domenica 16 marzo 2014

Segnali di luce




Finalmente una domenica di felicità. Quella di Nappello, che si sblocca dopo 17 secondi (è il gol più veloce nella storia del Forlì?) e poi addirittura fa la doppia di testa con un pallonetto chiaramente teleguidato dal destino. Del Micio (10°), del primo Cejas e soprattutto dell'Airone, in gol con la maglia del Forlì e autore di una prova maiuscola condita da due assist + il tiro ribattuto in rete da Cejas. Benissimo anche la difesa, Drudi è un amuleto, ottimo Benvenga e vispo Boron. Tutto bene insomma, a parte i risultati delle altre.

Vincono infatti Renate, Mantova all'ultimo minuto, Monza e Torres per cui i punti di distacco dall'ottavo posto restano sei, tantissimi. Dato per certo che la Torres riuscirà a sgavagnarla, bisogna trovare due squadre tra le prime otto da mettersi dietro. Alessandria e Real Vicenza (44), ad esempio, fanno venire l'orticaria pensando ai punti che il Forlì ha perso negli ultimi due sfortunati scontri diretti. Ma anche il Santarcangelo a 45 potrebbe essere una preda succulenta. A patto di fare il partitone domenica prossima a Ferrara, ovvio (mi sa proprio che andrò, voi?) perché poi c'è il Bra in casa e sono altri tre punti.

La squadra vista oggi - a Vicenza non c'ero - è in salute e crede ancora nella salvezza. Segnali di luce. Forza che è lunga ancora.

sabato 15 marzo 2014

Silenzio della stampa

Siccome da giorni sono abbastanza smaronato, e pure oggi al Morgagni mi hanno chiesto perché sia così pungente verso il Forlì (in precedenza la versione è stata: 'Abbiamo il Carlino contro') la voglia di scrivere sul blog è scesa sotto i minimi storici. Scusate, è colpa mia: dormo poco la notte perché mio figlio ha una tosse che sembra riposseduto per cui le energie sono devolute alla sopravvivenza.

Un anno fa ne avreste lette di tutti i colori. Ah, quanto mi sarei divertito. Stavolta invece ci siamo ripromessi di non fare polemiche e stare vicino alla squadra: è un anno troppo importante ne sono ancora convinto. E poi i ragazzi lo meritano, ce la stanno mettendo davvero tutta. Sì, anche Bernacci che domani, speriamo, guiderà l'attacco e ci farà finalmente godere.  
Forza, domani battiamo sto benedetto Bellaria e poi pensiamo a Ferrara. Nonostante tutto, non è ancora finita.

martedì 11 marzo 2014

Qual è la classifica del Forlì?

Di sicuro è che ci sono nove squadre davanti, l'ultima delle quali è la Torres a 39. Seguono cinque squadre a 35: Forlì, Cuneo, Rimini, Vecomp e Porto Tolle (questi ultimi hanno due punti di penalizzazione ma sperano ancora di riaverli indietro prima della fine). Al momento solo tre di queste parteciperebbero agli spareggi insieme alla Torres. 

La domanda è: come si compila la graduatoria in caso di arrivo a pari punti? Bisogna adoperarsi con la classifica avulsa (comunicato del 2 luglio), vale a dire una graduatoria ristretta agli scontri diretti tra le squadre che hanno gli stesi punti in classifica. Al momento, come ha scritto 'Faccio' in commento a un post precedente, sarebbe la seguente: 

10) FORLI' 12 pt (6g: 4v, 0n, 2p; 5gf, 5gs)
11) CUNEO 7 pt (6g: 1v, 4n, 1p; 4gf, 3gs)
12) RIMINI 7 pt (4g: 2v, 1n, 1p; 3gf, 2gs)
13) V.VERONA 7 pt (6g: 2v, 1n, 3p; 5gf, 6gs)
14) PORTO TOLLE 5 pt (6g: 1v, 2n, 3p; 5gf, 5gs)

GARE MANCANTI:
28) Rimini-V.Verona
30) Porto Tolle-Rimini
31) Rimini-Forlì
32) Cuneo-Rimini
33) Porto Tolle-Forlì
34) Cuneo-V.Verona

C'è solo un problemino, segnalato peraltro dallo stesso 'Faccio': ad alcune squadre mancano ancora parecchi scontri diretti, vedi il Rimini (4). Per cui in questo momento la classifica avulsa è monca anzi fuorviante. Semmai può avere senso confrontarsi con le squadre già affrontate due volte, e il Forlì è sotto sia nei confronti della Vecomp (0-2, 1-0) che del Cuneo (2-1, 0-2). Malissimo anche la differenza reti dei biancorossi (è il quarto punto discriminante in caso di pari identici negli scontri diretti), la peggiore del quintetto: Porto Tolle +7, Cuneo +3, Verona e Rimini +2, Forlì -4. 

