lunedì 21 ottobre 2013
Mille
Quello che leggete è il millesimo post pubblicato su questo blog. Il primo fu il 12 ottobre 2011 intitolato Sozzi collaterali (siamo andati migliorando anche coi titoli). Ci avviciniamo ormai alle 400mila visualizzazioni, oggi sono state 1.122, nell'ultimo mese 29.323. Il post più letto di sempre è Il Forlì prima del Forlì (3.312, è anche il più commentato, 125), in questo mese Bardi, albeggia (652). Il traffico proviene per lo più da Google, poi Facebook e Libero. Gli argomenti maggiormente trattati sono di cronaca (443 post), poi commenti (203), mercato (128) e video (65). Le parole più utilizzate per la ricerca sono 'forlì calcio', 'forli blog', 'blog forli calcio'. Da quando ho inserito l'obbligo di registrazione per i commenti questi ultimi sono calati drasticamente. Tuttavia non sono scese le visualizzazioni. Significa che un'occhiata continuate a darla ma senza impegnarvici troppo. Pazienza.
All'inizio avevo deciso di inserire anche un po' di pubblicità ma quella di Google occupa spazio, imbruttisce la grafica e rende quasi niente, per cui l'ho tolta. Se conoscete qualche imprenditore locale che abbia voglia di sponsorizzare il blog ben venga, finché resta un passatempo ha un margine di vita non ottuagenario. Ma io non mi metto a cercarne, non ne ho voglia e forse il motivo è che chiedere mi è sempre costato troppo.
Hanno collaborato attivamente fin qui Riccardo Girardi, che mi ha suggerito l'idea del Panda biancorosso in riferimento al tifoso del Forlì, i miei amici Gianni e Filippo che per poco tempo hanno offerto i loro consigli sulle scommesse alla Snai, Paolo Bertuccio che ha recentemente creato un blog suo, Giovanni Petrillo di Romagna Oggi per le previsioni meteo lo scorso anno, infine Alberto Calderoni che da qualche settimana ci fa gongolare con le sue considerazioni mai banali. Come dice sempre lui che ha una certa esperienza,
Alè Furlè.
Pardo in tv
Cliccando sull'immagine vedete il video dell'apparizione, ieri pomeriggio, del Club Forza Forlì a Quelli che il calcio. Pardo in giacca sembra quasi un bell'uomo, se l'è cavata con disinvoltura ed ha addirittura giurato di aver pareggiato 0-0 col Brasile di Dunga.
Visto che la sua assenza dal Morgagni ha portato non bene ma benissimo potremmo fare una petizione chiedendo a Savino di tenerselo in studio tutte le domeniche, che dite?
domenica 20 ottobre 2013
Io mister, tu mister egli mister
Ebbene sì, lo ammetto: anch'io oggi ero tra i gufi che hanno sperato nel tracollo del Forlì, così da rispedire definitivamente a San Piero in Bagno quell'incompetente narciso testone di Bardi. D'altronde ho studiato: milioni di partite alla tv, miliardi di discussioni al bar con e senza alcol, 15 anni di calcio giocato a 11 e anche a 5, ho perfino letto tutti i libri di Sconcerti. Con uno come me in panchina il Forlì sarebbe primo in classifica, come minimo.
(grazie a Rondo x la foto)
Vincere e abbiamo vinto
Benito e Adolfo fanno godere, sei mesi dopo, il Morgagni. Gran bella vittoria, emozionanti abbracci a Bardi che in sala stampa sembrava alto dieci centimetri più del solito. Ora il Forlì è a -1 dall'ottavo posto, ma è anche atteso da due partite difficilissime con Alessandria e Real Vicenza. Note a margine: in sala stampa Sottil era ovviamente imbufalito con l'ingenuo Catanese ('La pagherà'), Bardi invece ha detto che tra gli infortunati Bernacci è, a parte Arrigoni, quello con tempi di recupero più lunghi. Pessima notizia.
