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venerdì 19 febbraio 2016

"La mia sciarpa biancorossa"



Ricevo e pubblico questa lettera di Raffaele Montalti, presidente dello Juve club cittadino ed 
ex responsabile del settore giovanile del Forlì, che ci racconta il 'suo' Forlì-Parma. 

Ho acquistato il biglietto per andare domenica al Morgagni a vedere Forlì – Parma e la mia mente e non solo quella è tornata indietro di oltre trentacinque anni, precisamente al 12 ottobre del 1980.
Erano tempi in cui i ragazzi (avevo 15 anni…) si radunavano nelle cosiddette “compagnie” e la mia stanziava solitamente in corso Diaz proprio davanti alla chiesa di Ravaldino. Si chiaccherava ognuno seduto sul proprio motorino e il mio era un “Bravo” azzurro.
Quella piovosa domenica la ricordo perché era la festa della Parrocchia e questo fece sì che, diversamente dal solito, con gli amici ci recammo allo stadio in ordine sparso dove era in programma proprio Forlì – Parma e la cosa si rivelerà funesta per me.
Indossate berretta e sciarpa biancorossa fatte a mano dalla mamma magliaia di un mio compagno di scuola, allora il merchandising era di là da venire…, arrivai in solitario col motorino allo stadio.
Pensate che allora al Morgagni era presente dietro alla porta lato via Emilia il mitico “curvino” realizzato in tubi innocenti dove grazie al sottopassaggio si accedeva chi in bicicletta chi in moto chi addirittura (un disabile) con la propria auto…quanto lontani erano i tempi dei tornelli e delle tessere del tifoso.

giovedì 10 dicembre 2015

Una cosa che scrisse Kalle, 7 anni fa


Non riguarda il Forlì nello specifico - era l'ìntro ad un'indagine sugli imprenditori - ma è ancora attualissima e sarebbe un ottimo punto di partenza sul quale edificare il futuro del Forlì. L'unico possibile, probabilmente (si lo so Kalle che era una corrispondenza privata, ma hai già il campionato in tasca con un Adem così, per cui passamela).

venerdì 27 novembre 2015

Tra due bandiere



Il derby di Andrea Degidi, il capo della redazione ravennate del Carlino che per anni in gioventù ha seguito il Forlì di cui è ancora tifoso. Perché nella lettera al blog che leggete sotto Andrea - che ringrazio da qui al prossimo scudetto dell'Inter - scrive di sentirsi in questi giorni tra due bandiere. Ma noi che lo conosciamo sappiamo benissimo da quale parte sta. 

C'era un albo del vecchio Tex Willer che descrive bene le sensazioni attuali, si intitolava 'Fra due bandiere'. E così capita di essere forlivesi al 100% ma di lavorare da più di 4 anni al Carlino di Ravenna, in una città dove la vita è un continuo derby. Appena 24 chilometri, di orrida Ravegnana, separano le due città. In un'altra nazione non cambierebbe niente, sarebbero due quartieri della stessa realtà, da noi ovviamente no. Da noi nessuna città accetta di fare un passo indietro rispetto alla vicina di casa: siamo nati così e moriremo così, rassegnatevi, anche se spesso, molto spesso, questo campanilismo di retroguardia mi mette tristezza. La tacchetta fra vicini di casa è piacevole solo quando è divertente. Esempio, un giorno, tanti tanti anni fa, intervistai Andrea Pezzi, uomo di spettacolo ravennate che ora ha perso i capelli ma in cambio  ha guadagnato come fidanzata nientepopodimenoche Cristiana Capotondi (ehm ehm). Al telefono mi chiese di dove fossi. 'Di Forlì' risposi. E lui: 'Allora guidi male la macchina', mi disse ridendo. Frase che potrei ricambiare pensando a due giorni fa, quando a una rotonda ravennate un'utilitaria mi ha tamponato per poi svignarsela appena il sottoscritto è sceso a constatare i danni. Va beh, ma torniamo a dove siamo partiti, la pietra filosofale delle nostre vite: il pallone. Del Forlì ho nella mente frammenti di gioventù: ricordo le scorribande di Marchini, la potenza di Listanti, l'eleganza di Vianello, il maratoneta biondo Bonini tenuto d'occhio dagli osservatori juventini, ricordo giocatori scarsi poi andati in serie A, come Sabato, ricordo Salvetti quando scartò mezzo Baracca Lugo prima di segnare, ricordo Calderoni, un amico. Ricordo giorni angoscianti, come lo 0-0 col Bastia, un rigore negato a Max Lucchi e una promozione volata via, la nera serata di Varese con la coppa Italia sfumata dopo un gol fallito all'inizio da Salvetti,  ma il peggio è lo 0-0 in Versilia che  costò la promozione, quel Forlì di Mirko Fabbri giocava un calcio che al Morgagni  non ho mai visto prima nè dopo. 
Ricordo una serata sul terrazzo di casa, bloccato da una malattia, a cercare di capire dalle urla dello stadio come andava Forlì-Piacenza, il match che  avrebbe portato all'epica sfida col Milan in Coppa Italia, Internet a quei tempi non esisteva. Poi un giorno, le strade si incrociano. Il Forlì ha un'ottima squadra, chiaramente calibrata per un campionato superiore, il Ravenna di Mosconi si sta ritrovando e sta lentamente risalendo la corrente dopo vari cataclismi societari. Il Forlì ha dalla sua la qualità di una buona rosa, il Ravenna la passione e la storia, un pubblico caldo e ammirevolmente fedele che seguiva ogni trasferta anche quando la squadra era in Eccellenza. Da qui ha spiccato il volo un giovanissimo Christian Vieri (che ci dev'essere grato per avergli fatto scoprire il Pineta di Milano Marittima, con meraviglie annesse), qui si sono visti giocatori straordinari come Dell'Anno e  un portiere come Toldo: tre giocatori che a Forlì si sognano, forse. Qui s'è vista  la serie B guadagnata sul campo  e festeggiata con spalti sempre pieni. Ravenna ribolle di passione per il calcio, ancora alla domenica  anziani tifosi telefonano in redazione per chiedere il risultato, c'è fame di pallone: sono convinto che quando il Ravenna risalirà qualche categoria, perché è solo questione di tempo, il Benelli tornerà pieno come un uovo, e magari un po' ristrutturato. Che volete, è il derby. Quindi ci vediamo domenica al 'Benelli',  fra due bandiere.
Andrea Degidi

