mercoledì 9 gennaio 2013
France Football, chi?
L'articolo a firma Ric Rinieri nel quale il Corriere racconta oggi ai lettori che domenica, prima della partita col Milazzo, San Sebastian riceverà il Pallone d'Oro. Indetto mica da quei cazzoni di France Football, ma dal blog che state leggendo. Alè.
martedì 8 gennaio 2013
Forlì-Milazzo alle 14
Il calcio d'inizio di Forlì-Milazzo (il video dell'andata), domenica al Morgagni, è stato anticipato alle 14. L'ha chiesto il Milazzo per problemi d'aereo e il Forlì ha gentilmente accettato.
Mezz'oretta prima del via Seba Petrascu riceverà in campo il primo Pallone d'Oro della storia del calcio forlivese. Primo Dracula, secondo il Micio, terzo Sozzi. Podio indimenticabile sperando che la partita contro l'ultima in classifica segni una svolta nel cammino accidentato degli ultimi 80 giorni. Il Forlì - 10 punti in 11 gare - viaggia da fine ottobre a ritmo playout. Un po' è sfortuna (poco checché ne dica Bardi), più che altro sono limiti strutturali.
lunedì 7 gennaio 2013
Il vero sport
Due temi scritti dai ragazzi del Liceo Scientifico di Forlì dopo l'incontro con Kalle.
Lo sport è sempre stato un elemento indispensabile nella mia vita. Da bambina lo ritenevo un gioco, ma spesso i miei genitori lo facevano diventare un obbligo essendo molto preoccupati per la mia corretta crescita fisica e morale. Ora al contrario pratico karate da ben sei anni per mia scelta.
Lo sport è sempre stato un elemento indispensabile nella mia vita. Da bambina lo ritenevo un gioco, ma spesso i miei genitori lo facevano diventare un obbligo essendo molto preoccupati per la mia corretta crescita fisica e morale. Ora al contrario pratico karate da ben sei anni per mia scelta.
L’ambiente sportivo è stato ed è ancora per me il luogo più piacevole, dove trascorro parte della settimana. Questo però accade solo se vengono rispettati alcuni principi fondamentali di uno sportivo. Spesso accade che il bambino venga sopravvalutato, considerato infinitamente resistente, superando così i suoi limiti.
Ho frequentato da piccola per due anni una palestra di ginnastica artistica. Ho dovuto abbandonare questo sport, siccome era troppo pesante per me.
Un bambino di otto anni non riesce a sopportare il peso di tre allenamenti a settimana da due ore e gare di domenica. Il problema sta nell’allenatore. Il suo obbiettivo è fare del bambino un campione a tutti gli effetti. A volte l’unico pensiero fisso è quello di portarsi a casa un primo posto sul podio.
Personalmente ho sentito fortemente questa pressione da parte dell’allenatore e di questi aspetti negativi abbiamo parlato con Alberto.
Per questo non sempre si riesce a vivere con serenità il risultato della gara. Se non sali sul podio sai che ti aspettano settimane di duro lavoro. Se invece conquisti quel gradino alto si limitano a dirti: "Brava". I tempi di riposo sono fondamentali, ma anche questi non vengono sempre rispettati.
Io sono fortunata ad avere oggi un allenatore che mi comprende e che capisce che dopo mesi si duro lavoro pre-gara c’è bisogno di un po’ di sano riposo. Più che fisico, il riposo è utile alla mente.
Dopo un po’ di riposo, si riesce anche a lavorare molto meglio.
Come dice Federica Pellegrini: "Se sei serena al cento per cento ti senti valorizzata e pronta a dare il massimo”.
Gli allenatori spesso si dimenticano di avere di fronte un bambino, gli parlano e gli danno responsabilità come se fosse un adulto, mentre quando si è giovani il gioco e l’allegria nell’ambiente sportivo sono fondamentali.
Durante una gara mi capita spesso di vedere ragazzi aggredire i giudici per le loro decisioni.
Non credo che questo sia giusto. Sono persone anche loro, hanno il diritto di sbagliare, ma quello che mi sconvolge è che l’allenatore interviene raramente come se fosse convinto che il suo allievo stia facendo qualcosa di giusto. Così il ragazzo viene educato anche in modo errato, si abituerà a non accettare le decisioni degli adulti anche se non le ritiene giuste.
