sabato 7 febbraio 2015
I marmi di Carrara
Rosafio a supporto di Mela-Emilio. A sinistra gioca Fantoni, in mezzo Casini con Hamlili e Tom. Daje ragazzi.
Al 19' gol annullato a Leo, che inzucca in tuffo una magnifica punizione di Fantoni dalla sinistra. Molti dubbi al replay, di sicuro non c'è fallo.
Traversa di Rosafio al tramonto del primo tempo e poco prima quasi gollasso del Micio, ma anche la Carrarese ne ha avute più d'una per andare in vantaggio. Siamo al 54', sempre 0-0.
Uscita palla al piede di Fantini che sembrava Bonucci. A questo momento della partita di solito Catacchini comincia ad alzare i giri del motore.
Carrarese in vantaggio al 58': dormita di Leo che regala palla al limite, transizione per Galli che calcia dai 20 metri e grazie ad una fortunosa deviazione insacca il palombellone.
60' reazione affidata al sinistro di Rosafio, che dalla sua mattonella calcia teso e a giro ma alto. Fantini ammonito, salta Grosseto.
Miciooo! Segna il 7° gol in campionato (assist baggesco di Rosafio) e va a rincuorare Leo. Grandissimo. 1-1 e ora Castellani per uno spentino Docente.
Rosafio in cattedra. Sulla trequarti il ragazzo fa male.
67' adesso bisogna provare a vincerla.
73' Pettarin per uno stanchissimo Tom.
80' meglio la Carrarese ora, castagna di Castagnetti a lato il giusto.
84' quinto angolo per i toscani. Loro fanno la partita, noi in contropiede.
85' due occasioni in un minuto per la Carrarese, prima Di Nardo al volo e poi Cellini da fuori area. Ci va bene.
89' sembriamo non averne più. Entra Turi, esce Casini.
93' destro di Hamlili in contropiede, niente.
Finisce qui 1-1, il Forlì sale a 27 punti. Vediamo domani le altre, nel complesso direi gara equilibrata come quella di andata. Mi è piaciuto Rosafio che è molto bravo palla al piede ma ancora pigro nel resto. E' mancato Docente e sono mancate le gambe dopo il pareggio di Melandri.
venerdì 6 febbraio 2015
"Spioviggina"
Me lo disse una volta, in terza media, una ragazza con cui mi ero fidanzato in gita. Tornati da non ricordo dove, tentai ogni approccio possibile pur di vederla nel pomeriggio dopo la scuola e consumare così l'unico contatto immaginabile, per me, a quell'età: il bacio. Ma non ci fu verso: 'Dentista' fu una scusa, 'Spioviggina' l'altra che Lara, si chiamava così, spese più di una volta per liberarsi dalle mie morbose attenzioni preadolescenziali. E voi, come avete vissuto l'inatteso allagamento odierno in città? Io ho sfasciato un pezzo della macchina lungo via Due Ponti, il ché mi ha impedito stamattina di partecipare alla conferenza stampa di Vanigli.
Da quel che gentilmente mi ha riportato Gavino, il mister non ha detto nulla di nuovo. Nella città dei marmi serviranno carattere e unità d'intenti, sarà una partita difficile etc etc. Nella Carrarese - due sole vittorie in casa, è la squadra che pareggia di più (14) e ha un'ottima coppia di attaccanti - manca il trequartista ergo mister Remondina opterà, pare, per un 4-4-2. Il Forlì è quello che sappiamo. E speriamo basti altrimenti si farebbe davvero dura, e anche complicata. Soprattutto per Richard.
giovedì 5 febbraio 2015
Ruggisci, Leo
Stagione pece per Jidayi, che salterà per un ematoma che non si riassorbe Carrarese e anche Grosseto. La contemporanea squalifica di Drudi riaprirà le porte della squadra titolare a Leonardo Arrigoni, che finora ha giocato pochino: 747 minuti in campo, 9 volte titolare, due volte espulso (Grosseto e Prato).
Eppure il ragazzo, 22 anni e altrettanti infortuni alle spalle, vale abbondantemente la Lega Pro per tecnica, fisico e testa. Sarà la volta che diventa il re della foresta?
Il Forlì è una squadra organica?
Tra le tante cose dette ieri dal Micio in conferenza stampa, e volendo uscire dalla dicotomia leader-mercenario entro la quale rischiamo di perderci tutti quanti, mi ha colpito molto la spiegazione che ha dato Daniele della crisetta, di spirito e di gioco, attraversata dal Forlì nelle ultime due partite (Teramo e Santarcangelo). Melandri ha detto, testuale, che i giocatori del Forlì si sono 'aiutati meno' del solito e che i reparti erano 'poco coesi' tra loro. Mi è venuto in mente il passaggio di un libro che sto leggendo in questi giorni, una raccolta di saggi sul calcio che si intitola 'La partita di pallone' (ed. Sellerio) e comincia con un pezzo bellissimo dello scrittore serbo, naturalizzato svizzero, Vladimir Dimitrijevic, intitolato 'Il re calcio'.
(...) Ci sono squadre meccaniche, disciplinate, e ci sono squadre organiche, come il corpo umano. In queste ultime, tutto è naturale, come la quiete degli organi che chiamiamo salute. Camminando per strada, non ci curiamo del fatto che in quel preciso istante il nostro cuore pompa sangue, i muscoli si contraggono, i polmoni si dilatano. Allo stesso modo non si può costruire una squadra se non mediante una profonda capacità di compenetrazione tra l'allenatore - colui che vede la squadra, la valorizza - e, naturalmente, le individualità che la compongono.
