martedì 3 novembre 2015

Terremoto


Via Giacomo Laurino (resp attività agonistica, foto) e Marco Pierucci (resp organizzativo), la scorsa settimana si era dimesso Arturo Vianello (resp attività di base), nel tardi pomeriggio è toccato ad allenatori e staff delle squadre giovanili parlare con la società e non è detto che tutti accetteranno le nuove condizioni. Terremoto nel settore giovanile del Forlì: anche questa volta, come l'anno scorso, la società biancorossa si è accorta (tardi) che stava viaggiando, questo filtra, su binari poco consoni alle proprie possibilità. L'area giovanile è stata affidata a Giancarlo Cortesi (accompagnatore Juniores).

Indietro tutta. Fa un certo effetto sentire ancora parlare di 'progetto' in zona 'Morgagni'. L'unico progetto al momento è quello che tengono in piedi Cangini e Gadda.

28 commenti:

  1. Nulla di nuovo.....bastava aspettare quello che è successo nel settore giovanile,senza contare i debiti residui dell'anno precedente verso alcuni allenatori di questo settore.
    Non vorrei che a gennaio tutto ciò si ripercuotesse sotto l'aspetto economico anche nella prima squadra......
    e volevamo fare a tutti costi la Lega Pro, con oneri economici al di fuori della nostra portata!
    Dovremmo ringraziare ogni momento Gadda se siamo messi così bene in classifica!

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  2. Una società che molto probabilmente non è in grado dal punto di vista economico di riuscire a fare neanche una serie D da primi posti.
    Saluti Carlo.

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. Io non voglio infierire o comunque buttarla nel solito discorso che senza soldi non vai da nessuna parte....però tanti indizi arrivano a fare una prova...a luglio (facebook) saremo in legapro garantito...poi festa legapro in ad agosto...poi il settore giovanile è una priorità e il nostro futuro....
    Avanti un altro direbbe Bonolis....

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  5. Lè un ciacaron e basta...sai come li chiamano a bologna ? Cioccapiatti...

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    1. Dispiace dirlo, ma anche a me ha sempre dato quell'impressione...

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  6. Gadda, Nocciolini e company potranno anche fare un gran campionato... ma con questa società così com'è strutturata ora, non andremo da nessuna parte.

    Più che rinforzi in termini di giocatori (che quest'anno purtroppo non ci servirebbero), urgono rinforzi sotto il profilo societario: nuovi ingressi di soci, sponsor, finanziamenti... ma di tutto ciò il presidente non mi pare preoccuparsi più di tanto, visto che in ogni sua dichiarazione o uscita pubblica sprizza ottimismo e tranquillità da tutti i pori, affermando sempre 'va tutto bene, madama la marchesa'.

    Riprendendo quanto scritto da Sentimenti sopra, non vorrei arrivare a gennaio con preoccupazioni extra-sportive (tipo incertezze sull'iscrizione della società al prossimo campionato).

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  7. Credo che purtroppo Forlì se ne faccia ormai poco di una quarta serie senza prospettive. Onore a chi ha salvato la squadra dal fallimento a giugno ( come si è spesso sussurrato ), onore a chi è rimasto col cerino in mano e non sa più a chi consegnare il cerino, però non so cosa sia preferibile ormai: dire apertamente ( e sinceramente ) che non si può andare oltre perché la favola è finita oppure morire lentamente di inedia. Piano piano vanno via tutti. Tra un po' saranno due soci, 18 giocatori e un allenatore. Inutile ripetere che non siamo Castiglione, Arzignano o Villafranca Veronese. Per loro difendersi in serie D è un divertimento, un lusso e andare allo stadio una gioia. Per Forlì ormai con un vicino da 11000 spettatori in serie B, la serie D è una pena. Duro dirlo, ma vero, purtroppo. La serie D ha tenuto finché c'era un progetto. Quando bisognava vincerla. Se adesso emerge chiaramente che non c'è modo di ricrearlo quel progetto, cosa è meglio? Credere ancora a chi finge di avere anche se non ha? Non è una colpa non avere, anzi. A Forlì fare calcio così non è possibile. Piano piano si sono defilati in tanti. Ma non si vede nulla all'orizzonte, tale da poter dire " Ok, quest'anno va così, ma stiamo programmando e il prossimo anno vedrete". Come dice Riccardo, ora si vede solo quello che Cangini e Gadda sono riusciti a costruire con questo bel ambientino tutto intorno. Una specie di miracolo. Ripeto: onore a chi ci ha tenuto vivi fino ad ora, ma forse come dicevamo ancora in agosto era meglio parlare meno oppure parlare di cose più serie. E non in piazza.

