giovedì 9 gennaio 2014
Torelli verso il Romagna Centro
E' questione di ore poi Francesco Torelli sarà ufficialmente un giocatore del Romagna Centro, in D. Il centrocampista classe 1994 torna dunque nella categoria che l'anno scorso lo lanciò (era al Mezzolara) dopo una prima parte di stagione nella quale non è riuscito a convincere né Bardi né Rossi. Eppure le qualità si vedevano: forza, inserimenti, un gran tiro. Ma il calcio è strano.
Intanto Forte è ancora a Forlì: prima di lasciargli il pass per Foggia la società biancorossa vuole mettere sotto contratto un altro centrocampista, in modo da non scoprire troppo il reparto.
Ma non chiedetemi il nome.
mercoledì 8 gennaio 2014
Forte il Foggia, ma noi stiamo Sereni
Torna a casa Daniele Forte: giocherà nella squadra per cui tifava da bambino, il Foggia, terzo nel girone B della Seconda Divisione. Peccato perché le qualità, dicono, c'erano tutte. A Forlì non ha trovato la squadra giusta, il ruolo e infine la fiducia.
Ma è bollente soprattutto il mercato in entrata. Persi Pestrin e Perini, la dirigenza biancorossa con Pedroni in prima linea sta trattando l'esterno sinistro del Rimini Samuele Sereni, toscano classe 1988 e capello viking. Buttate la calcolatrice, l'età media ai 24 e mezzo diventerà presto un brutto ricordo.
lunedì 6 gennaio 2014
A che punto siamo
- La difesa regge. Ho rivisto il Fantini che ricordavo, Vesi ha commesso solo un errore, Barbagli è una garanzia, presto tornerà Arrigoni.
- Male Boron e Senese ma soprattutto Boron. Senese almeno è più disciplinato, ha uno standard lineare, non commette grossi errori.
- Ferrini mediano è sprecato. Si vede chiaramente che è un giocatore fatto, ha forza e corsa, sarà molto utile a questa squadra. Un ottimo acquisto secondo me. Ma non ha piede per inventare, in quella posizione si limita al fraseggio corto ed è un doppione di Bergamaschi, ancora una volta positivo.
- Il tridente così non funziona. Docente è bravissimo a 'pulire' i palloni sporchi ma non crea occasioni se c'è qualcun altro, Bernacci, che lo serve per l'uno contro uno o il tiro da fuori. Melandri lontano dalla porta è sprecato. Bernacci è esattamente quello che ci aspettavamo: un fuoriclasse che però non risolve la partita e viene molto 'incontro', ha bisogno di qualcuno che si inserisca sfruttando la sua eccezionale capacità di sponda.
- Il 3-4-3 visto col Santarcangelo è la brutta copia di quello che faceva il Forlì di Bardi. Meglio tornare ad avere qualche sicurezza in più, con Tonelli ed Eva che potranno sfruttare le qualità di Bernacci.
- Uno fra Docente, Bernacci e Mela dovrà fare qualche panchina in più del previsto, almeno dall'inizio. Scegliere non sarà facile, dovrà essere bravo Rossi a far accettare le decisioni a chi resterà fuori. La reazione di Bernacci dopo il cambio non è incoraggiante, ma è anche vero che sostituirlo per mettere Fantini centravanti cinque minuti dopo non si spiega.
- Il mercato non è finito, qualcun altro arriverà.
domenica 5 gennaio 2014
Infernale Papa
Ma non è stato un problema di arbitro, seppure molto scarso. Così non basta. E l'ottavo posto è tornato a 4 punti.
sabato 4 gennaio 2014
Felice 2014
Prima della partita verrà in campo Marco Sozzi a ricevere il Pallone d'Oro 2013. Glielo consegneranno i giornalisti sportivi forlivesi che l'hanno eletto miglior calciatore biancorosso dell'anno solare. In tribuna ci saranno i suoi compagni del Real Dovadola ospitati nell'occasione dal Forlì, che ringrazio. Fategli un applauso che lo merita.