Per questo oggi sul Carlino ho scritto che il Forlì è 14°. Lo so che il dato è contestabile e infatti mi è stato già contestato, tuttavia a me pare il più logico. 

lunedì 10 marzo 2014

"Massima fiducia in Rossi"

La società biancorossa fa sapere che l'allenatore scelto a inizio novembre non è in discussione dopo gli ultimi risultati negativi e la zona salvezza a 7 punti, ma continua a godere della massima fiducia.

domenica 9 marzo 2014

Il video di Vicenza-Forlì


Con una canzone che dovreste conoscere e che invita, oltre ad altre cose, a 'non avere paura di perdere e pensare che sarà difficile cavarsela da questa situazione'.

Addio salvezza



Il Forlì crolla a Vicenza e precipita a meno 7 dalla zona salvezza. Ottavi non ci arriviamo più, ora è il caso di pedalare onde non finire direttamente in D, eventualità che al momento appare tutt'altro che improbabile vista la classifica: la Torres è nona a 39 e non si prende più, segue un mucchio di squadre a 35 (e il Rimini subito dietro, ma gioca stasera) tre solo delle quali accederanno agli spareggi. Un incubo.

La terza sconfitta consecutiva, la dodicesima in ventisette partite, certifica a titolo definitivo che la squadra è fragile tecnicamente ma soprattutto nella testa. Chiuso il primo tempo in vantaggio 1-2, i biancorossi sono crollati quando al 71' è stato espulso per doppia ammonizione Docente. Dieci minuti dopo i padroni di casa erano avanti 3-2.

Un disastro figlio di una marea di errori commessi durante tutta la stagione. E adesso non sarà facile tenere alto il morale in vista delle ultime sette, che non sono poche e restano importantissime. Riuscirà Rossi a dare un senso a questo finale di stagione? Viste le premesse ogni dubbio è lecito.

Domanda che è una provocazione ma solo fino a un certo punto: richiamare Bardi, no? Al di là delle convinzioni tattiche, dei pregi e dei difetti dei due allenatori, sarebbe il modo migliore per restituire un po' di entusiasmo all'ambiente. Forse l'unico, a questo punto.

Asfaltiamoli!


E' salpato stamattina alle 9.30 dal Morgagni il pullman con a bordo i 50 valorosi attesi a ora di pranzo dalla questura di Vicenza. E' la partita che vale una stagione, senza Bernacci ma con un mucchio di gente che al galletto tiene come a una famiglia. Giovani e vecchi, ragazze (giuro!), sciarpati che non salivano su un pullman per una trasferta da trenta o quarant'anni. Ma stavolta è la storia che passa dal 'Menti'.

Andiamo, e che Eupalla ce la mandi buona.

giovedì 6 marzo 2014

Bernacci ha male (dejavù?)



Avevo appena finito di scrivere quello che leggete sotto - e l'avevo anche pubblicato -, quando ho saputo che Bernacci è infortunato (infiammazione al tendine credo) e difficilmente partirà per Vicenza. A questo punto mi arrendo. 

Non so, sbaglierò. Ma ho la netta sensazione che il Forlì si salverà - voglio dire, raggiungerà l'ottavo posto - se e solo se Marco Bernacci tornerà ad essere nelle ultime otto partite quello splendido centravanti che Cangini e Pedroni l'estate scorsa erano convinti di aver portato al Morgagni. Mi spiego meglio. La squadra è sotto la zona salvezza dal 29 settembre, quando perse 1-0 a Bassano. Sono passate 22 giornate, più di un girone, e nonostante il nuovo allenatore e i tantissimi rinforzi autunno-invernali, compreso Docente che è un signor giocatore ma segna pochissimo, la classifica è rimasta più o meno identica. Un palo, un rigore, un gol annullato o un'espulsione possono cambiare il destino di una singola partita ma alla lunga i valori spingono in una direzione. La squadra si è irrobustita, ha guadagnato corsa, forza, disciplina tattica, esperienza. Ciò non è bastato a recuperare terreno sulle altre, anche perché quasi tutte le concorrenti hanno abbondantemente sfruttato la finestra di mercato. Tanti rinforzi per tutti uguale zero rinforzi. Ma il Forlì a differenza delle altre ha ancora il jolly nel taschino.