In gara raramente ho visto imbrogliare anche perché il mio è uno sport che sin da subito ti insegna a gareggiare lealmente. Ci rimango male quando sento alla televisione notizie di sportivi che fanno uso di sostanze pur di vincere una gara e pur sapendo di correre il rischio della squalificazione.
Quando si arriva a questo punto, bisognerebbe allontanarsi dal mondo dello sport. Porterebbe alla rovina e lo stress credo salirebbe alle stelle.
Non è necessario vincere sempre. Sì, sarebbe bello, ma bisogna imparare anche ad accettare la sconfitta e in questo modo sarà più facile gareggiare senza inganni.
L’importante è dare il meglio di sé stessi, poi il risultato, se negativo, è meglio metterlo in secondo piano. È proprio quello che mi ripete il mio allenatore prima di ogni gara e grazie a questo è più facile restare rilassati e dare il meglio.
Tutto questo per me è molto importante.
Lo sport è nato per il divertimento e per il benessere e considerandolo un mezzo per riuscire sempre a dare il meglio, questo riuscirà solo se vuoi farlo, se non vieni obbligato, solo se vieni rispettato nei tuoi limiti. Così potrò raggiungere il mio obiettivo e solo seguendo questi principi vorrò farlo, dare i migliori risultati per me è fondamentale.
Come disse Pantani: "Se puoi e vuoi farlo, devi farlo".
Grazie per l’incontro, Capitano… è stato un piacere!!!
Giulia Camporesi 1G Liceo Scientifico Forlì
Lo sport viene principalmente praticato per migliorare l'aspetto fisico ma l'esercizio di un'attività sportiva aiuta in campo psicologico. In questo, infatti lo sport può servire a scaricare le tensioni che si accumulano durante la giornata rendendo la persona che lo pratica più serena; infatti gli allenamenti settimanali che svolgo, generalmente nel tardo pomeriggio e che sono alquanto faticosi mi aiutano a scaricare la pesantezza della giornata scolastica, inoltre l'esercizio di un 'attività fisica è utile anche per controllare le emozioni come ad esempio la rabbia. Per vivere lo sport con i suoi valori bisogna essere accompagnati da professionisti seri che svolgono il loro lavoro con passione sapendo trasmettere agli atleti lo spirito di squadra e il sacrificio per raggiungere dei meritati obiettivi.
E' importante saper distinguere nel campo sportivo gli allenatori che per fini illeciti sfruttano l'atleta sopprimendo i veri valori dello sport o chiedendogli di assumere sostante chimiche illecite al fine di migliorare il rendimento sportivo. L'impiego di queste sostanze, che prende il nome di doping, fanno si che gli atleti vedano l'attività sportiva solo come un modo per primeggiare, annullando la vera natura dello sport e causando gravi danni alla salute. Personalmente nei vari ambienti sportivi da me frequentati non ho mai avuto alcun sollecito a fare uso di sostanze chimiche o che ne avessero offerte ai miei compagni di squadra anche se per qualche anno ho fatto parte in campo agonistico della ginnastica artistica. Capisco quanto sia importante vivere lo sport e i risultati ottenuti, sia questi positivi o negativi, con la massima serenità. Certamente farei fatica a gioire di una sconfitta sportiva ma quando è successo mi sono rialzata pronta a impegnarmi nuovamente per dare il meglio nella gara successiva.
In qualsiasi disciplina sportiva e in specifico nella ginnastica artistica, che ho praticato, e nel nuoto sincronizzato, che sto praticando, le regole sono fondamentali: ti aiutano a coordinare il tuo corpo a svolgere correttamente gli esercizi e ad essere in sintonia con le compagne di squadra e a rispettare le nostre allenatrici che svolgono il loro lavoro con passione. Queste regole hanno migliorato il mio modo di vivere anche fuori dallo sport perchè rispettando gli altri, rispetto me stessa. Un mondo senza regole sarebbe un mondo di caos e per questo ringrazio chi ci ha fatto incontrare un vero campione come Alberto Calderoni che ha evidenziato il vero valore dello sport, ne abbiamo veramente bisogno.
Martina Mantini 1G Liceo Scientifico Forlì
Ricky di ieri e forse domani
A lato fotogallery del torneo di San Martino in Strada: centinaia di bambini premiati ieri pomeriggio al Pala Marabini da autorità locali di ogni genere e rango, ma anche dall'ex Sammartinese (commosso) Ricky Saponara. Tra l'altro mentre aspettavo la consegna delle coppe ho saputo per vie traverse che un altro Ricky, l'ex Forlì Scaioli che due estati fa scelse la Giacomense, ha mollato il Castelfranco ed ora a spasso. Opzione di mercato?