venerdì 3 gennaio 2014
Assalto a Perini
E' Marco Perini il centrocampista centrale su cui il Forlì ha puntato forte. La speranza di mister Rossi era di averlo a disposizione già domenica contro il Santarcangelo (squalificati Eva, Gerolino e Nappello, in dubbio Jidayi), ma le titubanze del ragazzo, che vorrebbe un pluriennale e aspetta l'Alessandria, stanno mandando a monte l'affare. Anche perché Perini è in diffida e un'altra ammonizione magari all'esordio 'costerebbe' al Forlì già due partite senza di lui rispetto ai programmi. Cangini ha altre carte in mano dunque un mediano entro il 31 arriverà, ma a questo punto, a meno di colpi di coda in serata, Rossi nel derby dovrà fare di necessità virtù.
Oggi conf stampa di Ferrini: è tornato volentieri anche se un po' di amarezza era evidente - e l'ha pure ammessa - visto che ad Alessandria portava la fascia. Perché l'hanno mollato, chiederete voi. Credo che fosse molto legato a Notaristefano, e a quel che ne so lo spogliatoio dei grigi tende alla burrasca. Chissà cos'è successo. In ogni caso un'ottima operazione di mercato orchestrata da Bergossi. No, non Piero. Alberto.
giovedì 2 gennaio 2014
C'è Kalle per te - Arriva Ferrini
Esimio direttore,
intanto buon anno. L'augurio migliore è che la Pazza continui nel 2014 a inanellare trionfi come nell'anno appena trascorso: l'arrivo di Matri potrebbe essere un grande colpo, per certi versi mi ricorda un altro grande '9' nerazzurro, Sukur.
Comunque siamo tutti concentrati sul campionato di Seconda Divisione, che vede il Forlì attivissimo sul mercato (comincia ufficialmente domani). Il primo nuovo giocatore a sbarcare al Morgagni dovrebbe essere Francesco Ferrini, esterno di sinistra e capitano dell'Alessandria, mica pizza e fichi, con il quale tu hai giocato nel penultimo anno della tragicomica era Oliveti. Fu una bellissima stagione, che iniziò con le sei vittorie consecutive e finì nello spareggio playoff contro il Ravenna. A Forlì finì 1-1, al 'Benelli' la partita fu equilibrata ma decisa dallo scatenato Moscelli e anche da Adani, che nei minuti iniziali commise un errore a dir poco sciagurato. In tanti quel giorno ci chiedemmo perché Cotroneo l'avesse preferito proprio a Ferrini, il cui rendimento in quella stagione era stato interessante nonostante la giovanissima età. Ci racconti quel che successe? E poi dicci due cose sul calciatore e sull'uomo prossimo a rafforzare la rosa di Rossi.
Con sincero affetto e zebrata gratitudine,
un abbraccio.
Ciao ragazzi,
posso spendere solamente belle parole nei confronti di Francesco, l'ho lasciato appena ventenne e mi fa enormemente piacere ritrovarlo dopo 7/8 anni da giocatore maturo con alle spalle una carriera spesa nei professionisti. Già allora si vedevano le qualità del ragazzo che si ritagliò un bel minutaggio in squadra piena di giocatori importanti, tra i quali Simone Adani. Mi chiedi della semifinale playoff contro il ravenna (minuscolo), mah.. non so il motivo per il quale l'allenatore scelse l'uno piuttosto che l'altro.Senza dubbio Francesco era in grande ascesa, fece un girone di ritorno ad alti livelli, la concorrenza era elevata e scelsero l'esperienza all'esuberanza. Preciso che, a mio giudizio, Adani era un signor giocatore che in carriera ha raccolto meno di quanto le sue doti gli avrebbero permesso.Non era facile per ragazzi giovani trovare posto fisso in un gruppo come quello. Poi ci fu l'errore è vero ma quello può capitare a tutti, purtroppo capitò nella giornata sbagliata.
