mercoledì 2 dicembre 2015
Ciao Pippo
Finisce il 1° dicembre l'esperienza di Filippo Baldinini al Forlì. Il centrocampista torna da dove era venuto, alla Sambenedettese che sta vincendo il girone F (+7 sul Fano) della serie D. E' stato lo stesso Baldinini a chiedere la cessione stamattina a Cangini, che ha accettato senza battere troppo ciglio: tra gli 'over' biancorossi era probabilmente l'unico cedibile senza troppi traumi. Gadda sembra infatti abbastanza indirizzato a scegliere i tre 'vecchi' davanti nelle partite importanti, mentre in mediana Enchisi e Tentoni hanno dimostrato di poter giocare insieme (a Capellupo) senza sbilanciare la squadra e lasciando intatti i delicati equilibri difensivi. Il Forlì resta competitivo, sostituirà almeno numericamente Pippo (arriva un '98?) e, annuncia Cangini, 'chiude qui il mercato in uscita degli over. A meno di offerte irrinunciabili'.
Prendendo per buono tutto questo non è la fine di niente. Poi è chiaro che cominciare la sessione di dicembre così può spaventare.
lunedì 30 novembre 2015
Il derby, che punchball
Nelle immagini di Teleromagna (qui o cliccando sullo screenshot sopra) il derby di Ravenna. Rivedere le azioni del 'Benelli' provoca un certo giramento che dall'intestino si irradia sotto, sotto, fino a far vorticare i planisferi meridionali ad orbite raramente solcate in precedenza. Altrimenti detto: ma come si fa a sbagliare così tanti gol? E Turchetta, quanto va? E il gol di Nocciolini? Ma soprattutto: come ha fatto l'arbitressa a non vedere che la palla era uscita di ventotto metri?
domenica 29 novembre 2015
Pirriatore manca il rigore
Gara molto modesta dell'arbitro Graziella Pirriatore a parere mio, e non solo per alcune decisioni eclatanti vedi l'intervento su Peluso lanciato in fascia nei minuti finali inspiegabilmente non punito con l'ammonizione (sarebbe stato rosso). Il fischietto della sezione di Bologna ha vissuto una domenica molto diversa da quelle che l'hanno resa una certezza nel calcio femminile, anche internazionale. Gioco veloce, falli furbi e talvolta cattivi, cambi di gioco e lanci in profondità precisi che hanno costretto la Pirriatore a inseguire l'azione senza dominarne il senso, mi è parso.
Più di tutti l'episodio che ha deciso il match è quello che vede sotto: Tentoni lanciato a rete, solo davanti al portiere, viene prima sbilanciato e poi nettamente colpito sul piede d'appoggio, il sinistro, al momento di concludere. Era rigore al 90', avremmo vinto. Ma avremmo vinto anche se lo stesso Tentoni, Cola, Nocciolini, Personè ecc ecc l'avessero buttata dentro. Quindi niente alibi.
Rimpianti & Nocciolini
Primo tempo dominato dal Forlì che sbaglia una serie pazzesca di gol (Cola e Tentoni su tutti), va in vantaggio con una rovesciata spaziale di Nocciolini ma si fa recuperare dopo pochi secondi grazie ad un'azione del Ravenna viziata da un palla uscita evidentemente dal campo. Ripresa più equilibrata ma le occasioni migliori sono ancora del Forlì compresa una traversa di Nocciolini. Finisce 1-1 al 'Benelli' mentre il Parma tracima a Tolle e torna a +6.
Pochissimo Ravenna, Dracula ormai non ha più i canini ed è stato asfaltato da Adobati. Gli ultras over 50 chissà perché stanno in tribuna: una roba mai vista. Ma il Tapiro della domenica va senza dubbio a Mosconi: già fuori luogo nelle dichiarazioni pre partita, il mister del Ravenna si esibisce in tenuta estiva onde mostrare gli attributi e poi esprime tutte le moine possibili nonché da lui immaginabili per farsi benvolere dai tifosi giallorossi, compresa una scenetta patetica con la panchina del Forlì (al rientro dagli spogliatoi) alla quale Gadda, fin troppo signorilmente, ha chiesto di non rispondere.