E' arrivata intanto la conferma dai ragazzi dello Scientifico che qualche settimana fa hanno chiacchierato un paio d'ore con Kalle: domenica col Milazzo saranno 98 in tribuna, ospiti del Forlì. E il giorno dopo, lunedì, boom all'Itis: 400 giovani studenti forlivesi penderanno dalle labbra dell'ex capitano biancorosso. Anche per loro invito gratuito nella tribuna del Morgagni: un raggio di sole nella domenica più nera.
domenica 6 gennaio 2013
Mercato o salvezza
Così com'è, Bardi lo ripete da qualche settimana, la squadra difficilmente potrà tornare in corsa per gli spareggi promozione. D'altronde la società lo ripete da inizio anno: l'unico obiettivo realistico è la salvezza.
Domenica prossima allora scontro diretto col Milazzo.
sabato 5 gennaio 2013
Grazioso fino a un certo punto
Il sito Forlibasket.it rivela, per penna del suo direttore Riccardo Girardi, che in casa Le Gamberi la situazione economica è grave per non dire sepolcrale. Qui potete leggervi tutto l'articolo zeppo di retroscena e prospettive vergato dal Girardi. Vale la pena. Anche per rendersi conto che se noi stiamo a guardare il capello (rinforzi, sintetico ecc) di là da viale Roma pare abbiano problemi un pelo più sostanziosi. Roba da mezzo milione di euro stando bassi, per capirci. E pare che mentre il Credito di Romagna di Mercadini sia a un passo dall'ingresso, il presidente Grazioso stia preparandosi ad un'uscita morbida - difficile a questo punto - dal basket forlivese. Che continua, nonostante i 4mila e rotti spettatori tra cui il Cap, a barcollare.
venerdì 4 gennaio 2013
Vermi al Federale
Oggi in conf stampa mister Bardi ha raccontato il disagio suo e della truppa come fosse una cosa risaputa. Io non ne avevo mai sentito parlare, invece. A quanto dice il mister il campo d'allenamento del Forlì - oltre al fango perenne - sarebbe invaso da invertebrati molli e striscianti nel sotto e soprasuolo. Il problema non sarebbe poi l'arcinota schizzinosaggine di Casadei, ma il fatto che i suddetti schifosi lombrichi emergendo alla luce cospargerebbero il rettangolo marrone di montagnole zeppe di collosa malta, col risultato di scarpette pesanti quattro chili ciascuna per non parlare di rimbalzi, distorsioni e indurimenti muscolari vari e assortiti.
Prima anzi poi un campo sintetico per gli allenamenti diventerà necessario. La domanda è: quanto poi?
"Il mio karaoke biancorosso"
Ricevo e pubblico, commosso.
Carissimo Fantini,
Sono onorato dall'essere stato citato nei tre momenti più emozionanti che hanno caratterizzato questo 2012 che è terminato con la promozione del Forlì in quella che per noi più attempati sarà sempre chiamata la serie C (2).
Ho sempre pensato di scrivere di questa mia breve ma intensa esperienza nel Forlì, ma fino ad ora non avevo mai trovato ne il tempo ne (ammetto) il pretesto, ma oggi mi fai “un assist” per raccontarla.
Quando nell'estate del 2010 fui contattato da Franco Maltoni per chiedere se potessi essere interessato ad affiancare “il mitico Boa” come massaggiatore nella prima squadra della mia città mi sembrava quasi una presa in giro. Poi più passava il tempo ed i contatti si facevano più serrati capii che non si trattava di un sogno.
La prima cosa che feci fu quella “di dimettermi” da massaggiatore/dirigente della Tre Martiri 1949 in 3^ Categoria che avevo contribuito nel mio piccolo insieme a quello dell'ancora non On. Pini in primis e di altri amici a far continuare a vivere dopo la morte dell'indimenticabile Gino Bertaccini, il cui ricordo cerco di tenere vivo grazie anche al sito.
Poi inizio l'avventura vera e propria al seguito del Forlì, dove ritrovai Cortesi Giancarlo mio primo allenatore nei pulcini della Sammartinese dove giocai, o meglio riusci ad andare in panchina quando mi andava bene, il mio primo anno insieme a Vanigli Richard.
