martedì 16 dicembre 2014
Un grande arbitro
Pillitteri, ricordiamocelo per la prossima volta così facciamo stampare i numeri di maglia più grandi.
E no, la partita di Savona non si può ripetere purtroppo.
70° minuto
Credo che l'infografica sopra dia ragione a Kalle. Il Forlì è forte, molto forte. La squadra messa in campo nell'ultimo mese e mezzo da Rossi è stata inferiore solo all'Ascoli (e anche al Del Duca 3 gol su 4 post 70'), per il resto ha vinto oppure ha preso le imbarcate nel finale.
Ora la domanda da farsi è: perché? Questione fisica, mentale o che altro? Io onestamente non lo so, non ho elementi per indirizzare la questione. So che guardando le partite dal campo, a pochi passi dall'azione, vedo sempre moltissimo impegno dai giocatori.
lunedì 15 dicembre 2014
C'è Kalle per te - Quale delle tre?
Caro Kalle,
comincio questa lettera, l'ennesima, augurando all'Inter le massime fortune questa sera contro il temibile Chievo Verona. Però dimmi tu: chi lo marca Pellissier? Auguri. Ciò detto torno al punto che interessa noialtri cioè il Forlì. E chiedo a te, Altissimo di piede quasi quanto di zucca, quale sia la strada migliore delle tre possibili onde evitare la retrocessione e il conseguente derby con Bardi, il quale derby (sempre con Bardi) avrebbe conseguenze nefaste sull'equilibrio mentale di mezzo Morgagni:
1 - continuare dritti come fusi vigendo le attuali vertenze tattico-economico-caratteriali tra soci-allenatore, Docente-allenatore, diesse-dg, ds-allenatore, tifosi-allenatore. In questo caso, te lo ricordo, il Forlì si presenterebbe al delicatissimo mercato di gennaio privo di direttore sportivo, esattamente come un anno fa quando Cangini frequentava il vialetto giusto per hobby retribuito. Segnalo anche che la squadra biancorossa, anzi blu, ha la seconda peggior difesa del campionato, ha perso le ultime cinque trasferte, colleziona rossi (11 in 17 gare contando anche lo staff, 10 in 8 trasferte).
2 - scegliere il male minore tra quelli suddetti, che poi è la mia idea. Non potendo abbattere un centinaio di tifosi, non potendo per mere ragioni economiche fare a meno dei soci sedicenti allenatori, avendo Menegatti firmato solo pochi mesi fa un contratto pluriennale, ho supposto che la scelta meno dolorosa sarebbe il cambio repentino del mister Rossi, cui intitolare subitaneamente una statua equestre oppure il nuovo aeroporto.
3- rinforzare la rosa nel mercato di riparazione tanto da garantirsi sonni tranquilli. Almeno fino a giugno, perché poi ci sarebbero i conti da fare.
So che il tema è delicato e già una volta lo scorso anno, per colpa mia e del Carlino, sei finito incolpevolmente nel pentolone. Non finirò mai di scusarmi. Ma la tua opinione, eccezion fatta per gli uffici di viale Roma, vale più di un quintale. Grazie come sempre e forza Internazionale, il sesto posto è lì a un passo.
Ciao ,
io credo che la scelta migliore, anzi l'unica sia quella di sistemare, se possibile rinsaldare, la situazione societaria. Una squadra è veramente forte se alle spalle ha una società unita, vigile e puntuale.
Da qui non si scappa.
Non trovo particolarmente drammatico se, durante l'anno, nascono incomprensioni tra tecnico e qualche giocatore... capita dappertutto e credo sia anche naturale... la differenza la fa la GESTIONE.
Non trovo grandi novità nemmeno quando ti riferisci a preferenze "tecniche" di qualche socio, succede ad ogni latitudine. Dipende da come la si GESTISCE.
Questo è il vero nodo. Da fuori, magari mi sbaglio, ho l'impressione che ci sia una tendenza contagiosa più a pararsi il proprio posteriore che nel preoccuparsi di mettere giocatori ed allenatore nelle condizioni migliori per esprimersi.
Da tifoso a me può anche star bene che qualche socio o dipendente la pensi diversamente da Rossi piuttosto che da Menegatti, inizia a stringermisi il nodo in gola quando vedo che, pur di difendere le proprie posizioni, non si fa più il bene dell'insieme.
Quando si gestiscono delle realtà sportive rappresentative (ma anche no) si ha il DOVERE di salvaguardare 4 patrimoni: la solidità economico/finanziaria, i tifosi, la squadra che traina tutto il movimento ed il futuro (settore giovanile). Nient'altro. Le scelte si fanno su questo. Se Menegatti (per dirne uno ma potrebbe essere anche il Dg) non ci sta, si cambierà. Senza paura.