lunedì 16 novembre 2015

Torna Eva



Adesso gioca centrale di difesa, ci credete? Io devo vederlo marcare qualcuno, con quel sinistro lì mi sembra una follia. Comunque mercoledì Ale Evangelisti tornerà a casa, al Morgagni. Ieri sera gli ho chiesto di scrivere due righe per il blog, ha detto che non se la sentiva poi mi ha mandato queste, in teoria personali in pratica credo di fare cosa buona rendendole pubbliche anche a voi. Per capire il ragazzo e salutarlo bene, mercoledì. Prima di batterlo ovvio.

Mi prenderà un po' male quando entrerò allo stadio, quando passerò il cancello da dove sono entrato le domeniche parcheggiando nel viale, mi prenderà male rivedere certe persone, cambiarmi nell'altro spogliatoio, scendere dalle scale guardando altri indossare i colori biancorossi... Entrare in campo e guardare la tribuna rivedendo i nostri tifosi e nella gradinata gli ultras... Ripensare a tutto quello vissuto in quegli anni, le vittorie e gli applausi ma soprattutto le sconfitte e le critiche che tanto mi hanno fatto crescere soprattutto l'ultimo anno. Quando entrerò tutto so che mi ripasserà davanti sapendo che abbiamo fatto veramente qualcosa d'importante come la giornata magica col Porto Tolle, consapevole che tutto questo è passato e resterà solo dentro i miei ricordi.
Alessandro Evangelisti

mercoledì 14 ottobre 2015

Una telefonata ti allunga la vita



Ricevo e pubblico una lettera di Pardo. E' successo che sabato scorso al 'Morgagni' l'involontario autore del 'Sarà Franco' ha arditamente chiesto a Rossi, incrociato in tribuna, di partecipare alla festa del 25 ottobre. L'ex mister del Forlì - contestato quand'era in panchina un giorno sì e l'altro pure, non sempre con toni amichevoli, spesso dallo stesso di cui sopra - non l'ha presa bene, e si capisce. Aveva parecchie ragioni se non tutte. Poi però, ieri, ha richiamato Pardo. E la faccenda è finita bene.

venerdì 28 novembre 2014

Il Pontedera in 10 punti



Ce li ha scritti Gabriele Collesano, che ha un blog sui prossimi avversari del Forlì molto simile a questo e al quale potete accedere cliccando qui oppure sulla foto. Da lui c'è il Forlì in 10 punti, ma è tutta roba che conoscete già meglio delle vostre tasche. 

