sabato 24 ottobre 2015

L'ultimo kamikaze



Un paio di giorni fa sono andato a Terra del Sole, nell'eremo che Franco Bonavita si è costruito sasso dopo sasso quando voleva staccare col calcio ma i pensieri continuavano a finire tutti imbottigliati lì. Abbiamo chiacchierato un paio di ore abbondanti con un vinile dei Pink Floyd che andava in sottofondo, caprioli e fagiani fuori, i suoi ulivi ormai pronti per la raccolta. Ci siamo lasciati piangendo, entrambi, finendo per parlare di cose che non c'entravano nulla col calcio.



Se ho un rimpianto è di non aver vissuto quegli anni ruggenti lì. Bonavita e Varrella, Kalle, un calcio molto diverso da quello di oggi, un Forlì anche molto diverso. Li ho solo sfiorati, spesso immagino come sarebbe stato un blog come questo calato in quegli anni. Quanto ci saremmo potuti divertire, quanto mi sarei divertito io. A volte mi sembra di cavare il sangue dalle rape, oggi. Ascoltando i racconti di quei tempi mi sembra tutto così piccolo. Magari è solo un'illusione e ogni presente sembra più prezioso quando lo guardi da lontano. Non lo so.

Tutto questo per consigliarvi di comprare il Carlino oggi. Credo sia la prima volta che lo scrivo qui sul blog per cui perdonatemi se vi sembra fuori luogo. Probabilmente lo è. Però ditemi se il racconto di Forlì-Milan, dello schema per fermare il Piacenza di Cagni e dei due liberi contro il Foggia non valgono il prezzo di un quotidiano (senza contare che ci sono le ultime sul Papa).

15 commenti:

  1. La passione è passione e ogni stagione è o sarà da ricordare per motivi diversi.
    Io non seguo più il Forlì dal campo come una volta, ma lo seguo, ho 54 anni e devo dire a mio parere e per quello che mi riguarda che l'apice calcistico a Forlì, per entusasmo per seguito per risultati, si è avuto nella gestione "vulcano" Bianchi. Mai più ho tanta gente al Morgagni, prima in D e poi in C con la B persa come sappiamo alla fine.
    Senza contare le squadre che sono passate da Forlì, un lungo elenco che poi ha calcato o calca ancora i campi di B o A.
    Tranne noi.
    Senza nulla togliere a quella grande serata mi emozionano più altri ricordi.

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    1. Io ho 32 anni e queste tue esatte parole le ho sentite da parecchi. Purtroppo Forlì quando il calcio contava non c'è mai stato, o meglio quando doveva vincere ha sempre fallito. Ma la speranza di noi pochi è INCREDIBILMENTE sempre accesa. D'altronde sognare crea tante illusioni ma per fortuna non costa nulla.

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  2. L'unica fortuna di essere più vecchio è quella di aver vissuto quella Storia in prima persona. Prima di tutto con la fraterna amicizia di una persona "Speciale" come Franco Bonavita. Quell'avventura è tatuata sulla mia pelle. Per sempre. Convinsi Barcia a scegliere il mister di Castrocaro e dopo qualche mese giocavamo col Milan, dopo aver fatto fuori Foggia (B) e Piacenza (A). E' fantastico leggere dell'emozione che Franco trasmette a Riccardo. Ma in fondo è normale perché tra cuori nobili e sensibili, come i loro, l'intesa è automatica. Ringrazio entrambi perché non si vergognano dei loro sentimenti. Questa è la bellezza dello Sport, anzi della Vita! Viverla senza vergognarsi di amare le cose che si fanno. Trasmettendo quello che il cuore, ancor puro di bambino di entrambi, contiene di così unico e irripetibile!

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  3. Gli anni di Varrella prima, e di Bonavita poi, furono senz'altro emotivamente carichi di passioni con un pubblico allo stadio certamente superiore a quello odierno. Senza dimenticare, ancora prima, gli anni del Forlì di Lele Lucchi che, pur essendo stati disputati tutti in serie D (quinta serie di allora), furono caratterizzati da una passione viscerale per una rincorsa alla C2 che all'epoca appariva come la Champions' League tanto era agognata (ricordo la trasferta di Macerata dove 300 forlivesi scesero nelle Marche con 7 pullmann, cosa impensabile ai giorni nostri).