Ci sono direttori d'orchestra dotati di tale capacità. Io che non sono un esperto in materia di musica, constato osservando Furtwangler che egli è la somma di tutti i suoi musicisti, di tutti i loro strumenti e del messaggio che gli giunge dalla sottile alchimia della decifrazione di ciò che gli ha trasmesso un compositore per lo più già morto; che egli è l'allenatore (il significato della parola non è molto adatto), il coach (termine altrettanto improprio) che ha assorbito tutta la squadra e tutte le caratteristiche - qualità e difetti - dei suoi giocatori.
Le grandi squadre, soprattutto quelle che menzionerò, sono fatte di amici, di compagni d'infanzia, di figli di una determinata epoca, di una classe sociale o di una nazione. L'amicizia e l'infanzia hanno un ruolo fondamentale. La squadra è un sogno, la squadra è una fede. E' come l'equipaggio di un aereo da combattimento: ognuno deve assolvere il proprio compito per la sopravvivenza di tutti, per segnare il gol evitando di incassarne.
Probabilmente è su questo aspetto, più che sul piede invertito di Fantoni (Andrea hai ragione, non lo scriverò più neppure io) che deve lavorare Vanigli per riportare la squadra, al momento tutt'altro che organica, in carreggiata.
martedì 3 febbraio 2015
Il mercato è finito
Oggi conferenza stampa nella quale la dirigenza biancorossa spiegherà le mosse di mercato. In conclusione sono partiti Djuric, Forte e Guidi a fronte degli arrivi di Pastore, Rosafio. Morga e Gliozzi. Melandri alla fine è rimasto. Il Forlì ha operato senza denaro a disposizione.
La mia domanda è facile: Cejas torna presto? Se sì, bene. Se no, non serviva con urgenza un regista? Dato il terzetto titolare Hamlili-Tom-Casini siamo sprovvisti del volante. Se invece gioca il Pettarin visto finora, siamo ugualmente sprovvisti del volante.
lunedì 2 febbraio 2015
Sbarco a Milano
Il futuro del Micio, e forse anche del Forlì, si decide oggi a Milano. Nella città del calciomercato (chiusura trattative ore 23) sono accorsi il diesse della Spal Davide Vagnati che proverà il colpo Micio fino all'ultimo minuto, il procuratore dell'attaccante Giovanni Magnani che vorrebbe accontentare lui e il quindi anche il proprio assistito, il Dg del Forlì Lorenzo Pedroni insieme, credo, al Dt Daniele Arrigoni: l'interesse della società biancorossa è variabile. Il Forlì potrebbe anche decidere di lasciar partire Melandri, in caso di offerta in denaro dalla Spal, e investire il ricavato in un altro giocatore.
La mossa giusta giusta, oggi, non c'è. Di sicuro però buona parte dei destini biancorossi in questa stagione dipendono da quest'ultima mossa.
sabato 31 gennaio 2015
Un disastro
Non ho visto quella di Teramo ma questa è stata proprio brutta brutta. Cominciando dalla difesa - Drudi e Fantini ne hanno combinate di tutte, Scotti pure - passando per una mediana da Interregionale nonostante Hamlili, sufficiente, per arrivare alla fase d'attacco che ha prodotto giusto confusione contro una difesa organizzatissima come quella di Cuttone. Che chiederà anche tanto d'ingaggio, ma ha messo insieme un Santarcangelo davvero compatto e razionale: magari fossimo così anche noi.
Il Forlì invece è leggerino, malmesso in campo - Melandri sulla riga laterale non si può vedere, basta - e poco convinto soprattutto nei suoi giocatori più importanti, il che rende ancora peggiore la situazione. E sullo sfondo, oltre ad una classifica sempre più preoccupante, resta la faccenda del Micio. Tra domani e lunedì sapremo.
Nel frattempo non buttiamoci troppo giù: in fondo peggio di così non si può giocare.
venerdì 30 gennaio 2015
L'ultimo graffio?
Ha segnato, se non sbaglio, una quarantina di gol in campionato in tre anni e mezzo diventando uno dei marcatori più prolifici nella storia del Forlì. E' amatissimo dal pubblico del Morgagni, giovane e anche umanamente vero. Quella di domani potrebbe essere, per scelta sua, l'ultima partita di Daniele Melandri con la maglia del Forlì. La danarosa Spal lo aspetta e proverà l'ultimo affondo domenica o al più tardi lunedì (il mercato chiude alle 23).
Intanto godiamoci questo derby delicatissimo, personalmente spero che Eupalla, domani pomeriggio, abbia un occhio di riguardo per il ragazzo che vedete sopra.
giovedì 29 gennaio 2015
Ingegneri di ritorno
Grazie (credo) alle entrature di Daniele Arrigoni in sede Cesena è vicinissimo al ritorno a Forlì Andrea Ingegneri. E sarebbe un gran bel colpo, del quale tuttavia mi sfugge appieno la razionalità avendo il Forlì appena scaricato Guidi per eccesso di difensori centrali (Vanigli dixit). Ma tant'è, il ritorno del mancino Inge, che a Forlì due anni fa fece benissimo, merita comunque felicità et soddisfazione. Saltato invece lo scambio Vitale-Turi col Tuttocuoio.
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)




.jpg)
.jpg)