lunedì 7 aprile 2014

Come si mette per il Forlì?



Male ovviamente, ed è ancora difficile fare i conti. Ma qualcosa possiamo provare ad abbozzarlo.
Mancano tre partite alla fine, quindi 9 punti. Il Forlì giocherà al Morgagni con Monza e Pergolettese, in mezzo a Porto Tolle. Quest'ultima è naturalmente la partita più difficile perché il Monza è già promosso e la Pergolettese all'ultima giornata sarà con ogni probabilità già retrocessa. Diciamo che 6 punti sono più che fattibili, 7 probabili, 9 molto difficili. Quindi da 42 arriveremo probabilmente a 48-49, da tifosi invece si può sperare nel 51.

Se pensiamo all'ottavo posto resta agganciabile solo la Torres (46, siamo in vantaggio negli scontri diretti), a + 4 sul Forlì. I sardi giocheranno in casa col Bassano già promosso, a Rimini e in casa col Mantova. Una vittoria e due pareggi (5 punti) permetterebbero l'aggancio e quindi il sorpasso al Forlì se le vincesse tutte e tre. Il problema è che in mezzo c'è anche il Mantova (45, oggi probabilmente manda via l'allenatore) che domenica va a Santarcangelo, poi ha Spal in casa e Torres fuori. Se ne vince una sola delle tre ce lo mettiamo dietro. Restano però Cuneo (42 come il Forlì, meglio negli scontri diretti) e Porto Tolle, che di punti ne ha 40 ma spera che domani gliene vengano restituiti due, e ha lo scontro con i biancorossi in casa tra due settimane. Un bel casino.

Come detto, se le cose vanno come devono il Forlì arriva agli spareggi. Occhio a domenica prossima però:  a costo di lasciarci un polmone bisogna battere il Monza, che ieri ha festeggiato la promozione, altrimenti sono guai serissimi. Il Rimini a Cuneo e il Porto Tolle a Castiglione metterebbero infatti la freccia, catapultando i galletti in zona retrocessione diretta a due giornate dalla fine e con all'orizzonte la trasferta horror di Porto Tolle. Non mi sembra che questa squadra abbia la forza d'animo per affrontare una partita del genere senza perderla e salutare così il professionismo.

Quindi, ricapitolando: vincendole tutte e tre (difficile) il Forlì è sicuro degli spareggi e può sperare che Eupalla mostri un capezzolo al Morgagni. Vincendone due su tre (probabile) il Forlì farà gli spareggi, in quale posizione è impossibile prevederlo. Pareggiando o perdendo domenica in casa col Monza - squalificati Eva, il Micio e Berga - il Forlì si infilerebbe in un imbuto mortale.

domenica 6 aprile 2014

Piccoli piccoli



Inadeguati. E' l'unico termine che mi viene in mente per descrivere un derby perso senza scuse dal Forlì. Primo tempo in totale controllo del Rimini, che sciupa una mezza dozzina di occasioni da gol tra pali e parate di Super Tonti. A inizio ripresa, inaspettato e immeritato, il vantaggio ospite grazie ad una bellissima punizione di Cejas. Ringraziato il destino, il Forlì però non fa nulla allo scopo di portarla a casa, anzi: Eva protesta e viene espulso (anche Berga), il Rimini si riversa in avanti e, dopo un rigore chiesto da Docente (perché non calciare in porta, invece?)  la ribalta con una doppietta di Fall. Vittoria giusta della squadra di Osio, che ora è a due punti da un Forlì condannato agli spareggi. Nel migliore dei casi.

Un paio di appunti premesso che non capisco niente di calcio. Eva e Cejas, quest'ultimo a mezzo servizio, in mezzo al campo sono stati rullati dai riminesi, che erano uno in più e avevano caratteristiche decisamente più battagliere. La partita è stata decisa lì. E anche dalla incapacità dell'attacco del Forlì di andare nello spazio che la difesa riminese concedeva, soprattutto nel primo tempo. Tenere Melandri (10) e Tonelli (7) in panchina è una masochistica follia, speriamo che adesso sia chiaro a tutti. Almeno per i playoff non facciamoci del male da soli, che non ce n'è bisogno.

sabato 5 aprile 2014

Probabili formazioni




Dubbi della vigilia: Barbagli o Fantini in difesa, tre maglie per cinque davanti. Attesi circa 300 da Forlì, non tantissimi. I biglietti per la tribuna si comprano solo là, quelli per la curva solo qua (al Chiosco). 