Odio i mosaici
A inizio stagione mai avrei pensato di seguire in trasferta il Forlì: troppa delusione, troppa rabbia, troppa nausea. Credo che per molti di voi, per molti che oggi non saranno al 'Benelli', sia stato lo stesso o sia ancora così. Epperò questo Forlì ha la scintilla. Ha l'X-Factor. Ce l'ha dalla prima giornata ed è inutile che stiamo qui a chiederci perché, quanta parte di merito abbia Gadda e quanta Cangini, quanta i giocatori. Siamo qui ad inseguire la più veloce delle lepri possibili, il Parma di Barilla e di Sky, di Melandri e di Galassi, convinti davvero (ognuno dentro di noi ha una piccolissima fiammella anche se non l'ammetteremo mai) che sia possibile prenderla, quella lepre. Oggi a Ravenna c'è il derby e splende un bel sole. Buona giornata Forlì.
venerdì 27 novembre 2015
Tra due bandiere
Il derby di Andrea Degidi, il capo della redazione ravennate del Carlino che per anni in gioventù ha seguito il Forlì di cui è ancora tifoso. Perché nella lettera al blog che leggete sotto Andrea - che ringrazio da qui al prossimo scudetto dell'Inter - scrive di sentirsi in questi giorni tra due bandiere. Ma noi che lo conosciamo sappiamo benissimo da quale parte sta.
C'era un albo del vecchio Tex Willer che descrive bene le sensazioni attuali, si intitolava 'Fra due bandiere'. E così capita di essere forlivesi al 100% ma di lavorare da più di 4 anni al Carlino di Ravenna, in una città dove la vita è un continuo derby. Appena 24 chilometri, di orrida Ravegnana, separano le due città. In un'altra nazione non cambierebbe niente, sarebbero due quartieri della stessa realtà, da noi ovviamente no. Da noi nessuna città accetta di fare un passo indietro rispetto alla vicina di casa: siamo nati così e moriremo così, rassegnatevi, anche se spesso, molto spesso, questo campanilismo di retroguardia mi mette tristezza. La tacchetta fra vicini di casa è piacevole solo quando è divertente. Esempio, un giorno, tanti tanti anni fa, intervistai Andrea Pezzi, uomo di spettacolo ravennate che ora ha perso i capelli ma in cambio ha guadagnato come fidanzata nientepopodimenoche Cristiana Capotondi (ehm ehm). Al telefono mi chiese di dove fossi. 'Di Forlì' risposi. E lui: 'Allora guidi male la macchina', mi disse ridendo. Frase che potrei ricambiare pensando a due giorni fa, quando a una rotonda ravennate un'utilitaria mi ha tamponato per poi svignarsela appena il sottoscritto è sceso a constatare i danni. Va beh, ma torniamo a dove siamo partiti, la pietra filosofale delle nostre vite: il pallone. Del Forlì ho nella mente frammenti di gioventù: ricordo le scorribande di Marchini, la potenza di Listanti, l'eleganza di Vianello, il maratoneta biondo Bonini tenuto d'occhio dagli osservatori juventini, ricordo giocatori scarsi poi andati in serie A, come Sabato, ricordo Salvetti quando scartò mezzo Baracca Lugo prima di segnare, ricordo Calderoni, un amico. Ricordo giorni angoscianti, come lo 0-0 col Bastia, un rigore negato a Max Lucchi e una promozione volata via, la nera serata di Varese con la coppa Italia sfumata dopo un gol fallito all'inizio da Salvetti, ma il peggio è lo 0-0 in Versilia che costò la promozione, quel Forlì di Mirko Fabbri giocava un calcio che al Morgagni non ho mai visto prima nè dopo.