La foto che vedete sopra non è la migliore, ma volevo dedicarla al portiere del Cuneo di cui ignoro il nome: durante il primo tempo se l'è presa con due raccattapalle che avranno avuto al massimo dodici anni. 'Se non vi sbrigate vi ammazzo', gli ha detto. Poveretto. Un abbraccio a lui e a mai rivederci.
sabato 19 ottobre 2013
Nappo day
Nappello ingarritissimo: l'anno scorso l'attuale allenatore del Cuneo, Sottil, lo mise fuori rosa a Gubbio. I due non si amano, ci mancherebbe. Logico che Nappello pagherebbe di tasca propria per segnare il gol vittoria, il suo primo In Lega Pro, sul muso dell'ex allenatore ingrato. Stamattina nell'allenamento al Morgagni il ragazzo era scatenato, Toso e Matteo possono confermare.
Out Arrigoni, Mela e Berna, Seba in panca, Jidayi in dubbio, Gerolino ammaccato. Su Tuttolegapro danno un interesse del Forlì per l'ex attaccante del Carpi Ferretti: a naso direi che è fattibile solo se rescinde Bernacci.
venerdì 18 ottobre 2013
C'è Kalle per te - A volo D'Angelo?
Gent.issimo IndoKalle, felice che Moratti abbia lasciato l'Inter proprio nel giorno del tuo compleanno? (a proposito, quanti? Ne dimostri di meno). Felicitazioni a parte, visto che alla fine Attila è stato bello che confermato sulla panchina del Forlì? Forse avevi ragione tu che, rispondendo alle mie domande sul Carlino, ti meravigliavi fin troppo dell'imbuto in cui pareva essersi cacciato il Forlì. Già, ma ora che succede? il pareggio di Castiglione ha tranquillizzato gli animi ma domenica siamo daccapo, o quasi. Bisogna che il Cammellu e compagni facciamo una egregia partita contro la seconda in classifica per dimostrare che la crisi d'autunno è alle spalle. Oppure no? Intanto da Rimini continuano a telefonarmi colleghi che mi danno per certo lo sbarco al Morgagni di D'Angelo. Con tutto la stima per D'Angelo, anche no.
Con sincerissimo affetto,
Jakartone
Ciao a tutti,
ora che succede? Non lo so, non sono un dirigente del Forlì.
Credo che i pregi ed i difetti di Bardi non si scoprono dopo 4 anni e 7 partite. Attilio ha dimostrato di dare garanzie di risultati (si sono vissuti altri periodi difficili in questi 4 anni). La società ha dato la possibilità di avere continuità di lavoro all'allenatore e non è da tutti. Per questo la mia meraviglia. Nel post precedente elogiai la società per questo motivo e, anzi, sottolineavo l'orgoglio che deve avere una realtà che paga regolarmente i giocatori; da loro DEVE pretendere. Poi è evidente che se si perdono tutte le prossime partite valutazioni diverse andranno fatte.
So invece ciò che è successo dopo l'intervista a te rilasciata. E non mi è piaciuto per niente.
Quando si elogia solamente va tutto bene, nel momento in cui si hanno pensieri divergenti con qualcuno ecco che scatta la coda di paglia.C osi non va bene.
Quando giocavo e prendevo 8 ero felice ma,ti faccio una domanda Riccardo, quando mi davi 4 hai mai dico MAI, ricevuto una mia lamentela?
E' ovvio che dopo 500 partite giocate nel Forlì una mia dichiarazione possa essere più osservata di altre. Ma dov'è il problema, dov'è il problema?
Ho solo espresso il mio pensiero a domanda precisa... null'altro. Io non sono in contatto quotidiano con nessun dirigente (tranne Pardolesi in quanto gioco per lui) e nemmeno con Bardi (l'ho visto dopo mesi solo martedì scorso al campo), non sono in contatto con nessun giocatore (ho sentito qualcuno dopo l'intervista), non conosco le strategie societarie se non per via indiretta. Ed ho imparato che le cose riportate... sono da prendere con le pinze. Da qui la meraviglia per ciò che mi stavi dicendo.Tutto qui.
Stessi concetti riportati telefonicamente a Lorenzo Pedroni (grazie per avermi chiamato).