Credo che il Rimini partirà duro in campo, lo deve ai tifosi. L'ideale per il Forlì sarebbe far esplodere la contestazione in casa, ergo cominciare controllando la partita. Si può fare. 

Sugli altri campi tifiamo per Cuneo, Bellaria, Renate, Monza. Sottovoce però, perché senza i tre punti a Rimini possiamo già disdire gli impegni per i weekend del 18 e 25 maggio. 


giovedì 3 aprile 2014

Gli occhi del cuore



La partita di domenica a Rimini, il derby, è molto importante per ragioni di classifica che chiunque segua anche distrattamente questo blog conosce benissimo. Ma lo è anche per un altro motivo. E' la partita perfetta perché questa squadra, una volta per tutte, faccia innamorare di sé i tifosi del Forlì. Che non sono tantissimi, ma contrariamente a quanto superficialmente si creda debba essere la norma, sono sempre stati di bocca buona. Mi spiego.

Senza andare indietro nei secoli, il Forlì del primo Oliveti era fantastico: vinse le prime cinque partite, aveva palleggiatori eccezionali come Pizzi, Baiana, Poletti, Giaccherini, aveva ovviamente Kalle in difesa accoppiato a un libero di qualità come Fiale, un giovanissimo Mordini che correva come un matto e segnava gol impossibili, aveva la grinta di Scarpato a centrocampo. Ci volle pochissimo per riempire tutta la tribuna del Morgagni, che a un certo punto non bastava neanche più.
Più o meno lo stesso, a livello più basso, è successo col Forlì di Bardi: in Eccellenza c'era Buonocore e quel calcio lì, quel 3-4-3 spaventosamente raffinato per quella categoria, era un piacere per gli occhi. E poi c'erano tanti forlivesi: Sozzi, Spighi, Balestra, Pezzi, per un po' anche Vanigli. Oltre a quelli cui non potevi non voler bene: Perazzini, Martini, il Cammellu, Seba, il Micio. Si era creato un gruppo fantastico, che ha resistito anche al primo anno di Seconda Divisione, cominciato benissimo ma alla lunga rovinato da un paio di situazioni non risolte (un premio promozione controverso, Ginestra).

L'estate scorsa la dirigenza ha deciso di voltare pagina, legittimamente ma senza la forza necessaria a ripartire davvero, da zero. Da quel momento sono nati i problemi (Bardi, ma anche Cangini e a cascata tutto il resto) che hanno reso difficilissima e a tratti illogica la costruzione di questa squadra e, di conseguenza, anche la crescita di uno spogliatoio forte come quello degli anni precedenti. E, arrivo al punto, è stato più complicato anche per i tifosi del Forlì legare emotivamente con questo Forlì. Non è ancora scattata la scintilla. Ma domenica può essere la volta buona.

Pensateci. Quale partita meglio di un derby, a Rimini, a quattro giornate dalla fine e con quella classifica lì, può stringere un legaccio fortissimo tra squadra e città? Il derby è l'occasione perfetta che ha questa squadra  - parlo di Rossi, ma anche di Bernacci e di Docente, di Nappello, di Cejas e Benvenga, di Jidayi, di Tonti - per entrare davvero nel cuore dei forlivesi. E poi giocarsela fino alla fine, agli spareggi se necessario.