1 Società - L'US Città di Pontedera dal 2010 è in mano a un gruppo di imprenditori locali e oggi conta ben due presidenti: Gianfranco Donnini e Paolo Boschi. Tra i soci, lo storico "Presidentissimo" degli anni '90 Luciano Barachini e il figlio Marco. Ricopre, invece, la carica di direttore generale Paolo Giovannini.
2 Squadra - L'organico si compone principalmente di under: sono 18 su una rosa di 23 uomini. Solo 5 gli over, i quali sono la colonna vertebrale della squadra: Vettori (detto il "guerriero"), colonna portante della difesa; Caponi, il capitano, vero cuore granata; Settembrini, centrocampista completo di grande prospettiva (è un over sulla carta, ma non ha ancora compiuto 23 anni); Bartolomei, mediano tutta grinta e quantità nel cuore di tutti i tifosi per il gol decisivo all'Arena contro il Pisa lo scorso anno (punizione al 93' da 35 metri), e Grassi, fantasista puro. Tra i giovani, spiccano i nomi del portiere Ricci, decisivo quest'anno in tante occasioni, e Madrigali, futuro assicurato nella Fiorentina che ne è proprietaria.
3 Tifosi - La media spettatori tra le mura amiche non supera le mille unità. Ma c'è un zoccolo duro formato da diverse decine di supporters che non lascia mai sola la squadra, nemmeno lontano dal Mannucci: sono gli Ultras Granata Pontedera, il cui primo gruppo di tifo organizzato compie quest'anno 35 primavere.
4 Assenti - Contro il Forlì sono indisponibili i lungodegenti Allegra e Scardina; Madrigali per un problema muscolare rimediato qualche settimana fa, e Romiti, causa un fastidio al ginocchio.
5 Allenatore - Paolo Indiani: un nome, una garanzia. Protagonista principale della cavalcata del Pontedera dalla ex Lega Pro Seconda Divisione ai Playoff per la serie B lo scorso anno. Per lui, un passato tra serie C e serie D sempre con ottimi risultati.
6 Storia - Una vita nei campionati di serie C (dal 1982 al 2000), tra cui il ribattezzato "Anno dei miracoli" coincidente con la stagione 1993-1994 nella quale i granata conquistano la promozione in C1 e battono la Nazionale di Arrigo Sacchi (2-1) in un'amichevole pre Mondiale USA (la Gazzetta dello Sport titolò "Ai mondiali il Pontedera"). Poi gli anni bui tra Eccellenza e serie D, fino al ritorno nei Pro nel 2012. Lo scorso anno un'altra pagina di storia: spareggi per la serie B contro il Lecce (giallorossi vittoriosi solo ai rigori).
7 Classifica - In un campionato così equilibrato è difficile dare giudizi sulla classifica attuale: 21 punti ad oggi per Indiani & Co. I playoff sono a due lunghezze e i playout a cinque. Basta una vittoria o una sconfitta per stare lassù o ritrovarsi risucchiati nella zona calda.
8 Punti di forza - Il mister, il gruppo e il carattere dei ragazzi.
9 Punti deboli - Mancano i gol delle punte.
10 Pronostico - Pontedera-Forlì 2-0 (Settembrini, Disanto) ;-)

Gabriele Collesano

giovedì 20 novembre 2014

Non chiamatelo derby



Solo per voi Mattia Sansavini, forlimpopolese di evidente talento che il Carlino ha portato a Ferrara, racconta a modo suo cos'è la Spal da quelle parti. Buona lettura. 

Sulla sponda del Po un uomo sta guardando la piena. E' un ferrarese emigrato in Olanda che torna a casa due volte l'anno: «Per vedere il Po e per vedere la Spal». Il giubbetto da allenamento della Spal è legato alla vita: «Vedere la squadra almeno una volta l'anno è un sapore al quale non rinuncio». Un retrogusto da portare ad Amsterdam. Cos'è la squadra di Ferrara? A Ferrara uno stile di vita. Anzi: una sensazione di grandeur (un po' perduta) che accompagna le generazioni. Nei bar il poster uscito col Carlino campeggia sulle porte dei bagni e dietro ai banconi. «Ci sono il Pisa e l'Ascoli – spiega un barista – poi veniamo noi, se quel Germinale inizia a segnare». E' una città da sognare: lo stadio, celeste, non è solo un richiamo ai colori ma, per un forestiero, la sensazione di stare in cielo, nonostante la bassa della Lega Pro. Poi il campo di allenamento, a due passi dall'ipercoop. Qui le auto intasano la rotonda per affacciarsi sul campetto dei 'semidei'. L'impressione è che ci credano un sacco, a partire da Walter Mattioli, il presidente che assomiglia, per temperamento, a Massimo Ferrero della Sampdoria. Su Mattioli appena due considerazioni: regala titoli ed è ammantato dall'aura di capopopolo. La piadina romagnola è un dolce ricordo che si perde tra la bruma eppure il pane ferrarese, magari scaldato nel forno da pizza, vale la pena di essere assaggiato. Forlì, non aspettarti aria da derby. Per la Spal la madre di tutte le rivalità è a 20 minuti da qui, sull'A13: Bologna. Un po' per la rivalità geografica, un po' perché i ferraresi si sentono, comunque, spiritualmente lassù. Ma aspettatevi, direbbe 'Pippo mio' Inzaghi, un bel po' di bolgia.
ms

venerdì 29 agosto 2014

Caro, vecchio Forlì calcio...


Con grande piacere a due giorni dal ritorno in C1 il blog ospita questa lettera, d'amore ma non diteglielo, a firma del direttore di Forlibasket Riccardo Girardi. Fu lui, ai tempi in cui pensavo che un blog sul Forlì magari avrebbe funzionato, a suggerirmi l'idea del panda biancorosso. Godetevela. 