Tu Riccardo, in riferimento al mio intervento precedente su Blog, mi hai "ripreso" in quanto abusai della scrittura in maiuscolo perché significa urlare. Bene.
CHIARISCO UNA VOLTA PER TUTTE DIVERSE COSUCCE SUI " SI DICE"... "SEMBRA".. CHE ALEGGIANO DA SEMPRE IN VIALE ROMA.
A) HO SEMPRE DATO MERITO, PUBBLICAMENTE E NON, A QUESTA DIRIGENZA DI AVER RIPORTATO I COLORI BIANCOROSSI DOVE MERITANO.DI AVER FATTO SU ALCUNE COSE UN LAVORO STRAORDINARIO, SU ALTRE NON HO MAI MANCATO DI DIRE DOVE, CON RISPETTO SECONDO LA MIA UMILE ESPERIENZA, SI PUO' MIGLIORARE.
B) Ho solo espresso un MIO pensiero SPORTIVO su ciò che mi è stato chiesto. Cosi pensavo e così penso ancora. Mi spiace se non è in linea con il pensiero di qualcun'altro e non ci si deve offendere se si ha una visione diversa delle cose.
Se ci si offende significa che c'è qualcosa che necessita di essere chiarito.
MA DEVE ESSERE CHIARITO CON ME!!!!!!!!!!!!
IO NON PARLO A NOME DI LINARI, PARDOLESI, FANTINI, BARDI, CANGINI O, CI MANCHEREBBE, A NOME DEI RAPPRESENTANTI DEL CLUB DI TIFOSI CHE PORTA IL MIO NOME.
IO PARLO A NOME MIO. E' CHIARO??? E' CHIARO??
SE NON LO E' QUESTO SIGNIFICA CHE QUALCUN'ALTRO NON E' ABITUATO A FARLO.
NON HO MAI VOLUTAMENTE INFLUENZATO QUALCUNO PERCHE' DICESSE O FACESSE QUALCOSA CHE POSSA DARE DANNO ALLA SQUADRA O ALLA SOCIETA' DEL FORLI. TANTOMENO I TIFOSI.
SE QUALCUNO LO FA (E LO HANNO FATTO) UTILIZZANDO IL MIO NOME, NON MI RAPPRESENTA (ESEMPIO: LINARI SI CHIAMA LINARI, PINCOPALLINO RAPPRESENTA PINCOPALLINO... NON CALDERONI)
E' ABBASTANZA CHIARO????
C) SONO SEMPRE STATO IN DISPARTE DA QUANDO HO SMESSO DI GIOCARE. L'UNICA VOLTA, E L'ULTIMA, CHE SONO STATO UFFICIALMENTE INTERPELLATO DAI DIRIGENTI FU CINQUE ANNI FA.
UNA SERA DURANTE UN CONSIGLIO DOVE SI DOVEVA DECIDERE IL NUOVO DIRETTORE SPORTIVO PER IL DOPO BALZANI.
D) NON MI E' STATO MAI PROPOSTO NULLA (E NON E' SUCCESSO NEMMENO QUANDO IL PRESIDENTE ERA LINARI...) NE' TANTOMENO HO MAI CHIESTO NULLA IN QUESTI ANNI SE NON DA SALVETTI (IDEAMMO IL PROGETTO CHE DA DUE ANNI PORTIAMO NELLE SCUOLE).
E) DOPO TUTTO QUELLO CHE HO DATO AL FORLI NON MERITO DI ESSERE TIRATO IN BALLO, IN MANIERA INFANTILE, DA QUALCUNO PERCHE' DA ANNI NON RIESCE A CHIARIRSI CON QUALCUN'ALTRO.
TROPPO FACILE AVERE LA MEMORIA CORTA. E PER QUESTO MOTIVO OGGI PER LA PRIMA VOLTA URLO QUESTE COSE E LE RIVENDICO.
IO SI IO... HO SEMPRE GIOCATO SOLO PER LA MAGLIA E, ABBIATE RISPETTO! PRIMA DI METTERMI IN MEZZO PER MILLE CAZZATE DI CUI NON C'ENTRO NULLA.
