi non stanno in panchina, come non erano lì il 4 novembre 2013 e neppure il 27 dicembre 2014. Tra infortuni e mercato di gennaio la rosa è stata oggettivamente indebolita: scambiate Guidi, Forte e Djuric con i futuribili Pastore, Rosafio e Gliozzi oltre a Morga? Io no. I difensori centrali poi cambiano di continuo e sono tutti mezzi rotti, domenica a Pistoia la linea mediana è stata per 70 minuti composta da Hamlili, Casini e Fantoni: difficile chiedere più di un arrembaggio scomposto e assillante. Questi siamo, lottare dobbiamo.

domenica 22 febbraio 2015

Pistoiese-Forlì, vietato sbagliare



Drudi non recupera, in campo dal primo minuto (credo con infiltrazione) il Cammellu che è anche capitano. Il resto della squadra è confermato: gioca Castellani, in panchina Pettarin, Morga e Gliozzi. Formazioni speculari: 4-3-1-2, nella Pistoiese assente dell'ultima ora il centrocampista Mungo.

Fuori Tom dopo 13 minuti, dentro Turi. Andrà Fantoni mezz'ala.

20' Scotti ipnotizza Matteo Ricci, che solo soletto a due passi dalla porta calcia di piatto proprio dove allunga il piedone l'ex portiere del Rimini.

22' Docente! Palla geniale di Castellani che libera l'Emilio davanti al portiere arancione, colpo secco che supera Ricci e porta in vantaggio il Forlì: 0-1.

giovedì 19 febbraio 2015

Si balla?



Out Melandri, mister Vanigli sembra intenzionato a schierare dal primo minuto Stefano Castellani. Concordo. Il ragazzo (2 gol entrambi inutili in 12 presenze da titolare, ultimamente panchinaro) secondo me ha grosse potenzialità inespresse, ma non chiedetemi perché. Dicono abbia un carattere introverso, sono tutti convinti che basterebbe una scintilla per accendere il suo campionato fin qui deludente.

In panchina Gliozzi ma il ragazzo ha impressionato lo staff. Giocherà nel secondo tempo. E speriamo che spacchi il palco.

10 cose che non sopporto



1- I professionisti che si lamentano per le pagelle
2- I professionisti che si lamentano per le pagelle
3- I professionisti che si lamentano per le pagelle
4- I professionisti che si lamentano per le pagelle
5- I professionisti che si lamentano per le pagelle
6- I professionisti che si lamentano per le pagelle
7- I professionisti che si lamentano per le pagelle
8- I professionisti che si lamentano per le pagelle
9- I professionisti che si lamentano per le pagelle
10- I professionisti che mi dicono cosa dovrei fare se voglio bene al Forlì.

Con affetto e stima, però basta.

mercoledì 18 febbraio 2015

IL problema




Continua ad essere il medesimo dalla rifondazione del Forlì e ne ha parlato ieri sera a Sky Football Night anche il mio conduttore tv preferito, se cliccate sull'immagine sopra lo vedete.

Per fortuna che Stefano Fabbri lo ha capito da tempo e si sta muovendo nella direzione giusta, con un entusiasmo imprevedibile e coraggioso: oggi ad esempio trovate spiegata sul Carlino la questione dell'accordo in via di definizione tra Comune e Forlì per la gestione per 15 anni di Morgagni, antistadio uno e zone limitrofe bar compreso. Ci saranno in estate grossi lavori straordinari (a carico Comune, finalmente disponibile e grazie alla fisicata e operativissima assessore Samorì) e ordinari (Forlì) che in definitiva metteranno a disposizione della società biancorossa un impianto più moderno e confortevole oltre ad alcune fonti di introiti nuove rispetto al passato, su tutti i campi in erba sintetica da affittare ai privati.

domenica 15 febbraio 2015

Il Forlì è in zona playout



Ditemi voi se sbaglio ma credo sia la prima volta da inizio campionato che il Forlì - zero vittorie nel ritorno, 3 punti nelle ultime 6 giornate - è in zona playout. Colpa anche dell'inaspettata vittoria odierna del Prato sull'Ascoli: inaspettata fino ad un certo punto perché i toscani non sono mica male, oggi per dire è stato decisivo Bocalon che come vari altri compagni è in prestito dall'Inter. L'ultimo posto, l'unico che costa la retrocessione diretta, è ancora a distanza di sicurezza (9) ma anche in questo caso le notizie non sono rassicuranti perché il San Marino è vivo e ha vinto raggiungendo a quota 19 la Pro Piacenza, sconfitta di misura a Pisa. E' ora di cominciare a seguire il cammino delle altre.