Ricordo una serata sul terrazzo di casa, bloccato da una malattia, a cercare di capire dalle urla dello stadio come andava Forlì-Piacenza, il match che avrebbe portato all'epica sfida col Milan in Coppa Italia, Internet a quei tempi non esisteva. Poi un giorno, le strade si incrociano. Il Forlì ha un'ottima squadra, chiaramente calibrata per un campionato superiore, il Ravenna di Mosconi si sta ritrovando e sta lentamente risalendo la corrente dopo vari cataclismi societari. Il Forlì ha dalla sua la qualità di una buona rosa, il Ravenna la passione e la storia, un pubblico caldo e ammirevolmente fedele che seguiva ogni trasferta anche quando la squadra era in Eccellenza. Da qui ha spiccato il volo un giovanissimo Christian Vieri (che ci dev'essere grato per avergli fatto scoprire il Pineta di Milano Marittima, con meraviglie annesse), qui si sono visti giocatori straordinari come Dell'Anno e un portiere come Toldo: tre giocatori che a Forlì si sognano, forse. Qui s'è vista la serie B guadagnata sul campo e festeggiata con spalti sempre pieni. Ravenna ribolle di passione per il calcio, ancora alla domenica anziani tifosi telefonano in redazione per chiedere il risultato, c'è fame di pallone: sono convinto che quando il Ravenna risalirà qualche categoria, perché è solo questione di tempo, il Benelli tornerà pieno come un uovo, e magari un po' ristrutturato. Che volete, è il derby. Quindi ci vediamo domenica al 'Benelli', fra due bandiere.
Andrea Degidi
Andrea Degidi
giovedì 26 novembre 2015
L'ultimo derby
Era il 25 aprile 2012 e finì 1-0 per il Forlì con gol di Checco Pezzi (e Brunelli scatenato dietro, fotogallery a lato). Nella storia i confronti tra Forlì e Ravenna sono stati 90 con 37 vittorie dei nostri 28 loro, 132 gol del Forlì e 102 del Ravenna. Come potete vedere sono i numeri, non il cuore a indicare quale tra le due è la società di gran lunga più importante della Romagna dopo Cesena.
Tra i personaggi a cavallo tra le due città citerei in ordine sparso Gadda, Magheri, Petrascu, Vulcano Bianchi, Buonocore, Melandri, Sardini, Gimelli, Affatigato, Alberti. Altri? Domani sul Carlino lungo excursus storico grazie all'imprescindibile contributo di Roberto Romin, uno che - a detta di Pardo - ne sa più di Pardo.
martedì 24 novembre 2015
Giornata giallorossa, forse
Mentre Dracula annuncia che in caso di rete al Forlì senza dubbio esulterà (Cammellu, te ne occupi tu?), e il Carlino di Ravenna diretto dal forlivesissimo Andrea Degidi dedica senza pudore alcuno la pagina sopra alla prodezza balistica del transilvanico, la società con sede nella città dei mosaici indice per domenica la 'Giornata giallorossa'. Intestazione ingannevole in voga fino a qualche anno fa anche in viale Roma perché in realtà si fa la festa ai tifosi: anche quelli muniti di regolare abbonamento dovranno infatti scucire i soldi del biglietto onde entrare al 'Benelli'. Se poi il derby dovesse finire come previsto da classifica e disparità tecniche, l'irritazione dei supporter giallorossi sarebbe elevata a potenza.
L'assurda storia di Saponara e il Forlì
Ora che tutti lo vogliono e Prandelli lo nomina addirittura il trequartista italiano più moderno, Riccardo Saponara aumenta i rimpianti del Forlì. Il ragazzo infatti non ha mai vestito la maglia biancorossa, pur essendo forlivese doc (San Martino in Strada, ieri pomeriggio era in giro in centro) oltre che amico di alcuni giocatori del Forlì, in particolare Ricky Casadei. La sua storia col Forlì al contrario è travagliata per non dire assurda.
lunedì 23 novembre 2015
Avanti di questo passo
Al netto dei punti persi per colpa del calendario volutamente intasato (i vertici federali non ci hanno scontato le magagne estive), sul quale non ci si può più far niente, il Forlì ha raccolto nelle prime 15 giornate la bellezza di 33 punti, media 2,2. In proiezione sulle 38 giornate di campionato, continuando così la squadra di Gadda arriverebbe a 83,6 che è un punteggio altissimo ma probabilmente non sufficiente per il primo posto. L'anno scorso il Rimini arrivò a 86, quest'anno il Parma viaggia sopra i 90 (93,7 ad oggi). Ergo alla squadra di Gadda servirà un finale di andata speditissimo, tipo tre vittorie e un pareggio, e un girone di ritorno ancora migliore per restare in scia e giocarsi la matta nello scontro diretto del 28 febbraio al 'Morgagni' (nel caso bisognerebbe cominciare a pensare al 'Manuzzi'?).
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