DICO QUESTE COSE IN QUESTA SEDE PERCHE SO CHE E' FREQUENTATA E ARRIVERANNO A DESTINAZIONE.
CHI VUOL CAPIRE CAPISCA CHI NON VUOL CAPIRE... CHISSENEFREGA.
A ME, A NOI, IMPORTA SOLO CHE IL FORLI VINCA UN ULTERIORE CAMPIONATO!!!
Kalle
Ciao a tutti,
ora che succede? Non lo so, non sono un dirigente del Forlì.
Credo che i pregi ed i difetti di Bardi non si scoprono dopo 4 anni e 7 partite. Attilio ha dimostrato di dare garanzie di risultati (si sono vissuti altri periodi difficili in questi 4 anni). La società ha dato la possibilità di avere continuità di lavoro all'allenatore e non è da tutti. Per questo la mia meraviglia. Nel post precedente elogiai la società per questo motivo e, anzi, sottolineavo l'orgoglio che deve avere una realtà che paga regolarmente i giocatori; da loro DEVE pretendere. Poi è evidente che se si perdono tutte le prossime partite valutazioni diverse andranno fatte.
So invece ciò che è successo dopo l'intervista a te rilasciata. E non mi è piaciuto per niente.
Quando si elogia solamente va tutto bene, nel momento in cui si hanno pensieri divergenti con qualcuno ecco che scatta la coda di paglia.C osi non va bene.
Quando giocavo e prendevo 8 ero felice ma,ti faccio una domanda Riccardo, quando mi davi 4 hai mai dico MAI, ricevuto una mia lamentela?
E' ovvio che dopo 500 partite giocate nel Forlì una mia dichiarazione possa essere più osservata di altre. Ma dov'è il problema, dov'è il problema?
Ho solo espresso il mio pensiero a domanda precisa... null'altro. Io non sono in contatto quotidiano con nessun dirigente (tranne Pardolesi in quanto gioco per lui) e nemmeno con Bardi (l'ho visto dopo mesi solo martedì scorso al campo), non sono in contatto con nessun giocatore (ho sentito qualcuno dopo l'intervista), non conosco le strategie societarie se non per via indiretta. Ed ho imparato che le cose riportate... sono da prendere con le pinze. Da qui la meraviglia per ciò che mi stavi dicendo.Tutto qui.
Stessi concetti riportati telefonicamente a Lorenzo Pedroni (grazie per avermi chiamato).
Tu Riccardo, in riferimento al mio intervento precedente su Blog, mi hai "ripreso" in quanto abusai della scrittura in maiuscolo perché significa urlare. Bene.
CHIARISCO UNA VOLTA PER TUTTE DIVERSE COSUCCE SUI " SI DICE"... "SEMBRA".. CHE ALEGGIANO DA SEMPRE IN VIALE ROMA.
A) HO SEMPRE DATO MERITO, PUBBLICAMENTE E NON, A QUESTA DIRIGENZA DI AVER RIPORTATO I COLORI BIANCOROSSI DOVE MERITANO.DI AVER FATTO SU ALCUNE COSE UN LAVORO STRAORDINARIO, SU ALTRE NON HO MAI MANCATO DI DIRE DOVE, CON RISPETTO SECONDO LA MIA UMILE ESPERIENZA, SI PUO' MIGLIORARE.
B) Ho solo espresso un MIO pensiero SPORTIVO su ciò che mi è stato chiesto. Cosi pensavo e così penso ancora. Mi spiace se non è in linea con il pensiero di qualcun'altro e non ci si deve offendere se si ha una visione diversa delle cose.
Se ci si offende significa che c'è qualcosa che necessita di essere chiarito.
MA DEVE ESSERE CHIARITO CON ME!!!!!!!!!!!!
IO NON PARLO A NOME DI LINARI, PARDOLESI, FANTINI, BARDI, CANGINI O, CI MANCHEREBBE, A NOME DEI RAPPRESENTANTI DEL CLUB DI TIFOSI CHE PORTA IL MIO NOME.
IO PARLO A NOME MIO. E' CHIARO??? E' CHIARO??