Ulteriore tegolina, domenica prossima a Pistoia mancherà il Micio che in settimana sarà appiedato dal giudice sportivo per somma di ammonizioni. Il fatto è che davanti siamo pericolosi meno del giusto: Docente ha segnato 2 gol negli ultimi 19 turni, Castellani uno in tutto il campionato così come Rosafio che alterna belle giocate a lunghissime, giovanilissime e preoccupanti pause. Poi c'è Morga, la cui impercettibile media gol degli ultimi mesi per non dire anni alimenta parecchi e giustificati dubbi sul suo ingaggio. E Gliozzi? Magari a Pistoia sarà già titolare. Contiamo molto sul ragazzo prestatoci dal Sassuolo: avessimo uno Zazino in casa saremmo a cavallo.

sabato 14 febbraio 2015

Max salvaci tu



Non bene il Forlì, anzi direi male. Gol rabbioso dell'Emilio a fine primo tempo, di sinistro con vaffanculo a chi lo aveva appena preso di mira dalla tribuna, poi i biancorossi hanno avuto il demerito di non chiuderla nelle tante occasioni (soprattutto potenziali) in contropiede e a metà secondo tempo il Grosseto l'ha pareggiata nel modo più stupido, con un colpo di testa di Fofana nell'area piccola su calcio piazzato. Così fa male. 

Per favore non tiriamo in ballo l'arbitro. Non è questione di cultura sportiva ma di onestà: magari c'era uno dei due rigori chiesti dal Forlì (ho dei dubbi, rivedremo le immagini) ma credo fosse anche piuttosto netta l'espulsione di Drudi su Fofana lanciato a rete, e Docente ha frantumato il naso di un difensore toscano con la solita, ormai è un classico, gomitata. Niente alibi quindi, please: il pareggio è giusto. Sui singoli: Scotti poteva uscire sul gol del pari? Da rivedere. Male Hamlili regista, Casini ha corso, Tom giù rispetto al suo standard, Emilio poco a parte il gol, Rosafio inconcludente e direi leggerino in un ruolo delicato, che toglie molto alla squadra avendo come alternativa, per dire, uno da corsa e forte fisicamente come Castellani. 

Cosa manca al Forlì? Soprattutto il centrocampo. I problemi grossi secondo me stanno lì. Non c'è ordine, non ci sono i tempi giusti, mancano le geometrie. Abbiamo tante mezze ali di rottura ma un solo regista, Cejas, che oggi era in panchina e presto, prestissimo riprenderà il suo posto. Nessuno di noi in passato gli ha risparmiato critiche ma ho l'impressione che in questa squadra, arruffona e timida, la sua presenza lì nel cuore del gioco sposti parecchi equilibri, tattici e psicologici. 

E ora che probabilmente finiremo in zona playout ci aspettano due trasferte: 6 punti in 12 gare finora lontano dal Morgagni. Stiamoci vicini. 

venerdì 13 febbraio 2015

Evviva gli innamorati (del Forlì)


Ancora out Pastore, Cejas e Gliozzi convocati per la panchina. Attendo con scintille emotive degne della ricorrenza sanvalentinesca di vedere Rosafio dietro a Emi+Micio.

mercoledì 11 febbraio 2015

Essere Richard Vanigli



Non è facile di questi tempi stare nei suoi panni. Non perché siano particolarmente scomodi: c'è sempre chi si sveglia alle 6 del mattino per andare a lavorare all'Electrolux, o chi come me viene svegliato di notte per un incidente grave. Ma Richard non è mai stato, mi pare, uno che sappia godere molto del presente professionale. Mi sembra piuttosto un uomo che fuori e dentro di sé tende sempre a cercare il difetto per migliorarsi. Un insoddisfatto cronico, il ché nel calcio può anche essere un vantaggio, a patto di saperla gestire.

Il calciatore Vanigli era un difensore da squadre minori in serie A, da fascia di capitano in B. Non un fenomeno ma neanche uno di quei sedicenti marcatori che si vedono oggi e stanno a tre metri dall'attaccante oppure beccano a una finta di Zaza che se la porta sul sinistro (ma dai?). Vanigli studiava moltissimo prima delle partite. Studiava i movimenti della squadra avversaria e quelli dell'attaccante che avrebbe dovuto marcare. Preparava ogni dettaglio e questo gli dava spesso un vantaggio da sfruttare in partita, quando un tackle sembra istintivo e una corsa all'indietro timorosa. No, Richard sapeva prima quale scelta avrebbero fatto in ogni situazione Trezeguet e Inzaghi, Totti o Adriano. Questa dedizione scrupolosissima al proprio mestiere ne ha fatto, insieme e forse più di tecnica e forza - un difensore da 53 presenze in serie A. E poi, di conseguenza, un allenatore.