Marco Bernacci è senza dubbio il giocatore più talentuoso della squadra, l'unico ad aver giocato e neanche poco in serie A, ancora in piena maturità atletica (ha 30 anni) e oltretutto occupa un ruolo, quello di centravanti, che cambia davvero le partite direttamente e con un colpo solo. Finora Bernacci ha giocato poco più di 500 minuti senza segnare mai (domenica scorsa ci è andato molto vicino), e solo quattro volte da titolare, tutte a inizio 2014 contro Santarcangelo, Renate, Torres e Mantova. Sappiamo tutti dal grave infortunio alla schiena che ne ha compromesso la stagione fin dai primi giorni di ritiro. Ma ora i guai fisici sono alle spalle e fortunatamente - sarà un caso? - il destino del Forlì è ancora tutto da scrivere. Tocca all'Airone voltare pagina e raccontarci la sua, di storia. E' ancora in tempo.

martedì 4 marzo 2014

Il Forlì sgomma a Vicenza



Lodevolissima iniziativa di Werther Tesei (Baldini Gomme): il socio del Forlì ha deciso infatti di mettere a disposizione dei primi 50 che si prenotano biglietto e pullman per la trasferta di domenica. Bisogna avere la tessera del tifoso e basta chiamare entro le 12 di venerdì un numero tra i seguenti: 335-8162155 (Luciano StarAuto), 347-5634396 (Paolo bar Arcobaleno) o 338-8521786 (Poli). Necessario arrivare a 50 altrimenti salta tutto.

Lo sport è Artistico



Ecco gli articoli che hanno scritto i ragazzi e le ragazze del liceo Artistico di Forlì dopo l'incontro con Kalle, Casadei e Melandri. 

In un mondo dove i valori dello sport vengono ogni giorno calpestati e dove i soldi, la carriera, prendono il loro posto , c’è ancora spazio per ore di discussione e di confronto. Questo è accaduto nella mattinata di martedì 18 febbraio al Liceo Artistico e Musicale di Forlì. Grazie alla presenza del Prof. Marco Susanna e dell’ex capitano del Forlì Alberto Calderoni, i ragazzi hanno potuto avere un confronto sul mondo dello sport con due esperti. Nell’arco delle due ore il “ Fair Play”, è stato al centro dell’incontro; a turno, le classi presenti hanno esposto varie domande all’ex capitano e ai due giocatori del Forlì Calcio presenti, centrando l’attenzione sui valori e sugli ostacoli che si incontrano nello sport così come nella vita. Anche il “doping” è stato un argomento molto trattato; a riguardo è stata letta e proiettata una lettera scritta da Giuliana Salce, famosa atleta italiana ,la quale con le sue parole ha ribadito con più forza la brutalità del doping. Rispondendo alle varie domande, Alberto Calderoni ha spiegato e dimostrato quanto nel mondo sportivo ci sia bisogno di impegno e amore per ciò che si fa e ciò in cui si crede. Alla vista dei vari video proiettati i ragazzi hanno appreso e capito ancor meglio la passione, il sentimento e il coraggio che serve in ogni momento: come la foto delle due atlete che radiose, con le mani giunte , alzano le braccia in segno di vittoria…ed è una vittoria interiore! Un incontro basato quindi sul vero spirito dello sport; nell’aiutare ; nel dare il massimo di se stessi: “Vi ringrazio ragazzi, noi cerchiamo di trasmettervi la nostra esperienza e farvi crescere. Questo sarà educativo per voi e anche per noi” queste le parole dell’ex capitano alla fine dell’incontro. Incontro che di certo ha trattato di temi più attuali che mai.
Silvia Stradaioli 1°B