SE NON LO E' QUESTO SIGNIFICA CHE QUALCUN'ALTRO NON E' ABITUATO A FARLO.
NON HO MAI VOLUTAMENTE INFLUENZATO QUALCUNO PERCHE' DICESSE O FACESSE QUALCOSA CHE POSSA DARE DANNO ALLA SQUADRA O ALLA SOCIETA' DEL FORLI. TANTOMENO I TIFOSI.
SE QUALCUNO LO FA (E LO HANNO FATTO) UTILIZZANDO IL MIO NOME, NON MI RAPPRESENTA (ESEMPIO: LINARI SI CHIAMA LINARI, PINCOPALLINO RAPPRESENTA PINCOPALLINO... NON CALDERONI)
E' ABBASTANZA CHIARO????
C) SONO SEMPRE STATO IN DISPARTE DA QUANDO HO SMESSO DI GIOCARE. L'UNICA VOLTA, E L'ULTIMA, CHE SONO STATO UFFICIALMENTE INTERPELLATO DAI DIRIGENTI FU CINQUE ANNI FA.
UNA SERA DURANTE UN CONSIGLIO DOVE SI DOVEVA DECIDERE IL NUOVO DIRETTORE SPORTIVO PER IL DOPO BALZANI.
D) NON MI E' STATO MAI PROPOSTO NULLA (E NON E' SUCCESSO NEMMENO QUANDO IL PRESIDENTE ERA LINARI...) NE' TANTOMENO HO MAI CHIESTO NULLA IN QUESTI ANNI SE NON DA SALVETTI (IDEAMMO IL PROGETTO CHE DA DUE ANNI PORTIAMO NELLE SCUOLE).
E) DOPO TUTTO QUELLO CHE HO DATO AL FORLI NON MERITO DI ESSERE TIRATO IN BALLO, IN MANIERA INFANTILE, DA QUALCUNO PERCHE' DA ANNI NON RIESCE A CHIARIRSI CON QUALCUN'ALTRO.
TROPPO FACILE AVERE LA MEMORIA CORTA. E PER QUESTO MOTIVO OGGI PER LA PRIMA VOLTA URLO QUESTE COSE E LE RIVENDICO.
IO SI IO... HO SEMPRE GIOCATO SOLO PER LA MAGLIA E, ABBIATE RISPETTO! PRIMA DI METTERMI IN MEZZO PER MILLE CAZZATE DI CUI NON C'ENTRO NULLA.
DICO QUESTE COSE IN QUESTA SEDE PERCHE SO CHE E' FREQUENTATA E ARRIVERANNO A DESTINAZIONE.
CHI VUOL CAPIRE CAPISCA CHI NON VUOL CAPIRE... CHISSENEFREGA.
A ME, A NOI, IMPORTA SOLO CHE IL FORLI VINCA UN ULTERIORE CAMPIONATO!!!
Kalle
giovedì 17 ottobre 2013
Quelli che... il Pardo
Domenica niente Forlì-Cuneo, è deciso. Tutti barricati in casa a seguire la puntatona di Quelli che... il calcio su Rai Due: a disposizione del conduttore Nicola Savino, in studio, il Club Forza Forlì capitanato dal nostro guru Franco Pardolesi. Con lui dovrebbero esserci Ivan Salvigni e Hansal Rachid: il primo ex amatissimo giocatore del Forlì, il secondo (dice) ex nazionale marocchino.
Prossima tappa, la poltroncina presidenziale al fianco di Napolitano per il discorso alla nazione di fine anno, eh Franco?
mercoledì 16 ottobre 2013
L'Airone in planata
Ha parlato Bernacci. Non è detto che domenica contro il Cuneo possa giocare ma l'Airone vede, finalmente, la luce in fondo al tunnel. "Entro 15 giorni - ha svelato - conto di essere definitivamente a posto". Una gran bella notizia per il Forlì. Oltretutto Bernacci ha tagliato la testa alle polemiche: "Ne ho sentite di tutte in questi mesi, anche che fossi venuto qui a Forlì a rubare lo stipendio. Mi sono pagato le cure da solo e basta vedere a quanti soldi ho rinunciato nella mia carriera per avere una risposta. In ogni caso se mi accorgessi che il problema non si risolve in tempi brevi sarei il primo ad andare dalla società e a farmi da parte". Stamattina l'Airone si è allenato, a pomeriggio no.