Il derby a scacchi



Avrete letto del casino nel quale il Rimini sta preparando il derby. Le uova sul pullman, il vetro rotto, Cesca fuori squadra eccetera eccetera. Ieri il presidente De Meis ha risposto, pacatamente, ai tifosi che gli avevano chiesto di elevare ad estetica il disonore della squadra, non indossando la maglia a quadroni da picnic nel derby col Forlì. Il presidente del Rimini ha detto le cose che seguono

La società AC Rimini, pur comprendendo il momento di amarezza da parte dei tifosi che nei giorni scorsi hanno diramato un comunicato stampa, comunica che la squadra biancorossa andrà in campo con la maglia  a scacchi nell’importantissimo derby di domenica contro il Forlì e ogni volta che sarà possibile farlo. Pur nel rispetto che ho per la Curva, cuore pulsante del tifo, c’è una  cosa che mettiamo prima di tutto ed è la maglia della squadra che la nostra società rappresenta, una maglia  con cento anni di tradizione. Se non fosse per le regole che ci impongono in alcune partite di cambiare divisa, giocheremmo sempre solo con la gloriosa maglia a scacchi, dunque non posso e non possiamo  immaginare di giocare oggi o domani con una maglia diversa da quella. La maglia della Rimini Calcio è la  Rimini Calcio: senza sarebbe come vedere giocare un’altra squadra. La maglia scacchi è più dei giocatori, del presidente, dei dirigenti, dei tifosi, e finché io sarò presidente tutte le volte che sarà possibile giocheremo  con la nostra maglia. Spero che, nel rispetto dei ruoli, tutti possano comprendere il nostro pensiero e mi  auguro domenica di trovare tutti i tifosi del Rimini allo stadio ad incitare la squadra come hanno sempre fatto”.

Tornando al campo, Osio recupera Baldazzi e pensa addirittura di farlo partire dal primo minuto onde mettere subito la partita sui binari più solidi. Nel caso rischi i padroni di casa avrebbero in campo il tridente titolare, quello composto da Baldazzi Nicastro e Fall, quello che nel girone di andata aveva segnato tanto portando il Rimini fin quasi in cima alla classifica. 

Il Forlì è senza Drudi: speranze di recupero a zero. Anche Ferrini e Cejas corricchiano ormai da giorni e non è detto che siano del match. Preoccupa soprattutto il secondo: oggi nella partitella con la Berretti ha giocato molto più dei compagni di ruolo Djuric: potrebbe essere lui il prescelto nel caso l'argentino (domani in conf stampa) non ce la faccia. Ma io sono convinto che Max ce la farà. 

martedì 1 aprile 2014

Tre anni fa



Il 17 aprile 2011 il Forlì uscì così dal 'Neri'. Con la maglia 0543 di Sozzi che sarà replicata in serie domenica da parecchi tifosi del Forlì, in una partita che vale tantissimo e si è messa malissimo per il Rimini: uova sul pullman della squadra domenica scorsa e Cesca fuori rosa. Sono a un millimetro dal baratro, un'occasione così non ricapiterà più.

Intanto il primo pullman è già pieno, offerto da Big Luciano di Starauto. Per il secondo, messo a disposizione della società, ci sono ancora un paio di giorni di tempo. Partenza prevista alle 12.30 dal Morgagni ma ATTENZIONE: al 'Neri' non è prevista una biglietteria per gli ospiti (fenomeni) per cui bisogna comprare autonomamente il biglietto (che poi sarà rimborsato) al Chiosco di corso della Repubblica.

Oggi dalle 17 alle 19 Sofia è al botteghino del Morgagni per stampare le ultime tessere del tifoso: chi non ce l'ha non sarà ammesso al derby più importante degli ultimi trent'anni, neanche in tribuna. A proposito di storia, domani sul Carlino paginone con tutti le partite e i personaggi che hanno illuminato la sfida tra Rimini e Forlì: da Tinti al Cammellu passando per Arrigo Sacchi, il Condor e il maledetto stafilococco aureo che nel 2011 ci segò le gambe alla vigilia dei playoff di serie D.

lunedì 31 marzo 2014

Strano, detto da un calciatore


I temi dei ragazzi della scuola media Mercuriale dopo l'incontro con Kalle. 