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    1. Sottoscrivo ogni tua riga: non avrei saputo descrivere meglio l'attuale situazione del calcio a Forlì.

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  8. Situazione a dir poco imbarazzante!!Si punta alla visibilità sui giornali sui social network (la pagina Facebook è attiva come mai avvenuto prima) ma troppo poco alla sostanza...se non hai settore giovanile non hai futuro!!Sentiamo parlare di progetto,investimenti in strutture,gestione decennale delle suddette per poter guardare al futuro per poi esautorare tutto lo staff del settore giovanile perché non ci sono soldi.....
    Troppe chiacchiere e pochi fatti concreti fino adesso, mi spiace dirlo ma questa è la situazione.
    Spero vivamente che Fabbri mi smentisca con i fatti

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  9. Perché date per scontato che sia una cosa negativa cacciare chi, secondo il datore di lavoro, non raggiunge risultati? io da montati in avanti non ho più visto nulla e anzi leggendo Dell epurazione mi auguro un suo ritorno...

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  10. Va bene tutto, per carità. Ma a me sembra che Laurino e Pierucci siano stati presentati tra giugno e agosto. In pompa magna dal presidente.
    È durato di più Delio Rossi.
    Difficile valutare risultati dopo due mesi e mezzo di lavoro.

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    1. Eh bè... diciamo che la coerenza non alberga in società neppure quest'anno.

      Come lo scorso anno, tanta confusione e inversioni di rotta senza un perchè.

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  11. La Serie D a livello di Settori giovanili e Campionati di competenza non è paragonabile alla Lega Pro.
    Anche per questo la Lega Pro era vitale, Società blasonate, visibilità e possibilita' di portare in evidenza i giovani più talentuosi.
    Il Presidente puntava forte a mantenere la Lega Pro, ma adesso in D è tutto ridimensionato.
    Se la rivoluzione serve a dimensionare il settore giovanile alla serie D ottimizzando le risorse posso comprendere quanto sta succedendo.
    Non fosse così....inizierei a prepararmi al peggio, il Castello crolla dalle fondamenta.

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  12. Salve a tutti, leggo il blog da ormai un paio d'anni ma non ho mai scritto niente.
    Mi chiamo Matteo Pirani, classe '95 e fino alla stagione 2013/2014 ho giocato nel settore giovanile del Forlì, in tutte le annate, dai Giovanissimi, passando per la Juniores e arrivando negli ultimi due anni alla Berretti.
    Avete tutti ragione in quello che dite riguardo al rapporto società-settore giovanile, questo perché è possibile a chiunque notare come nessun giocatore della 'cantera' forlivese è poi arrivato a giocare in Prima da qualche anno a questa parte (eccezione fatta per Bergamaschi, ma solo quest'anno in D).
    Ora, non parlo solo ed esclusivamente per mio parere personale, ma dico quello che non poche persone che sono state nell'ambiente societario hanno confermato quando si trattava l'argomento: i giocatori che potevano, come minimo, provare a rientrare nella prima squadra c'erano, ci sono e ci saranno sempre. Il problema è che SEMPRE (e non spesso) si preferiscono giocatori di altre società che poi si rivelano più scarsi di quelli che aveva il Forlì in casa e che non lotteranno mai come un ragazzo di Forlì, che gioca per la squadra della propria città.
    Non ho detto nulla che voi non sappiate già, ma voglio solo informarvi, se già non lo sapete, che molte persone passate tra le fila della società credevano nel progetto del settore giovanile e nei giovani forlivesi, altri non ci hanno MAI creduto. E questo dispiace, a noi giovani che conoscevamo già il nostro destino e a voi tifosi.
    Colgo l'occasione per ringraziare il webmaster per la maglia di Sozzi che mi hai regalato alla fine del campionato Allievi come premio 'capocannoniere'.