Caro vecchio Forlì Calcio, che senza presidentesse rumene, ingenti capitali di (perlomeno) dubbia provenienza, perseveri nel tuo solito, serio, low-profile. E che lunedì sera torni in LegaPro, si insomma in terza serie (ti spiace se la chiamo C1?).

Caro vecchio Forlì Calcio, che a suo tempo pagasti a caro prezzo il tuo Boccio (do you remember Oliveti?), che per espiarlo hai raspato nei campi della più pornografica periferia. Che ora, a valle di un’estate seria e laboriosa, non priva di qualche doverosa cialtronaggine tipicamente forlivese (prevendita al Chiosco di piazza Saffi? Ma se non vi vedono da maggio!), sfidi una di quelle nobili decadute che scoprirono sulla loro pelle che passare da Futre a Codigoro o vedersi vendere lo stadio ad un sobborgo grande un quinto di te può succedere. 

Caro vecchio Forlì Calcio, ancorato a quelle consuetudini ormai desuete come la ricerca di uno sponsor serio (e ce l’hai: Dorelan) o il tentativo di far convivere tanti soci che abitano in città, che danno il giusto, ma che si sentono tutti Florentino Perez. Che hai messo un direttore generale di trent’anni, che ti sei cimentato in una campagna abbonamenti che sì, poteva dare qualche soddisfazione in più, non fosse per l’ombra di quella sequoia di nome Cesena, che ha pensato bene di tornare in Serie A proprio quest’anno.

Caro vecchio Forlì Calcio, non dimentico che i miei primi assaggi di sport “live”, quando avevo poco più di dieci anni, sono stati lì da te, sui gradoni cementificati di questo marcio e al tempo stesso immarcescibile Morgagni. Per dei Forlì-Potenza, Forlì-Angizia Luco, Forlì-Galatina (il girone C della C2 arrivava fino in Salento: non c’era la crisi, a metà anni '80). Io, dinoccolato come e più di oggi, nel “settore”, giocando a fare l’ultrà, sbattendo con un legno su un secchio giallo, vuoto di vernice, a mò di tamburo (tra le rampogne di mio padre, che una volta mi vide e mi disse: “Sembravi un esaltato”. Ma il peggio per lui, pover’uomo, doveva venire). Poi un JollyColombani-Stefanel Trieste avrebbe fatto saltare il banco dei miei valori sportivi e si sarebbe aperto un altro, ben più sostenuto capitolo: ma questa è un'altra storia.


Caro vecchio Forlì Calcio, che in questi trent’anni hai mangiato un quintale di polvere per ogni grammo di gloria che ti è stato prudentemente somministrato (Forlì-Milan a Cesena). Lo dico a te e ai tuoi tifosi-panda, animali in via d’estinzione perlopiù  stagionati. Dopo tutto quello che hai passato in 3 decenni, questo anomalo posticipo del lunedì sera, che una volta tanto non è un Juve-Fiorentina, questa LegaPro - anzi questa C1 - proprio te la meriti tutta. Ci vediamo lunedì sera.

domenica 17 agosto 2014

Bonavita chiede al Forlì se ha votato o no Carlo Tavecchio



La lettera che l'ex allenatore del Forlì Franco Bonavita e Levine Giunchi hanno scritto al Carlino, pubblicata oggi, in merito all'elezione di Tavecchio e al ruolo di società come Cesena e Forlì. Tra le altre cose, Bonavita e Giunchi propongono di disertare gli stadi per protesta.

Evviva, finalmente siamo riusciti a trovare una categoria di persone in gradi di battere i politici: da qualunque parte si guardino, sono i presidenti delle nostre squadre di calcio. Abbiamo assistiti increduli, come tutti gli sportivi appassionati di calcio, all’elezione di Carlo Tavecchio come presidente federale.

Premettiamo: prima di un mese fa, se ci avessero chiesto chi era costui, non avremmo saputo rispondere, ma questo non sarebbe stato un problema, anzi il contrario, perché avrebbe significato che finalmente si dava spazio non ai ‘soliti noti’. Ma dopo la sua presentazione e le nefandezze che in una settimana o poco più ha pronunciato, non possiamo pensare che a rappresentarci – seppur formalmente, dal momento che da una decina d’anni non alleniamo più - sia il settantenne Carlo Tavecchio. Disertiamo gli stadi! Questo è ciò che devono fare le persone con un pizzico di orgoglio e di dignità, basta essere strumento in mano a pochi.

Perché il Cesena all’ultimo secondo ha fatto marcia indietro? Per quali interessi? Perché il Forlì non dice per chi ha votato? Che cosa rappresenta Tavecchio per queste società, dal momento che non bisogna essere dei fenomeni per capire che è inadatto per il ruolo che gli è stato assegnato. Il mondo intero prima dell’elezioni ci aveva mandato un messaggio affinché questo signore non fosse eletto; il 99,9% dei tifosi di qualunque squadra avrebbe voluto un cambiamento radicale nel mondo del calcio. Allora disertiamo gli stadi: non è un semplice invito, è un’esortazione. Perché questa è l’unica maniera per far capire a questi presidenti che non siamo delle pecore, senza cervello e senza dignità.