A differenza delle nostre aspettative non si è parlato solo di calcio e all’inizio c’è stata una piccola introduzione sulla carriera calcistica del capitano, soprannominato “Kalle”. Il suo ruolo era difensore. La cosa di lui che colpisce maggiormente è il fatto che non ha quasi mai lasciato il Forlì. All’inizio gli abbiamo potuto fare delle domande, ad esempio gli è stato chiesto cosa provava dopo una vittoria e la risposta è stata, ovviamente, felicità, ma si è anche spiegato che non si può sempre vincere, e spesso dalla sconfitta si impara più che dalla vittoria. Finita l’introduzione sulla vita di Calderoni, Marco Susanna ci ha fatto vedere alcune immagini e video significativi. La prima immagine era recente, rappresentava due sciatrici che alle Olimpiadi invernali 2014 hanno fatto un pari merito, cosa mai successa nello sci (1.41.57). La cosa bella è stata che sono salite sul podio abbracciandosi.
Il progetto puntava molto a sottolineare che al giorno d’oggi siamo abituati a vedere in televisione e nel computer gente che litiga, si picchia, offende…mentre le cose che ci dovrebbero piacere dovrebbero essere altre: gesti di amore, amicizia, coraggio, fratellanza… il così detto “Fair-Play”.
Ci ha fatto riflettere molto come hanno presentato tre opere d’arte di genere diverso. La prima è a Roma, è stata ultimata nel 1483, la Cappella Sistina di Michelangelo. La seconda rappresentava il campione italiano di ginnastica artistica – anelli, Yuri Chechi, alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, quando vinse l’oro dopo un infortunio grave e quattro anni di allenamenti. La terza, un’opera poco conosciuta, ma forse la più grande, in cui una maratoneta alle Olimpiadi di Los Angeles (1984), Gabriela Andersen ad un chilometro dalla fine si sente male, fa fatica a reggersi in piedi, ma non chiede aiuto e tenacemente continua ed arriva fino in fondo, dove si lascia andare; arriva 37esima ma disegna la sua opera d’arte. Tre opere, differenti, ma ognuna della sua importanza e a guardarci bene in fondo alla slide c’era una scritta “Forlì 2014” senza video, quasi un invito a creare la propria, perché in fondo la vita, se condotta positivamente, è un’opera d’arte…
Per chiudere in bellezza ci hanno mostrato un goal di Calderoni, che essendo difensore non ne ha segnati molti.
Infine c’è stato un applauso di chiusura.
Un progetto molto profondo che fa riflettere su se stessi e sugli altri: grazie Kalle!!!
Classe 3B