Francesco era uno dei giovani con i quali avevo legato di più insieme a Giaccherini. Ragazzo serio,genuino, ambizioso ma corretto, sicuro delle sue qualità.Personalità da vendere dal piede sinistro raffinato. Esuberante nel proporsi e nel cercare la giocata.
Mi aspetto di rivedere le virtù che gli accredito anche se, dopo anni, avrà modificato caratteristiche tecniche e caratteriali.
A questo punto sono curioso di vedere la posizione che il mister gli ritaglierà in campo.
Se non ricordo male può essere in grado di giocare anche come interno di centrocampo oltre che da esterno.
Bell'acquisto e ben tornato!
Mi unisco al tuo affetto, molto meno alle tua gratitudine.
Quando ti stancherai di parlare sempre di giù-ventus troverai la lucidità necessaria nel capire che i colpevoli delle domeniche passate a rimini, frosinone o crotone li avevate in casa.
Per ciò che concerne Matri, chiedere please (sempre in casa vostra) chi lo ha pagato 18 milioni di euro....
Che il 2014 sportivo INNALZI AL CIELO SOLO UNA BANDIERA.
BIANCOROSSA.
kalle
mercoledì 1 gennaio 2014
Saluta il Sampa
Manca l'ufficialità ma Massimiliano Sampaolesi, a quel che ne so, potrebbe allenarsi già domani ad Alessandria. Troverà Mirco Spighi, l'esterno che sostituì bene al Forlì soprattutto il primo anno di D. Al posto di Sampa la società piemontese credo girerà al Forlì un altro esterno, che dovrebbe essere mancino e scommetterei su Francesco Ferrini. Sì, proprio lui, cui Cotroneo nel 2005 preferì al 'Benelli' lo sciagurato Adani e poi sappiamo come finì. La storia in biancorosso di Ferrini non era finita ed è giusto che il filo sia riannodato.
Chissà, magari si allena già domani al 'Federale' e domenica lo vediamo in campo.
Sozzi ha vinto il Pallone d'Oro
Il Pallone d'Oro 2013, seconda edizione, è stato vinto da Marco Sozzi che ha ottenuto 20 voti dagli undici giurati ognuno dei quali aveva a disposizione sei punti da dividere tra primo (3), secondo (2) e terzo posto (1). Al secondo posto e vicinissimo a Sozzi si è classificato Tonelli (18), terzo Melandri (13), poi Evangelisti (5), Orlando, Boron, Arrigoni e Mordini (2), Martini e Ingegneri (1).
Sozzi è nato nel 1978 e gioca nel Real Dovadola, dopo aver vestito la maglia del Forlì per sei stagioni cinque delle quali con la fascia di capitano al braccio. Ha ricevuto la fascia da Kalle, con cui ha giocato in Promozione, e che gli ha trasmesso quella passione viscerale per la maglia a strisce biancorosse. E' stato un centrocampista moderno, dinamico e caratteriale. Fatte le ovvie proporzioni un Vidal con sei-sette anni di più, capace come il cileno di giocare in quasi tutti i dieci ruoli di movimento perché dotato di una 'lettura' superiore alla media. Sozzi ha lasciato il Forlì la scorsa estate, dopo qualche mese molto difficile e non solo per i playoff sfumati. In primavera aveva avuto un diverbio piuttosto violento con Ginestra e i dirigenti che sapevano dell'accaduto non l'avevano difeso. In quel momento si è rotto qualcosa nel meccanismo che per sei anni aveva tenuto incollati Forlì e Sozzi. Inoltre aveva capito da mesi che in viale Roma avrebbero fatto volentieri a meno di lui per il secondo anno di C2. Per questo ha levato dall'impasse il disse Cangini comunicandogli lui stesso l'intenzione di smettere col calcio professionistico. Ma del pallone e dello spogliatoio non può ancora fare a meno: a Dovadola è stato accolto come Maradona e insieme al romeno Sandu sta trascinando i gialloblù in Prima Categoria, dove sono attualmente al comando della classifica.