Out invece Tonelli: l'uomo più in forma del Forlì (dopo Tonti) starà fermo un paio di settimane. Questa invece no, non è una bella notizia.
martedì 15 ottobre 2013
Due cose sul basket
Ieri sera la FulgorLibertas ha debuttato in campionato al PalaCredito. Nonostante una situazione economica disastrosa (in molti pensano che la squadra sia stata iscritta al campionato solo per evitare un fallimento dolorosissimo per chi ha messo le firme in banca) la squadra, ancora senza sponsor sulla maglia, ha battuto Trapani davanti a 2.400 persone. Sì, letto bene: duemilaquattrocento persone tra le quali Myers, Casadei, Fantini e Gerolino. Il successo di ieri, ottenuto dopo essere arrivati al +20 e poi essersi mangiati quasi tutto nell'ultimo quarto per via del braccino, ha permesso alla FulgorLibertas di riportarsi a quota zero in classifica.
E' difficile fare previsioni sulla stagione appena cominciata, di sicuro Forlì ha un roster (nel basket dicono così) giovanissimo ma con qualche punta di talento: a me ad esempio piacciono molto Crow e Saccaggi ma di basket capisco poco anzi niente. Finito qui, promesso che non vi ammorbo più con gli sport minori.
"Lasciateci sognare"
I quattro temi scritti dai ragazzi della scuola media di Villafranca dopo l'incontro del 3 ottobre con Kalle, Casadei e Torelli. Come al solito: non pensate di annoiarvi leggendoli, davvero.
Alberto Calderoni (ex capitano, giocatore del Forlì) ha parlato dello sport e di quanto è importante, a maggior ragione per lui che era capitano della squadra della sua città e lo è stato per 14 anni. Gli altri due giocatori Francesco Torelli e Riccardo Casadei hanno parlato assieme al Professor Marco Susanna di quanto è importante non assumere sostanze dannose per il nostro corpo.
Se sei difensore o se sei portiere, non puoi sempre andare a tirare in porta e passare in attacco: l’importante è concentrarsi sul proprio ruolo e capire che i tuoi compagni hanno bisogno di te. Devi ricordarti che i tuoi avversari non sono nemici, ma compagni di gioco e che, se i tuoi avversari sono forti, per vincere non servono stupefacenti, ma gioco di squadra. Non è importante il ruolo che fai, ma che tu ti diverta. Il calcio probabilmente è lo sport più praticato. Comunque tutti gli sport sono bellissimi.
Un giocatore deve essere sempre e comunque felice del risultato ottenuto. Alberto ha, infatti, affermato che qualunque siano le potenzialità dello sportivo, bisogna sempre dare il massimo. Un nostro compagno ha raccontato: “Non avevo mai fatto goal in partita. Una domenica all’allenatore chiesi chi batteva il rigore e lui mi rispose lo batti tu. Misi il pallone nel dischetto del rigore, l’arbitro fischiò e feci goal. Ero molto emozionato e i miei amici mi abbracciarono. Poi perdemmo la partita, ma non era importante, perché mi ero divertito ed era il giorno più bello della mia vita.”
Lo sport è uno dei tanti bisogni secondari e tante persone, bambini, ragazzi lo fanno. E’ molto bello praticare sport, perché si possono conoscere nuovi amici e anche perché ci si può divertire tanto. Alcune persone praticano sport a livello agonistico e anche questo può essere molto bello, ma se una persona pratica sport per essere più bravo di altri o prende medicine per essere più forte (come nel caso del doping) può diventare un problema per il nostro corpo.