Post scriptum. Vorremmo sapere quanto tempo impiegherà il Forlì a far sapere ai tifosi per chi ha votato, perché… perché…


Franco Bonavita e Levine Giunchi

sabato 24 maggio 2014

Sozzi: la storia, Juan Sacchi e lo scandalo biglietti



Pubblico la lettera di Marco Sozzi, che oggi pomeriggio è in tribuna insieme ai tifosi per dare l'ultima spinta alla squadra. Posso aggiungere una cosa? Marco quanto ci manchi. 

Ciao a tutti finalmente ci siamo al primo grande bivio per entrare nella storia. Sinceramente non sono mai stato così teso, neanche quando ero in campo, forse proprio per questo la vivo ancora peggio, ma giovedì sono andato al campo per stare vicino ai ragazzi per cercare di trasmettergli anche solo per osmosi un po' di amore per la maglia un po' di cuore per questa gara elementi fondamentali in queste situazioni, con questo non voglio dire che in loro non ci siano ma sempre meglio averne in abbondanza. Li ho trovati carichi e allo stesso tempo sereni e convinti della loro forza e mi sono permesso di dirgli, come aveva scritto l'immenso Cap Kalle, di partire forte... ai 2.000, perché quello farà la differenza soprattutto perché il Morgagni risponderà alla grande in base anche al loro atteggiamento in campo. 

Ho anche parlato con Eva dicendogli di stare tranquillo perché siamo in buone mani, in quelle di J. Sacchi, il direttore di gara. Ho un ricordo di lui straordinario, nella gara della pole scudetto con il Teramo in serie D, mi fece un impressione straordinaria sia come arbitro ma soprattutto come uomo (vedere il gesto nella foto di Riccardo)! Uno aperto al dialogo, intelligente nel capire le situazioni, simpatico sempre pronto alla battuta ma soprattutto ti chiamava per nome, tanto che non dimenticherò mai quando mi disse, Marco diamoci una mano e sarà un trionfo! A fine gara ci salutammo e scherzammo come amici e lui mi disse: speriamo di vederci in altre categorie! E' il minimo per il suo valore. Ricorderete la farsa Salerno - Nocerina, lui era l'arbitro, e non sarà un caso che la Nocerina libererà un posto, forse il nostro. Oggi si dice che sia già in serie B! Oggi, anzi domani, lui tornerà a Forlì e anche se io non sarò in campo, ma in tribuna, sarò li, e questo non è un caso ma spero che sia destino e incroci di persone e società che insieme saliranno di categoria. Io ci credo!

Stamattina sono andato a fare il biglietto per domani, anche perché la tensione non mi permetterebbe di stare in coda ad aspettare, e purtroppo ho scoperto una cosa VERGOGNOSA. La Lega ha deciso di fare pagare anche i bambini, senza permettergli neanche di fare il ridotto, e immagino che domani ci saranno grossi problemi perché come è successo a me che porterò mio figlio succederà ad alti di rimanere spiazzato e deluso ancora una volta da quello che succede in Italia. Vogliamo cambiare gli stadi, riportare le famiglie allo stadio e permettono alla Lega di arricchirsi obbligando le società a queste buffonate, è una vergogna!

Detto questo a malincuore invito comunque tutti di investire 16 € per una domenica nella città, la nostra, quella che viene rappresentata oggi dai galletti, sperando che ci portino nella storia. 
Forza Forlì ti Amo!
Marco Sozzi

martedì 20 maggio 2014

Tutti allo stadio


La lettera della gradinata

In occasione della partita Forlì-Torres i ragazzi della gradinata invitano tutti i tifosi e appassionati a colori biancorossi a venire in massa in gradinata e a sostenere il Forlì calcio in questa importante partita che deciderà il futuro della squadra della nostra città, armati di sciarpe e bandiere e soprattutto tanta voce, e a partecipare tutti uniti e compatti per il bene del nostro Galletto. 
Alla squadra chiediamo un ultimo sforzo per raggiungere un unico obiettivo: la serie C va conquistata ad ogni costo per l'importanza della nostra città crediamoci insieme, nel nome di Forlì combattiamo. 
Vecchia Guardia

lunedì 10 febbraio 2014

La C1, tutti insieme



Lo so che non c'entra niente, o forse no, ma pochi minuti fa mi sono perso su internet, capita, e sono arrivato chissà come fino a questa lettera. Non so quando Maverick77, chissà chi è, la scrisse. Neppure dove. Non c'è la data, forse il 2008, e neppure l'intestazione. Ma come al solito quando leggo qualcosa che hanno scritto i tifosi o gli ex compagni a proposito di Kalle mi vengono i brividoni. Rimpiango di aver seguito solo di sghembo quegli anni, quando era il capitano e io con leggerezza ne seguivo giusto le scivolate domenicali. In ogni caso, magari questa lettera non avrà niente a che fare con quello che sta vivendo adesso il Forlì, e allora passate oltre e cercate l'ultima news su Tuttolegapro. A me però piacerebbe vedere domenica gli occhi di Kalle, e dei giganti che in questi novant'anni hanno vestito il biancorosso, in tutti gli undici giocatori del Forlì. Per la C1. Che era un sogno da tarda serata al Barajà solo pochi anni fa e adesso è lì, a due punti, tre mesi e il Rimini di mezzo.