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    1. Ciao Matteo, grandissimo. Benvenuto ufficialmente sul blog allora

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    2. Grazie Matteo, hai fatto chiarezza.

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    3. Vorrei precisare a bomber Pirani che il Forli un giocatore (deve ancora dimostrare di esserlo, ma intanto è tra i professionisti e noi nei dilettanti) lo aveva anche tirato fuori, ma per la grande competenza e lungimiranza di allenatori e dirigenti susseguitisi negli anni, lo ha regalato a 0 euro (si legge zero euro) ai cugini riminesi, vero Pedroni ? Vero Roberto Rossi ? Vero Menegatti ? non a caso tutta gente o fuori dal calcio o nei dilettanti.. Quindi caro bla bla Fabbri, meno chiacchiere e più fatti...ciacaron

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    4. Bravissimo Matteo hai centrato il punto alcuni hanno sempre creduto nel settore giovanile, altri purtroppo (vuoi per incompetenza vuoi perché legati a procuratori) del settore giovanile non ne è mai fregato più di tanto!!!

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    5. Matteo Regoli conosco i nomi di almemo altri 4/5 giocatori cresciuti nel Forlì che avrebbero quanto meno potuto provare in prima. Magari non avrebbero giocato molto, magari non avrebbero fatto la differenza, ma se fosse stata data loro la possibilità di partecipare all'interno di un progetto deciso, qualcosa potevano dare. E dico questo anche perché, andando a giocare per due anni con la berretti, vi assicuro che non c'erano chissà quali Ronaldo o Messi nelle altre squadre.

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  13. Io dico soltanto che un certo qualcuno, invece di fare dichiarazioni roboanti e ostentare ottimismo immotivato, sarebbe meglio iniziasse a cercare un acquirente... possibilmente prima che accada il peggio.

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    1. Ultimamente sono spesso d'accordo con Filippo...devo preoccuparmi ? :-))))

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    2. Dove lo trova un acquirente???.....siamo appetibili???
      Io credo e spero non si smonti l'entusiasmo che si è creato attorno al nostro Mister e alla squadra.....andrei anche piano a giudicare l'operato di chi ancora tiene a galla la baracca.
      Siamo retrocessi con le ossa rotte e ripartiti con i debiti di anno scorso.

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    3. bravo andrea ... concordo.

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    4. Andrea, proprio perchè non è facile trovare un acquirente per il Forlì, sarebbe il caso di iniziare quantomeno a cercarlo per tempo... se non un acquirente, almeno uno o due soci di peso che possano dare una mano a questa società in evidente difficoltà.

      Qui non si tratta di smontare l'entusiasmo per la bella squadra che abbiamo, la quale anzi va sostenuta ancora di più se possibile: il discorso societario è una cosa, quello sportivo un'altra.

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    5. Filippo ben vengano nuovi soci, sponsor. ..è un auspicio condiviso da tutti, me compreso.
      Non credo che il discorso societario sia una cosa e quello sportivo un'altra, viaggiano entrambe a braccetto.
      L'esempio lampante in casa nostra si è visto l'anno scorso. ...soci litigiosi, decisioni non condivise.
      Non credo che l'ambiente e la squadra ne abbiano goduto.
      Il bello e il brutto di noi tifosi é quello di essere umorali....cavalchiamo la notizia e spariamo le nostre impressioni, giudichiamo....noi possiamo e mai sbagliamo.
      Non é una critica personale Filippo. .é un'autocritica.

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  14. Non capisco, avere preso in gestione il Morgagni e i suoi campi e fare allenare la prima squadra a Meldola.
    Saluti Carlo.

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