E cito doverosamente subito il mister Attilio Bardi, la persona che più mi ha dato dal punto di vista sia umano che sportivo da quando bazzico il mondo del calcio.
Ricordo il mio esordio in panchina in casa contro il Cesenatico, che nonostante la secca sconfitta, ricordo sempre con estremo piacere avendo visto giocare in ogni modo per i primi 25 minuti il Forlì da “lezione di calcio”.
Terminata la stagione, sapendo delle ambizioni della Società non credevo sinceramente più nemmeno in una mia riconferma, ed invece eccomi di nuovo lì all'inizio della stagione 2011-2012.
E' stato bello poter condividere con quello splendido gruppo gioie e dolori, critiche ed elogi, fino ad arrivare a quel fantastico pomeriggio in casa contro il Ravenna.
Per chi come me fin da bambino è cresciuto con “l'onta di Varese da lavare”, per chi come me ogni volta che uscivano i campionati andava da tifoso a vedere se l'ultima giornata di ritorno era o meno in casa per poter eventualmente festeggiare la promozione tra le mura amiche del Morgagni, per chi come me ha dovuto ascoltare la diretta via radio del ritorno della finale di Coppa Italia (ricordo insieme all'amico, ora anche giornalista Claudio Bulgarelli ) perchè a Forlì non ci si muoveva nemmeno in occasione di un tale forse irripetibile evento, per chi come me ha visto le altre Romagnole surclassarci e batterci quasi regolarmente sui campi da gioco, per chi come me ha sempre tifato SOLO Forlì.
Ebbene per chi è come me, e credo non siamo in pochi, quella giornata era ed è stata davvero speciale.
Non sono megalomane, ne presuntuoso, chiunque mi conosce può tranquillamente testimoniarlo, ma al gol di Pezzi, in quella corsa liberatoria prima visibile alla pagina web a 1 minuto e 33 secondi in poi, mi sono sentito addosso o meglio di correre insieme a tutti quelli che Amano il Forlì e che come me sognavano da sempre quel momento e di poterlo condividere così vicino alla squadra.
L'abbraccio con Pezzi è poi stato un momento davvero intimo, non solo perchè avevo predetto a Francesco della cosa, ma perchè ritengo di esserli stato sempre vicino nei momenti più difficili di entrambe le stagioni.
Della festa promozione invece mi piace ricordare su tutto la maglietta con su scritto “GRAZIE GINO ( Bertaccini ) C(i) SONO ANCH'IO” che ero sicuro, visto il meraviglioso gruppo creatosi sotto la guida di Mister Bardi, che avrei indossato per festeggiare la vittoria del campionato,tanto da commissionarla e farla realizzare in data 28/03/2012, conservo ancora la fattura a mo di testimonianza della cosa.
Tanti altri piccoli aneddoti e curiosità avrei poi da raccontare ma come è giusto che sia certe cose devono rimanere all'interno dello spogliatoio e nel proprio cuore.
Un grosso “in bocca al lupo” a tutta la società per un futuro sempre più roseo e pieno di soddisfazioni umane e sportive.
Roberto Brunelli alias Fiorello
giovedì 3 gennaio 2013
Palla al Micio
Allenamento differenziato questo pomeriggio per Daniele Melandri, che scalda ginocchio e motore in vista del ritorno in campo. No, non domenica a Mantova. Semmai in casa col Milazzo. O ancor più probabile ad Alessandria, terza di ritorno: tre mesi esatti dopo l'infortunio.
Busto inclinato
"Quattro fessi". Così ha definito i compesani bustocchi che hanno rovinato l'amichevole col Milan il patron della Pro Patria. L'amichevole di oggi pomeriggio allo 'Speroni' di Busto Arsizio - trasmessa in diretta da Milan Channel (il video, le foto) - infatti è stata interrotta dopo che Muntari, Niang e Boateng erano stati presi di mira coi soliti buuuu razzisti da qualche homo erectus della tribuna. A un certo punto il fidanzato di Melissa Satta ha preso il pallone e l'ha tirato in tribuna, sperando di centrare uno dei quattro (sei, otto, dieci?) furboni. Poi Ambrosini e Allegri hanno deciso che bastava così. Partita rovinata e figura suina.
Il sito del Milan scrive 'Lezione da imparare'. Domanda: voi cosa fate se il vostro vicino di seggiola allo stadio si dimostra tanto intelligente da ululare in direzione di un calciatore? Il Forlì è atteso allo 'Speroni' il 3 marzo.
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