Alberto Calderoni ci ha detto: “Per me lo sport è come una seconda vita, un’altra vita, un’altra famiglia. Ecco, dico questo perché ho giocato a calcio e ancora oggi gioco. Per me la squadra è una famiglia, che ti dà fiducia e ti incoraggia a compiere grandi passi e a diventare sempre più grande”. Alberto Calderoni, Francesco Torelli, Riccardo Casadei ci hanno spiegato che bisogna accettarsi per quelli che si è, poi ci hanno detto che è anche importante collaborare con la squadra, ci hanno anche illustrato la carta del fair play, dimostrandoci che giocare con fair play vuol dire giocare leale.
1° A
L’incontro è stato molto istruttivo per noi studenti e abbiamo potuto riflettere su alcune tematiche importanti attraverso commenti, video, filmati anche molto scioccanti. Ci hanno parlato del doping, del fair play, dell’importanza della squadra nella vita di uno sportivo e ci ha molto toccato il video delle due atlete che gareggiavano per qualificarsi alle Olimpiadi. All’inizio non avevamo molto capito quello che stava succedendo fra le due maratonete, ma poi quando il prof. Susanna ci ha spiegato bene la scena, siamo rimasti tutti senza parole. In classe sono venute fuori molte riflessioni come quella di un nostro amico che si è domandato:” E’ meglio vincere una sola volta rischiando di perdere la vita, oppure dare il meglio di se stessi sapendo di aver fatto tutto il possibile e salvaguardare la salute del proprio organismo?”. Questa domanda è scaturita dai ragionamenti sul tema del doping e delle sostanze anabolizzanti che hanno fatto rischiare la vita di una campionessa olimpica, Giuliana Salce, costretta a fare la spazzina dopo aver confessato tutta la verità. La testimonianza letta durante l’incontro ci ha permesso di pensare all’importanza di giocare in modo pulito ed onesto, perché la cosa più bella è sentire l’emozione di un traguardo da raggiungere e soprattutto sentire il calore della propria squadra che fa il tifo anche da lontano. A questo proposito un’alunna di terza media ha raccontato la sua esperienza di nuotatrice e ci ha detto che nonostante il suo sia uno sport individuale, è fondamentale il sostegno della propria squadra che fuori dalla vasca la incoraggia a non mollare mai. Anche noi siamo molto sportivi, pratichiamo sport vari come la boxe, l’acrobatica, l’hip hop, la pallacanestro, pallavolo, il nuoto e anche il calcio, e ci siamo resi conto che in tutti gli sport è essenziale avere un obiettivo e non scoraggiarsi mai, anche se il bello non è vincere a tutti i costi, ma divertirsi con i compagni e sentire il calore dell’amicizia e della solidarietà. Lo sport ci aiuta a crescere nel corpo e nella mente e questo incontro è stato un bel momento di crescita per tutti noi. Grazie Alberto.
1° B
Questa storia è stata di esempio per tutti noi. Ci ha fatto riflettere e ci ha insegnato che lo sport non è solo vittoria e competizione ma, se vissuto con amore e passione, è una scelta di vita. Ci sono stati mostrati altri esempi, tutti con un unico punto comune: lo sport ad alti livelli spesso è pieno di persone che cercano di usare gli atleti come macchine, facendogli assumere sostanze proibite ma ogni atleta deve vivere e gareggiare con il cuore e con grande onestà. Si può perdere nella gara, ma vincere nella vita!
2° A
Il video che ci ha colpito di più è stato quello riguardante un episodio di fair play verificatosi alle qualifiche per le olimpiadi trials del 2002. Durante una gara di atletica leggera una delle atlete che stava che stava sempre in prima posizione è crollata a terra perché aveva un problema alle gambe, la sua rivale Megan Vogel ha raggiunto l’atleta a terra e l’ha raccolta, l’ha trasportata fino al traguardo e l’ha messa davanti in modo che vincesse lei che lo meritava di più. Come disse Barone Pierre De Coubertin al discorso di inaugurazione delle prime olimpiadi moderne del 1896: ”La cosa importante non è vincere, ma partecipare, perché nella vita la cosa importante non è il trionfo, ma la lotta, cosa essenziale non è conquistare, ma battersi con onore”.