Il Fair play è un insieme di regole morali che devono essere rispettate sia nella vita che nello sport per una serena convivenza delle persone nella società.                                                           
Queste regole assumono un’ importanza fondamentale non solo nello sport, ma anche nella vita, infatti la buona educazione, la tolleranza e la solidarietà devono essere presenti sempre.  Noi ragazzi siamo venuti a conoscenza del fair play grazie alla nostra professoressa di ginnastica che ci ha introdotto in questo argomento preparandoci all’incontro “Un capitano per amico”. L’iniziativa è condotta dall’ex capitano del Forlì Calcio, Alberto Calderoni e dai suoi colleghi, tra cui Marco Susanna, prof. di ginnastica\sostegno della scuola di Villafranca. Sono loro che insegnano ai giovani il Fair play, sperando che lo imparino e lo applichino nelle attività sportive che praticano e nella società futura, per renderla migliore. Durante l’incontro ci hanno mostrato dei filmati e delle slide riguardanti azioni di Fair play nello sport. Il video che ci ha colpito di più è stato quello di un’atleta molto meritevole di andare alle Olimpiadi che ad un certo punto si è sentita male ed è caduta a terra. Un’avversaria sapendo che l’infortunata avrebbe sicuramente meritato di vincere, se non si fosse sentita male, si è fermata, l’ha soccorsa e l’ha portata al traguardo, facendole vincere la gara, riconoscendo così la sua superiorità agonistica. Questo episodio ci ha colpito molto poiché, al contrario, siamo abituati a sentire notizie che riguardano la competizione sleale, l’arrivismo estremo e l’approfittare della debolezza altrui per ottenere successi facili e immeritati. Strano che ce l’abbia fatto vedere un calciatore, forse perché questo ragazzo ha uno spessore diverso?
Un’altra immagine che ci ha fatto riflettere è stata quella delle due sciatrici delle Olimpiadi invernali di Soci 2014 che, arrivate entrambe prime al traguardo con lo stesso tempo, sono salite sul podio tenendosi per mano e si sono abbracciate, facendo vedere al mondo un gesto di Fair play che tutti gli atleti di ogni sport dovrebbero prendere come esempio. Questo gesto ci è piaciuto molto perché hanno assunto entrambe un comportamento rispettoso l’una per l’altra.
Purtroppo, spesso, il Fair play non viene applicato nello sport. Un triste esempio è stata la partita di calcio di serie A, Juventus-Torino dove i tifosi della Juventus hanno esposto uno striscione con scritto: “Quando volo penso al toro” (riferendosi allo schianto dell’aereo del Torino contro la collina Superga,  dove nessuno è sopravvissuto). Noi crediamo che uno striscione del genere non solo non meriti di essere esposto, ma non debba nemmeno essere ripreso dalle telecamere perché mostrarlo a tutti diffonde l’idea che il comportamento aggressivo e stupido sia normale, se non addirittura “divertente”. Durante l’incontro alcuni ragazzi hanno fatto delle domande ad Alberto e quella che crediamo più interessante è stata: “ Perché alla televisione non fanno vedere gesti di Fair play ma tendono a dare un’immagine negativa dello sport?”. La risposta, anche se difficile da dare c’è: purtroppo al giorno d’oggi lo sport di alto livello è spesso corrotto perché vi sono molti soldi “in campo” e fa più effetto vedere un gesto negativo di uno positivo, un po’ come la cronaca nera che ormai riempie ogni TG dall’inizio alla fine.  A volte si ritiene che l’espressione “fair play” nasconda una sfumatura di “falso”, di “convenienza” esteriore e non vissuta, ma il team che è venuto a parlarci ci ha dimostrato il contrario. Ci è piaciuto molto il loro coinvolgimento emotivo, si vedeva che parlavano con il cuore tanto che in alcune delle testimonianze più toccanti a qualcuno di loro sono venuti gli occhi lucidi e anche noi ci siamo sentiti coinvolti in quella bella emozione. Calderoni ha aggiunto che vivendo rispettando queste regole tutti noi possiamo cambiare il futuro dello sport e renderlo migliore. Noi abbiamo pensato che quella del “fair play” potrebbe essere la vera ricetta contro il bullismo che affligge spesso le nostre giornate da adolescenti.
Classe 3D  

La sesta festa di Sozzi (l'ultima?)



Ieri pomeriggio a Dovadola i gialloblù hanno festeggiato, pareggiando 0-0, la vittoria del campionato di Prima categoria con tre giornate di anticipo. Il capitano del Real Dovadola, come sapete, è Marco che dopo aver lasciato il Forlì ha deciso di tornare dai vecchi amici coi quali quasi vent'anni fa aveva già ottenuto due promozioni (fino all'Eccellenza). Con quella di ieri fanno sei in carriera, le altre tre le conosciamo bene.

Ora la domanda è: Sozzi smetterà? La maglietta che vedete in foto non lascia molti dubbi. Pardo lo aspetta nell'Over del Club Forza Forlì e già si sfrega i palmi immaginando una supersquadra con Kalle, Vanigli, Cangini e Attilio. Ma non è detto che il centrocampista di Vecchiazzano, classe 1978, riesca a prendere davvero la decisione che ogni giocatore che si rispetti vive come un trapasso. Ieri il presidente del Dovadola Schiumarini l'ha portato in braccio sotto la tribuna urlando 'grazie' come un riposseduto. Un minuto dopo era già lì che provava a convincerlo a restare.

A lato le foto della festa.  

domenica 30 marzo 2014

Magico Magico Emi



Meno tre. L'annunciato pareggio tra Vicenza e Spal regala al Forlì un pomeriggio di sogni. Lunghissimo perché l'arbitro Francesco Guccini ha pranzato con un risotto evidentemente avvelenato  e ha abbandonato la contesa, facendosi sostituire dal riccionese Rapuano giunto al Morgagni 75 minuti dopo il previsto calcio d'inizio. La partita è finita come doveva finire: due gol di Docente, Airone di testa e Boron.

Quattro alla fine: Rimini, Monza, Porto Tolle e Pergolettese. Bisogna vincerle tutte, intanto speriamo. E' già qualcosa.