Oggi è stata l'ultima partita del nostro inimitabile capitano:
cosa altro si può dire se non un immenso grazie.
Grazie Alberto di essere stato un esempio per tutti, anche per i tifosi, di non avere mai mollato in nessuna circostanza, neppure in quelle più negative, grazie per la fedeltà a quella maglia, qualità ormai fuori moda, ma non per le persone vere che ancora oggi esistono ed è motivo di orgoglio sapere che una di queste è un forlivese, e che forlivese!
Ricordo ai tempi della C2 quando ti salutavo dopo le partite interne la domenica sera al Barajà, insieme agli altri ragazzi scaricavate la tensione della gara: c'era entusiasmo perchè si poteva ancora realizzare qualcosa di grande, e nonostante il disagio per i problemi dirigenziali di allora sentivo nelle tue parole sempre il forte desiderio di andare oltre, la maglia e il Forlì prima di tutto, il resto viene dopo, si doveva provare ad andare in C1.
Ora il Barajà non c'è più, e il tempo si era portato via anche il Forlì, che grazie a Dio ci è stato restituito anche grazie a te.
Ma grazie soprattutto per quello sguardo, per quei due occhi pieni di grinta e di passione per una squadra, per una città, che brillavano intensi in campo durante le gare e verso le tribune dopo ogni vittoria, dopo ogni sfida vinta.
Ultima delle quali, due settimane orsono nello scontro diretto che ci ha regalato la promozione.
Chiudo riportando le ultime righe della lettera di commiato che Alberto ha scritto sul giornalino della partita odierna, che riassumono quello che è sempre stato il suo spirito, e credo anche il sentimento di ogni tifoso biancorosso:
"L'ultimo è il ringraziamento più romantico. Al Morgagni, al nostro stadio. Al mio stadio. Quante domeniche ci siamo tenuti compagnia, quelle di un'intera giovinezza. Grazie a te ed all'inconfondibile e dolcissimo profumo del tuo prato. Mi mancherai. Ciao."

martedì 21 gennaio 2014

Piove dalla Gradinata



Lettera dei ragazzi della Gradinata, che nel pomeriggio hanno affisso nel vialetto lo striscione che vedete sopra, poi rimosso.

Ora basta, la pazienza è finita! In una stagione importante come questa, decisiva e storica la società, la squadra, lo staff sono riusciti nell'impresa di sbagliare praticamente tutto. Sbagli che hanno portato a risultati imbarazzanti, ad acquisti sbagliati, a scelte tecniche discutibili e ad una disaffezione verso la squadra e i colori biancorossi.
Sì ci sono giocatori che si battono e si sbattano ma sono davvero pochi, in campo spesso sembra di vedere gente svogliata e che non suda per la maglia! La società ha fatto scelte sbagliate ed è immobile sui "pezzi da 90" sul mercato. C'è disordine a livello tattico e tecnico, c'è disorganizzazione a livello societario, tutto questo proprio quando non si doveva sbagliare nulla! Alcuni di noi pagano il biglietto, altri hanno pagato l'abbonamento e abbiamo tutto il diritto di criticare lo squallore e lo schifo che ci sta circondando!

Noi chiediamo ai giocatori di tirare fuori i coglioni e l'orgoglio, di sudare per i colori biancorossi, vogliamo cattiveria in campo!

Alla società chiediamo chiarezza, decisione, PROFESSIONISMO parola volutamente scritta in maiuscolo perchè per troppi aspetti la società è rimasta dilettantistica.

I pochi rimasti con la passione per il galletto contesteranno squadra e società finchè non vedranno impegno, passione, sudore e chiarezza da parte di tutte le figure sportive e societarie. Esortiamo giocatori e società a prendersi le proprie responsabilità di questa situazione.

FUORI LE PALLE TUTTI!!!

La gradinata

martedì 14 gennaio 2014

Lettera dalla Gradinata



Tutti allo stadio. in occasione della partita Forlì-Torres i ragazzi della Gradinata invitano allo stadio Morgagni tutti i tifosi e appassionati dei colori biancorossi a stringersi attorno alla squadra e sostenerla in questo momento difficile del campionato per cercare di raggiungere un obiettivo storico, la C unica che per la squadra della nostra città è fondamentale raggiungere. 

Insieme si vince, forza ragazzi crediamoci. 