    Ma è certo che tutte queste annate sopra citate non sono paragonabili coi tempi del Forlì di Vulcano Bianchi, quando al Morgagni secondo i dati statistici dell'epoca si viaggiava a 3.000 spettatori di media, con punte di 5/6.000 (in pratica lo stesso pubblico del basket di 3-4 anni fa).

    Anche se gli anni di Vulcano non li ho vissuto per motivi anagrafici, mi accodo quindi a quanto scritto da Franco Zoni: fu quella la vera 'epoca ruggente' del Forlì.

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  4. Esatto,dopo gli anni di Vulcano il nulla,tranne piccole parentesi come Forlì -Foggia, Forlì -Piacenza, Forlì -Milan, il bellissimo torneo di serie D con il presidente fornaio, la scalata dopo il disastro Oliveti e purtroppo tante occasioni mancate per restare nel calcio che conta !

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  5. Ad esempio lo spareggio di Lugo quando più di tremila (3000 !) forlivesi appassionati (cosa mai più vista a queste latitudini )in carovana invasero lo stadio e furono traditi amaramente dalla prestazione della squadra,così come a Camaiore . . . !

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  6. Da parte mia un ringraziamento a tutti voi....grazie al blog gente come me (innamoratasi in età adulta del nostro galletto) e i giovani tifosi possono conoscere dettagli e storie, situazioni.
    La vostra passione e l'emozione nel raccontarvi arriva forte!!!...ve l'assicuro!
    Grazie anche al WM per l'intervista a Franco Bonavita...mi è sempre piaciuto l'uomo, l'allenatore e il commentatore.

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  7. Forti emozioni anche per Forlì ancona...

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    1. Questo è un assist Gianluca. ...quella fu la mia prima al Morgagni e fu il classico colpo di fulmine.

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  8. Anche andare a Firenze e giocarsela davanti a 25000 spettatori con avversari Di Livio, Riganò e Quagliarella aveva un suo perchè.

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  9. Macerata-presente Lugo-presente Firenze-presente
    quel Forlì-Ancona-presente e tante altre emozioni seguendo i galletti però vedere 20000 forlivesi allo stadio con i nostri colori bianco-rosso colorare il Manuzzi penso che le batta tutte quelle che ho vissuto io.... poi sicuramente ascoltando mio padre sicuramente vedere il Morgagni strapieno e giocarsi la serie B è un altra emozione indescrivibile

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  10. Si certo tante emozioni, nel tempo . Non ho visto le partite, le ho vissute, a volte urlando ( corda vocale partita contro il piacenza) a volte in silenzio ,soffrendo con la squadra e pensando anche a come tirare giù dalla gradinata quei miei vicini che sembravano non capire .........
    Per carità , ognuno è libero di esprimere il suo disappunto ,ma se si viene a vedere la partita solo per prendere e pretendere credo si possa stare tranquillamente a casa.
    Ricordo FORLI' FANO 1-0 il primo anno di Bardi una tensione infinita all'insegna di uno striscione eloquentissimo"Questa non la potete comprare"indirizzato ai fanesi.
    Ricordo come il 25 ottobre di vent'anni fa Bonavita si mise alla testa dei giocatori che effettuavano il riscaldamento vedendoli quasi intimiditi dal pubblico e li portò sotto di noi per far loro capire che quel pubblico era li per loro e solo per loro in un'occasione irripetibile
    La curva rispose compatta , un boato fu un'autentica Botta .
    La scossa emotiva , inaudita,violentissima.
    Quaranta anni di gradinata, una squadra avara di soddisfazioni, quelle che ricordiamo spesso . ma non vorrei mai essere stato da un'altra parte

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  11. Piccola nota: sul Carlino di oggi era scritto che il Forlì non ha più giocato gare ufficiali al Manuzzi dopo la partita contro il Milan.

    In realtà di gara ufficiale ne è stata giocata un'altra, e che gara, contro la Florentia Viola (la Fiorentina), con più di diecimila spettatori. Anche le annate di Oliveti riservarono grosse emozioni a sprazzi: i Play-Off contro il Ravenna, la bellissima vittoria nella stagione regolare al Benelli dominando con Lantignotti in grande spolvero, ecc.

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    1. Anche la vittoria nel derby contro il Rimini in casa loro con gol da cineteca del Condor come dimenticarlo

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    2. E' vero, la Florentia.

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