Martedì 18 febbraio, presso l’Aula Magna del Liceo Artistico di Forlì, si è svolto un interessante incontro tra le classi del biennio ed alcuni componenti del Forlì Calcio. Il responsabile della società, Marco Susanna, ha presentato l’ex glorioso capitano Alberto Calderoni, al quale si sono poi uniti i giovani Casadei e Melandri giocatori attuali. Il progetto 'Un capitano per amico' è nato un anno fa per trasferire i valori dello sport nella vita quotidiana, per affrontarla in modo più maturo e responsabile. Durante le due ore trascorse insieme si è parlato soprattutto di Fair play, cioè di “gioco leale”. Per introdurre il discorso, sono state mostrate le significative immagini di due giovani sciatrici che, benché avversarie, salite sul podio, si tengono per mano. Dopo il filmato, gli studenti hanno sottoposto gli ospiti ad un vero e proprio fuoco di fila di domande. Alberto Calderoni ha spiegato cosa rappresenti per lui la sua grande passione, cioè il calcio. Ha confessato con sincerità quanto sia stata dura la decisione di lasciare la carriera da professionista, ma l’opportunità che gli è stata offerta di mettere la sua esperienza a disposizione di tanti ragazzi lo sta abbondantemente ripagando. Rispondendo alle domande che gli sono state rivolte, ha raccontato che, prima di scegliere il calcio, aveva praticato altri sport, ma di aver trovato in questo gioco di squadra le soddisfazioni che andava cercando. A chi gli ha chiesto se gli è capitato di avere avuto la tentazione di mollare tutto, ha replicato che le difficoltà lo hanno spronato a continuare, per raccogliere il frutto dell’impegno e della fatica spesi in anni allenamenti e pratica sportiva. Gli studenti hanno chiesto se, per affrontare la fatica, sia forte la tentazione del doping. Calderoni, orgoglioso delle sue scelte, ha risposto che non sarebbe stato giusto ricorrere a certi mezzucci né per gli altri né per lui stesso, non si sarebbe più riconosciuto; ha fatto il percorso che aveva immaginato fin dall’inizio della carriera, è rimasto fedele a se stesso, alla sua squadra nella quale ha trovato i propri princìpi morali e di comportamento. Per dare una prova concreta, esplicita degli effetti devastanti del doping è stata raccontata la storia di una campionessa di marcia Giuliana Salce che, dopo riconoscimenti internazionali, ha distrutto la propria carriera. Nelle parole di una sua lettera gli studenti hanno potuto cogliere il dramma di chi ha la consapevolezza di aver sbagliato (Il doping è qualcosa che ti consuma dentro e di cui non riesci a fare a meno), ma, unito a questo, anche un’enorme voglia di riscatto che si è manifestata nella scelta di svolgere un lavoro umile, come quello dell’operatore ecologico, ma che le ha ridonato la dignità. Lo sport è un’attività nobile che, purtroppo, accade venga sporcata dall’intrusione di teppisti tra i veri tifosi che esultano per la vittoria e sostengono nella sconfitta. Chi gioca ha bisogno dell’abbraccio che è espressione di gioia e manifestazione di stima anche verso l’avversario. Il rispetto reciproco che si coltiva sul campo dovrebbe trovare posto in qualsiasi rapporto umano. Alberto Calderoni, con le sue doti umane, è un esempio per i giovani che devono capire che l’umiltà e l’onestà, insieme alla capacità di divertirsi in modo pulito, sono i valori che più contano. L’incontro, gradito a tutti, ha permesso di capire che lo sport non è quello corrotto dal divismo e dal malaffare, che ci viene mostrato dalla TV, ma un mondo fatto di rispetto e condivisione che insegna a vivere fuori e dentro il campo. Di sicuro i ragazzi presenti, sia coloro che praticano sport, tanto a livello agonistico che come passatempo, sia coloro che lo praticheranno, conserveranno nella memoria le parole pronunciate e, nel fare attività fisica, osserveranno le regole con il sorriso e usando rispetto nei confronti sia dei compagni di squadra che degli avversari. Gli appassionati di calcio hanno partecipato sentendosi coinvolti, ma anche chi era disinformato su questo sport ha scoperto un mondo veramente degno d’interesse, quindi tutti saranno pronti ad assistere ad una partita del Forlì con entusiasmo e col sostegno necessario alla squadra per portare il pallone in rete.
Marco Mattia Benini, Teresa Lepore, Maria Seravalli, Valeria Kasemi, Arianna Agresti, Federica Lecci, Petra Alice Benini, Adele Monti