Quello che conta è SOLO il Forlì.
A cascata credo di avere già risposto su come la penso. Il Forlì ha già una rosa adeguata per raggiungere l'obbiettivo. Non dimentichiamoci che recupereremo il capitano e Hamlili. A mio avviso non c'è necessità di fare grande mercato, magari qualche scambio nel caso il rapporto tra qualche giocatore ed allenatore (o tra giocatori) risulti così deteriorato da danneggiare l'interesse comune.
Per quanto riguarda il punto 2 del tuo intervento. Mi permetto di risponderti ponendoti a mia volta un quesito.
Si esonera Rossi per far posto ad un altro mister, immagino scelto dal direttore sportivo a questo punto... bene. A tuo, vostro avviso questo personaggio godrà della stima e del sostegno di quella parte di società e funzionari che ora sono contro Menegatti?
Questione cartellini e nervosismo... i numeri sono numeri e difficilmente sono contestabili. Ma possono essere contestualizzati e per interpretarli nel modo corretto dovrei essere più informato.
Io comunque credo che tutti i pesci puzzino dalla testa. Quando c'è casino su c'è poca tranquillità anche giù. Se ci diamo (si danno) tutti una calmata e pensiamo che il Forlì quest'anno deve solamente salvarsi e cerchiamo di recuperare un minimo di quell'entusiasmo che una categoria finalmente consona ci dovrebbe consentire di avere, faremo un grande regalo di Natale ai nostri giocatori e alla nostra cara Maglietta.
Infine, sistemata la situazione, si potrà anche contestare il discorso tecnico, ma prima no, almeno io non me la sento, non lo trovo giusto.
Sapete cosa eventualmente sta mancando? Chi vuole veramente bene al Forlì. A prescindere, anche da se stessi.
Forza Forlì
Kalle
Menegatti in Rai, Pedroni e Fabbri a Firenze
Ieri sera il diesse esautorato del Forlì era ospite alla trasmissione "Microfono alla Lega Pro" su Rai Radiouno (grazie a Matteo x l'audio). Ha parlato anche della sconfitta di Savona, dando la colpa soprattutto agli episodi.
Oggi invece il diggì Pedroni e il pres Fabbri sono a Firenze all'assemblea della Lega Pro nella quale si parlerà della riduzione dei contributi (oltre 20 milioni in meno) prevista dal Coni nei confronti della Federazione. A questo proposito - ma non ditelo a Giampaolo, a lui queste cose non interessano - la scorsa settimana al ristorante 'Le Querce' si sono incontrati i presidenti di Forlì, Spal, Reggiana, Santarcangelo e San Marino. Obiettivo fare fronte comune (e magari un po' di mercato?).
domenica 14 dicembre 2014
La situazione è brutta, brutta
Non c'è niente di nuovo nella pesantissima sconfitta del Forlì, la quinta consecutiva in trasferta e l'ottava in 17 partite, ed è proprio il ripetersi di circostanze solitamente eccezionali che rende grave la situazione: solito bel primo tempo, solita ripresa di sofferenza, soliti due gol nel finale, solite espulsioni (fanno 9), solite furibonde recriminazioni contro il solito arbitro incapace. Questo è stato lo scontro salvezza di Savona, in attesa di veder completata una classifica ancora monca ma sicuramente brutta, brutta.
Ora sta a noi, e alla società, al gruppo, a tutti insomma gestire la cosa in uno dei due modi possibili. Il primo è quello che utilizzano in Italia le società per deviare l'attenzione dai propri errori sugli arbitri: millantare l'esistenza di un 'sistema' che perdura nel penalizzare una squadra altrimenti in gambissima. Io non ci ho mai creduto, nemmeno ai tempi di Moggi sul quale e col quale ho scritto una tesi di laurea, figuratevi in Lega Pro. Per dire, sabato scorso il rigore di Catacchini non c'era ma il terzino ha commesso una sciocchezza ancor più madornale dell'arbitro regalando quel pallone. Il secondo è assumersi ognuno le proprie responsabilità e provare a risolvere i problemi. Comincio io: posso aver acceso qui sul blog micce che magari era meglio se fossero rimaste spente (Docente).
Però Docente non è il problema del Forlì, siamo seri. Il problema del Forlì è che la società non è unita e non è unita per via dell'allenatore. E l'allenatore non è Guardiola. Ergo, l'allenatore a meno che non stia facendo miracoli si cambia. Si ringrazia enormemente per la salvezza dello scorso anno, si abbraccia, gli si fa una statua equestre all'ingresso degli uffici al primo piano e poi si cambia, come avrebbe fatto l'estate scorsa il 90% delle società italiane consapevoli dei meccanismi che si innescano nel calcio. Altrimenti, parere mio e spero di sbagliare, la pentola continuerà inevitabilmente a bollire. Ogni settimana di più.