Tolte le parole di bocca.

domenica 1 dicembre 2013

Cuore e Cazzimma



Cari ragazzi, ex compagni e tifosi, sto andando a mangiare con la squadra prima del derby Dovadola-San Leonardo, e continuo a pensare all'altro derby, il mio, il nostro, quello con il Rimini, che dire non ci sono e servono parole ma solo fatti!! 
Volevo dare a tutti un in bocca al lupo consigliando la formazione al mister Rossi, eccola! 
1 Concentrazione, 2 corsa, 3 esperienza, 4 carogna, 5 vivacità, 6 brio, 7 cazzimma, 8 cuore, 9 estrosità, 10 ignoranza, 11 personalità!!!! 

A disposizione cuore amore fede ed ignoranza pura!! 
Come on boys!!! 
Regalatemi questa vittoria !! 
Il vostro ex Cap
Marco 

(nella foto il salvataggio sulla linea di Sozzi negli ultimi minuti di Rimini-Forlì 0-0, stagione scorsa)

giovedì 14 novembre 2013

"Ci sentivamo invincibili"



Ricevo da Attila una lettera vergata in corsivo elegante di risposta a quello che Marco Sozzi scrisse nei commenti del post Esonerato

Ciao Marco,
anche se non amo molto scrivere, eccomi qua a rispondere alla tua lettera e lo faccio alla mia maniera, con sincerità e rispetto, quello che merita uno uomo prima che un calciatore, già perché per me prima che i calciatori esistono gli uomini ed è da uomini che ho sempre instaurato i rapporti all’interno di uno spogliatoio con tanti ragazzi con i quali ho avuto la fortuna di rapportarmi e lavorare. E’ vero, quanto è vero, che il nostro rapporto è sempre stato all’insegna della sincerità e del rispetto e, quando un rapporto è così non è mai “troppo”, è sempre un di più, un accrescimento per tutti.
Avevamo parlato alla fine dello scorso anno, lo ricordo bene, ma come avrei potuto dire “basta” al Forlì, a questi colori, alla città, ai suoi tifosi. Lo sai io non calcolo, mai, nelle cose che faccio ci metto passione, il cuore, il sentimento e a volte proprio il sentimento offusca la ragione. Io sono così e ne vado fiero e non ho rimpianti. Forlì è la mia famiglia, ho rapporti stupendi con molte persone e per quanto mi riguarda questi rimarranno, per sempre.
Sono anche per me giorni tristi, ma poi ripenso a tutto quello che abbiamo fatto assieme e la tristezza di colpo svanisce lasciando il passo ad una cavalcata straordinaria, che ha riportato il Forlì nelle categorie che merita e questo nessuno lo potrà cancellare. Ed è stato un sogno che anche tu hai coronato, quello di giocare nei professionisti con la maglia della tua città, spero in questo di averti aiutato. Sei andato oltre i tuoi limiti mettendo sempre il cuore oltre l’ostacolo, già il cuore, quello che tu hai messo nell’instaurare rapporti con i tuoi compagni. Siamo stati, negli ultimi anni, un gruppo straordinario, veramente, ci sentivamo invincibili ed è con questa convinzione che abbiamo ottenuto risultati fantastici, con il cuore, quindi come avrei potuto rinnegarlo al momento di scegliere se restare.
Ho avuto la fortuna di aver lavorato con ragazzi straordinari, con Kalle, come tu menzioni, il primo anno quando fra mille difficoltà riuscimmo a tenere il gruppo unito ottenendo quel secondo posto che permise al Forlì di essere ripescato in C2, come dimenticare. Kalle è un esempio per tutti noi, di passione, di sacrificio, di amore e dedizione a questi colori, a questa città, a questa maglia.
Ora si ricomincia con lo stesso entusiasmo di sempre, “non c’è notte tanto lunga che impedisca al sole di sorgere”. Ti auguro di ottenere tutte le gioie, sia in campo professionale che nella vita, e le soddisfazioni che meriti. Un abbraccio forte a te e alla tua splendida famiglia.

Con stima e affetto, Attilio. 

mercoledì 2 ottobre 2013

Senza Spada



Paolo Spada ha lasciato il Forlì, i motivi dell'addio sono economici per cui non entro nel merito. Gli ho chiesto due parole per i tifosi che in questi anni gli hanno affettuosamente urlato di tutto dalla tribuna e lui, ironico e canzonatore come sempre, ha scritto questo.

Che dire ai tifosi dopo tanti "cordiali " insulti  ricevuti? E' un piacere esser uno di voi, uno di quelli che in campo sono il dodicesimo ed a volte il tredicesimo uomo, a voi che ci sarete una preghiera, sostenete sempre questi nostri bravi ragazzi.
Ed infine fatemi togliere un sassolino dalla scarpa, e perdonatemi questo allontanamento. Cosa avreste fatto voi, non avendo mai giocato un minuto, dopo cinque stagioni sportive, e diversi allenatori, ininterrottamente sempre presente in panchina?
Paolo Spada

martedì 11 giugno 2013

Ciao Cap



166 presenze, 35 gol, due presidenti, tre allenatori, tre campionati vinti, due quarti e un (l'ultimo) decimo posto. Marco Sozzi lascia il Forlì. L'ha annunciato lunedì a Cangini e Bardi, andrà probabilmente a divertirsi con i vecchi amici del Real Dovadola promosso quest'anno in Prima Categoria. Al Forlì resta un vuoto ingombrante: dopo Kalle e Marco, il prossimo capitano avrà un certo peso sulle spalle.  