Con Bardi il rapporto era molto amichevole, anche perché Vanigli aveva smesso di giocare proprio con Attila in panchina, ed era stato proprio Attila a guidarlo nei primi passi da vice nell'estate del 2011. In quei due anni e spiccioli a fianco di mister 3-4-3, Vanigli ha imparato molto di quanto si porta oggi nel bagaglio. Ha introiettato le convinzioni tattiche di Bardi, scorgendone però anche i limiti caratteriali nella gestione dello spogliatoio. Vanigli preparava negli allenamenti la fase difensiva del Forlì, che non era un compito facile considerando la natura offensiva che in ogni partita pretendeva l'allenatore di San Piero in Bagno. Richard ha vissuto con fastidio le critiche pesanti e spesso assurde che qualche socio rivolgeva a Bardi. Ha capito come muoversi nel sottobosco biancorosso. E nel momento del distacco ha preso l'unica decisione possibile. Stringere i pugni e restare. Anche se il Forlì aveva deciso - per me sorprendentemente - di non passare a lui il testimone.

L'esonero di Bardi nel novembre 2013 è stato traumatico ma chi si aspettava (me compreso) che Richard avrebbe mollato la posizione aveva preso una cantonata. Vanigli ormai aveva deciso che avrebbe fatto l'allenatore. I sentimenti, il rispetto, perfino l'amicizia erano un'altra cosa. Stavano da un'altra parte, forse giustamente. Con Rossi alla guida del Forlì Vanigli ha vissuto un'altra fase del proprio apprendistato. Legandosi perfino umanamente al suo secondo 'mentore', uno scrupoloso almeno quanto lui, tanto da dire nel giorno della sua presentazione come primo allenatore che l'esonero di Rossi era stato 'ingiusto e incomprensibile'. Avete mai sentito dire una cosa del genere da uno che è appena arrivato là dove sognava di arrivare? Io no.

Ma non era finto, Richard. Lo pensava davvero. E diede quel giorno un primo assaggio di quello che avrebbe voluto essere in panchina. Uno tosto. Che dice le cose in faccia. Non il ragazzo che fuori dal campo in molti descrivono timido o addirittura insicuro, tanto da far dubitare a lungo i soci sulla opportunità di affidargli la prima squadra. Il Vanigli allenatore voleva essere diverso. E per un po' c'è riuscito.

Poi sono arrivate le sconfitte. Qualche brutta partita. Accenni di critiche. Cavolate scritte sui giornali da gente come me, che il calcio lo segue alla tv o da dietro una porta la domenica. Fantoni deve giocare di qua, Hamlili è meglio spostarlo di là. Il problema è che Richard è innanzitutto una persona molto sensibile. E non ha un bagaglio di esperienza da allenatore alle spalle, non può pensare 'questa cosa l'ho già vista, finirà così', non ha ancora provato tante volte il sapore della rivincita da sapere che lavorando duro prima o poi arriva. Ed è piacevolissima.

A me sembra che in queste ultime settimane Richard, a forza di studiare schemi e avversari, abbia smarrito qualche certezza, vera o apparente che fosse. E debba ritrovare quell'empatia, direbbe Mourinho, che ogni allenatore tranne Pioli e Rossi deve avere con la squadra e l'ambiente circostante. Si è curato troppo dell'opinione altrui dimenticando che l'unico che ne capisce davvero di pallone, lì dentro e anche qui fuori, è lui. Che abbiamo tutti quanti fiducia nelle sue capacità perché noi siamo quelli che parlano sempre dopo, il lunedì. Siamo quelli che giudicano la partita dal risultato per quanto esso sia figlio di situazioni casuali. E siamo soprattutto, tutti quanti (mi auguro), suoi tifosi. Ma davvero.

lunedì 9 febbraio 2015

Sempre diversi



Ogni colore rappresenta un pacchetto centrale. Vi aiuto, sono 13 (in 24 partite). Il giocatore più utilizzato finora è stato Drudi (1.791), il meno Reato (129). Il casino è cominciato subito perché nelle prime 4 giornate Rossi schierò 4 difese diverse (Vanigli è a 4 in 6). Solo cinque volte la coppia o terzetto davanti a Scotti è stata schierata due partite di fila con lo stesso assetto. Tre mai. Sabato hanno giocato Fantini e Arrigoni: il primo credo sia andato in squalifica, il secondo ha commesso la leggerezza costata il gol della Carrarese. Col Grosseto rientrerà Drudi, che è più a suo agio nella difesa a tre, non credo Jidayi.

A me sembra che dietro siamo nel caos. Mentre qualunque squadra equilibrata comincia da una coppia o terzetto che dia sicurezza davanti al portiere. Chi meglio di Richard, difensore abituato a tallonare Inzaghi e Kakà, può dare un'avvitata al pacchetto? E' ora.