(e poi scusate la domanda cattivella e un po' retorica ma se resta Rossi che non parla più con Menegatti, il mercato di gennaio chi lo fa?)
Cominciamo benissimo
Fantastico gol di Castellani subito, bene anche Forte davanti. Nei primi venti minuti meglio il Forlì di un Savona fischiato anche dai propri tifosi. Non gioca Jidayi ma Turi, il resto è quello. A fine primo tempo devo andare al Mega a seguire la performance di Marco Carta, se avete un briciolo di umanità venite a prendere un caffè. Altrimenti guardatevi pure il Forlì su Sportube tv, ma almeno raccontate come va qui sul blog.
sabato 13 dicembre 2014
Burrasca Docente
Allontanato dal campo di allenamento. Multato nei prossimi giorni. Emilio Docente ne ha combinata un'altra, e stavolta rischia davvero di essere l'ultima in maglia biancorossa. Sul finire dell'allenamento di venerdì, durante la partitella, l'attaccante ha risposto a modo suo a mister Rossi, che l'ha spedito anzitempo negli spogliatoi concludendo anche l'allenamento prima del previsto. La società di viale Roma, già sull'orlo della soglia di sopportazione verso un giocatore sul quale aveva puntato moltissimo, ma che in questa stagione ha portato il suo contributo solo in settembre (3 gol), ora medita sul futuro. Le strade di Forlì e di Docente potrebbero davvero separarsi a gennaio, se arrivasse l'opportunità giusta per entrambi. Ed è un peccato perché Rambo ha dato tantissimo al Forlì, e tanto avrebbe potuto dare in Lega Pro. Ma è anche vero che da un ultratrentenne una società piccola come quella di viale Roma si aspetta un altro tipo di comportamenti. E nonostante le rassicurazioni estive, Docente ha continuato a manifestare durante questi primi mesi intemperanze caratteriali davvero difficili da gestire. E sopportare.
Il Forlì a Savona, per fare punti
Difesa a 4 con Catacchini a destra e Jidayi a sinistra, Guidi e Drudi centrali. Centrocampo a tre: Tom Arrigoni sul centrodestra, Pettarin regista, Fantoni o Djuric, che mi dicono abbia avuto qualche problemino, mezz'ala sinistra. Davanti il Ca-Fo-Me, in panchina poche alternative (qui i convocati, occhio che Fantini in realtà è squalificato).
martedì 9 dicembre 2014
Lontan da te non si può star
Segnalo che delle quattro squadre romagnole di football impegnate in campionati professionistici - Cesena in A, Forlì, San Marino e Santarcangelo in C - nessuna è riuscita finora a vincere una dicasi una partita in trasferta. Per un totale di 21 sconfitte in 30 gare, 22 reti segnate e addirittura 60 al passivo (media facile: due per partita).
Come si legge una debacle così? C'è molto di casuale naturalmente, ma è anche vero che 0 vittorie in 30 partite è un dato statistico molto forte. Credo dipenda molto dal fatto che tutte e quattro partecipano a tornei nei quali stanno economicamente 'a pelo'. Il Cesena è in A per ripianare vecchi debiti ma non ha la forza economica per restarci a lungo, le tre del nostro girone puntano esplicitamente alla salvezza, il Forlì addirittura 'all'ultimo minuto dell'ultima giornata'. Poi probabilmente ha un peso anche l'atteggiamento che danno alla squadra i quattro allenatori, tutti votati a non prenderle prima che a darle. Mi pare però che la mission, diciamo così, sia fallimentare viste le numerosissime reti al passivo. Tanto vale, forse, provare a giocarsele a viso aperto: su 30 una ogni tanto la si vince anche per caso.
lunedì 8 dicembre 2014
Bocciofila forlivese
E' andata, quindi. E l'idea lanciata sul blog non è male: perché il Forlì non offre il biglietto a prezzo ridottissimo o addirittura regalato ai possessori dell'abbonamento per il PalaCredito? I ricavi in termini di visibilità, riconoscenza e fidelizzazione sarebbero strepitosi.
E anche al 'Manuzzi' come si evince dalla civetta del Carlino non se la passano benissimo. Purtroppo però risulta troppo complicato convincere i forlivesi che c'è più gusto a seguire la squadra della propria città.
Iscriviti a:
Post (Atom)