Marco tifa Fiorentina e lavora alle assicurazioni Generali in viale Matteotti. Ha una famiglia invidiabile, in una casa di campagna a Vecchiazzano con le galline, i filari di uva e un giardino molto romagnolo. Sara, la sua compagna, lavora a Romagna Acque. Alessandro, il loro bimbo di quattro anni, ha perso la testa per il calcio il giorno del Sozzi Day, sul prato del Morgagni. Da quella volta non passa giorno senza che parli di pallone, conosce metà dell'album Panini e si guarda i gol la domenica pomeriggio. Un giorno, chissà, parleremo anche di lui.
La storia di Sozzi col Forlì è stata intensa e trionfale: ha vinto tre campionati riportando la squadra al calcio professionistico, che era poi l'obiettivo iniziale. Nel Forlì aveva già giocato da giovanissimo, una partita nella quale si trovò avversario Materazzi. Poi però la sua carriera rischiò di arenarsi, scese parecchie categorie e fu Massimo Capanni a convincerlo che un futuro diverso, da calciatore vero, era ancora possibile. Aveva ragione. Sarà premiato dai giornalisti forlivesi che l'hanno votato prima di Forlì-Santarcangelo, domenica. Se il Forlì ce ne darà l'occasione la premiazione si svolgerà in campo.
martedì 31 dicembre 2013
Il pagellone del 2013
Ebbene sì, anche quest'anno è arrivato. Eccolo qua.
Tonti 6: è padre solo adottivo dei 27 gol subiti dal Forlì nel girone di
andata. Tra tutti i giovani portieri battezzati in questi anni è il più pronto
nel fisico e nella testa.
Casadei ng: una sola, con la Spal ,
senza smagliature.
Vesi 6: l’infortunio di Arrigoni lo catapulta titolare dalla seconda
giornata. Ma è un ruolo che soffre per cui sbanda spesso, in una difesa che fa tutto
il possibile per complicare la vita ad un giovane in cerca di occupazione
stabile.
Arrigoni ng: il migliore in coppa, ottimo nelle prime tre. Poi il crac al
ginocchio: sta tornando.
Fantini 5: ‘E’ pronto per la serie B’, diceva il diesse del Forlì. Nel girone di
andata il Cammellu ne combina una per ogni colore dell’arcobaleno, mancando
pure quelle zuccate offensive che l’avevano reso, un paio d’anni fa, uomo
pregiato del mercato difensivo.
Gerolino 5: l’ex Bellaria comincia alla grande, solido come un bucaniere nel mare
in tempesta. Con l’avvicinarsi dell’inverno tuttavia resta solo il buco, anzi i
buchi collezionati nella stiva insieme ai lanci squinternati e al rischio di un
girone di ritorno su altre isole.
Barbagli 6: un paio di stagioni fa arrivò a stagione in corsa Giorgi, mica
Beckenbauer, e improvvisamente la difesa del Forlì divenne ermetica. Stavolta è
toccato all’ex Alessandria, esteticamente sgradevole ma ancor più essenziale di
Mengoni, raddrizzare la baracca.
Fonte ng: dimenticato in panchina, annega corpo e anima nell’oblio scordandosi
addirittura di festeggiare il suo primo e unico gol con la maglia del Forlì, in
quel di Bra.
Jidayi 6: tra infortuni e squalifiche ha finito per giocare meno del
necessario. Ottimo difensore, insufficiente centrocampista. Utile alla causa?
Sì.
Boron 5: il 27 luglio incanta il Morgagni mettendo a soqquadro la difesa del
Cesena. Anche Gresko, restando ai terzini, esordì con una splendida prova
durante un Inter-Roma, durante la quale fornì pure un bell’assist a Recoba. E
poi è finita come è finita.