La sua lettera, per voi. 

Difficile trovare parole per definire le emozioni che abbiamo condiviso in questi anni, difficile pensare ad una domenica lontano da quel prato, difficile non indossare mai più quella maglia, difficile non poter più alzare gli occhi all'uscita del tunnel per ammirare gli spalti, difficile non portar più quella fascia al braccio, difficile non far più il vialetto ogni giorno, difficile stare senza di te, che mi hai dato la forza per lottare ogni giorno, la gioia immensa da trasmettere agli altri, la passione sfrenata da vero tifoso, la grinta da derby per qualsiasi gara, l'identità da forlivese DOC, la voglia di conquistare il mondo, l'orgoglio di essere un galletto, la fortuna di vincere tanto, e realizzare un sogno tanto sperato.
Grazie Forlì.
Grazie tifosi, specialmente Claudio e biso.
Grazie dirigenti, grazie presidenti Linari e Conficconi.
Grazie compagni di oggi e di ieri.
Grazie Bardi, grazie staff tecnico, grazie magazzinieri, massaggiatori, grazie Boattini, grazie Spada, poco acclamati ma da me tanto amati, grazie agli amici Luciano e Patrick poco visibili  ma molto disponibili, grazie Kalle, grazie anche a te Pardo, ai miei capi Arfelli, Biserni e Saltarelli che mi hanno permesso di lavorare comunque.
E infine concedetemelo grazie grazie grazie alla mia famiglia...
a mia mamma, a mio fratello e al mio babbo, il mio primo tifoso, scusami ma devo!
A Sara e mio figlio Alessandro, vi amo siete la mia forza senza di voi tutto questo non era possibile!


"Siamo ai saluti ma, voglio chiarirlo subito, il mio non è un addio. Il mio legame con questa maglia e questa citta' sarà custodito dal tempo"


Il vostro capitano Marco Sozzi

giovedì 25 aprile 2013

Parola di Marco



Il capitano del Forlì Marco Sozzi scrive al blog. Ecco il suo messaggio, al solito gonfio di passione.


Stasera cercavo qualche foto nel blog, e ho voluto leggere qualche commento nei vari post, e molto amaramente ho trovato diverse affermazioni e pensieri veramente tristi e cattivi, tra cui questa frase che mi ferisce particolarmente : "Non capisco questo menefreghismo da parte del mister e della squadra".

Da Capitano, ho sempre cercato di metterci la faccia in primis, di combattere e lottare cercando di trainare i compagni sempre verso l'obiettivo e la vittoria, con rispetto dei ruoli e dei tifosi, cercando un rapporto di reciproca stima e passione, con tutti i miei limiti e difetti che a volte l'avversario ha evidenziato, ma spesso la mia passione e attaccamento alla maglia hanno sopperito, con quella voglia ed entusiasmo per questa maglia che nessuno può negare.
Non sta a me giudicare, ma questo non lo posso accettare, menefreghismo per il Forlì non lo posso ascoltare. Qualsiasi risultato avvenga l'impegno non verrà mai a meno.
Scusate.
Cap

martedì 19 marzo 2013

Lettera dalla Gradinata



Ricevo e pubblico. Personalmente sto facendo di tutto per organizzare 54 cose ed esserci.

Domenica si gioca a Santarcangelo, vicino, vicinissimo per chi si è fatto la trasferta a Milazzo ma è come tutte le altre, con le solite incognite di chi ha scelto di non tesserarsi e di non sottomettersi a queste leggi che vorrebbero noi veri appassionati di questo sport e con una vera fede nel cuore a casa seduti sul divano con l'abbonamento a Sky o Premium per vedere il "grande" calcio fatto di milioni e di giornate a spezzatino per garantire partite ogni giorno. Sentendo in questi giorni gente non ultras e non legata con noi della gradinata che vuole venire in trasferta ma non ha la tessera e ha già deciso di arrendersi. Non arrendiamoci ora, essere in tanti senza tessera a Santarcangelo sarà sicuramente un modo per far capire che certa gente non scende a certi compromessi e disposizioni anticostituzionali e che questa gente vuole esserci lo stesso! Voi che con noi della gradinata non avete nulla a che fare fate come noi, fregatevene e venite in trasferta domenica senza tessera! Ci sono più probabilità di entrare, tentate di fare il biglietto lo stesso (noi in questo modo senza tessera siamo entrati a Monza e a Mantova).
Stiamo tutti vicini alla squadra!
Per il sogno playoff!
La Gradinata