Sampaolesi 5: sta diventando come uno di quegli studenti
fuori sede che cominciano l’università con un 30 e poi vanno calando, esame
dopo esame, fino a quando la famiglia non decide che è ora di cominciare a
lavorare.
Bergamaschi 6: l’esonero di Bardi, che lo considerava il
vice del sostituto al secondo del titolare, gli offre la chance di provarci
davvero e lì davanti alla difesa non demerita, anzi, rendendo oltretutto fior
di quattrini al Forlì per ogni minuto di tackle, e passaggi semmai un po’
troppo scolastici.
Evangelisti 5: il fantagol al Rimini non basta a
raddrizzare un girone di andata da comprimario, non certo da numero dieci e
capitano. Timido nella prima decina di giornate, utilizzato male da Rossi che
chiede ai difensori di lanciare lungo tralasciando la costruzione della
manovra.
Tonelli 8: chi se lo aspettava a questi livelli, a parte il suo procuratore
Bergossi, alzi la mano. Sei gol, sinistro felpato, dedizione alla causa e
rispetto. Un gioiello di centrocampista che per lunghi tratti del girone ha
tenuto acceso il motore ad una squadra ingolfata.
Forte 5: dovesse partire nessuno lo rimpiangerebbe, ma il rischio è di non
aver mai visto il centrocampista che aveva fatto innamorare i dirigenti di
mezza Lega Pro. Fuori ruolo nel 3-4-3 di Bardi, infortunato e poi depresso con
Rossi.
Senese 5: lascia intravede con parsimonia qualche qualità interessante. Si fa
espellere scioccamente col Cuneo, percorre la fascia con adolescenziale
leggerezza.
Torelli ng: giocava pochissimo con Bardi, non gioca con Rossi. Dicono sia forte.
Dicono.
Bernacci 5: voto di stima perché in campo si vede praticamente mai e nello
spogliatoio non fa, diciamo così, gruppo. Ma la storia del Forlì resta incollata
ai suoi piedi: se il 2014 non sarà l’anno dell’Airone allora la squadra avrà
poche chance di arrivare entro le prime otto posizioni.
Nappello 5: è difficile chiedere di più ad un attaccante che dopo cinque anni di
professionismo non ha ancora segnato un gol. Ci saranno piuttosto dei motivi. Dribblare
dribbla, la personalità c’è, ma quanto ad incisività siamo a livelli di
tarassaco.
Docente 7: due gol, duecento palloni messi a terra, lavorati e scaricati ai
compagni, duemila corse inseguendo lanci che in confronto quelli di Chiellini
sono pennellate. Senza il suo ingaggio (tardivo) a quest’ora il Forlì sarebbe a
livello Bellaria.
Melandri 6: come i gol, ancora pochini rispetto al potenziale inespresso. A 25
anni è arrivato il momento di dimostrare, con i numeri e non a speranze, che le
qualità valgono più della Seconda Divisione.
Petrascu 5: lascia il Forlì dopo tre anni e mezzo da superstar. In estate aveva
accettato un ruolo da comprimario che alla prova dei fatti gli è risultato
psicologicamente insostenibile. Ma a Imola, in D, è tornato a segnare come ai
tempi in cui, vestito come Dracula, metteva nella bara tutti i difensori.
Bardi 5: undici punti in dieci giornate senza Bernacci e Barbagli, sette senza
Arrigoni, cinque senza Docente e Melandri, con Tonelli e Nappello a mezzo
servizio. Ma anche la consueta testardaggine, quell’incapacità di adattarsi
alle situazioni che, come previsto, alla lunga gli è costata la panchina.
Rossi 6: finora si è limitato a costruire un muro davanti a Tonti, facile. Da
gennaio proverà a insegnare qualche concetto offensivo ma non dovesse riuscirci
pazienza: basterà arrivare ottavo per entrare nella storia del club. Occasioni
così capitano a pochi, e di rado.
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