Però c’è un nemico del fair play: è il doping, che rende invincibili, ma che dopo fa stare male e provoca danni irreversibili al corpo. Giuliana Salce faceva atletica leggera specializzata in marcia e macinava ogni record. Alla fine della carriera si dedicò al ciclismo master a livello europeo. Un consigliere della Federazione ciclistica la obbligò a prendere della sostanza (droga) che veniva estratta dai cadaveri. Si era dopata per fortuna solo 4 mesi e finalmente dopo poco ha confessato tutto in tribunale. Hanno deciso di toglierla dalle gare e si è ritrovata senza lavoro e con un figlio di 23 anni da mantenere. Dopo qualche mese ha trovato lavoro e adesso fa la spazzina per 700 euro al mese. Ecco questo è un esempio di cosa provoca il doping.
3° A
E' stata una bellissima esperienza in cui noi ragazzi della scuola secondaria di Villafranca abbiamo imparato molte cose sul fair play e anche sul lato scorretto dello sport come il doping e le sostanze anabolizzanti. All’incontro hanno partecipato Riccardo Casadei, Francesco Torelli che sono due giocatori della squadra della nostra città e Giovanni Brunelli, Franco Pardolesi e Giovanni Manna, rappresentanti della società. Una delle cose che ci ha colpito di più è stato vedere un video dove un’atleta ha rinunciato ai successi e alla carriera per fare ciò che è giusto. La ragazza che era stata sempre seconda rispetto a quella avversaria, stava vincendo perché, mentre gareggiavano, la sua rivale ha avuto un mancamento. La seconda atleta, invece di approfittarne e qualificarsi alle Olimpiadi, è tornata indietro a soccorrere la sua amica avversaria, l’ha aiutata a finire la gara e prima del traguardo ha deciso di porla davanti a lei qualificandola e riconoscendone la superiorità. Questo fatto ci ha insegnato ad essere giusti in qualsiasi situazione, nella vita e nello sport, senza fare differenze. Questo ci ha fatto venire in mente molte domande del tipo : “Anche se pratichiamo uno sport, abbiamo sempre rispettato le regole del fair play? Perché è così difficile per gli sportivi rispettare queste regole?” Forse per noi è così arduo aiutare i propri avversari perché pensiamo a vincere e non a fare la cosa giusta, ma nonostante siamo piccoli non siamo gli unici a non rispettare le regole. Sono soprattutto gli adulti che, nonostante dovrebbero dare l’esempio a noi minori, non rispettano per primi l’avversario.
Ci siamo soffermati ulteriormente sul concetto di “Traguardo” che è venuto fuori dalla domanda di una bambina della classe prima: ”Si fa fatica a giocare sotto la pioggia?” All’inizio è sembrata una domanda molto banale, ma sentendo le risposte abbiamo tutti cambiato idea perché siamo entrati in alcuni argomenti molto particolari. Il primo a rispondere è stato il calciatore Francesco che ci ha spiegato che giocare sotto la pioggia non è così semplice ma allo stesso tempo è divertente, è una sfida con un traguardo da raggiungere. Il traguardo è la soddisfazione di essersi impegnati di aver dato il meglio di sé. Questo ci ha fatto capire che più è lontano l’obiettivo più hai soddisfazione quando lo raggiungi. Ci ha insegnato che lo sport è come la vita, ossia per avere un senso deve fondarsi sul rispetto reciproco.
Ogni classe ha formulato altre domande, ma una che ha colpito tutti è stata : “In che modo le sostanze dopanti influiscono sugli atleti ?” Alberto Calderoni ci ha risposto spiegandoci che ovviamente danneggiano il nostro organismo e il rapporto con noi stessi. Durante l’incontro è stata proiettata una testimonianza scritta da Giuliana Salce, un’ ex campionessa di marcia, in cui diceva che lei aveva assunto sostanze dopanti e che le avevano provocato fastidi nocivi al corpo. Al termine della lettera ha raccontato di essere andata in una scuola e una bambina le ha chiesto : “ Ma lei lo sapeva cosa sarebbe successo dopo ?” e alla sua risposta affermativa la bambina ha ribattuto: “ E allora perché lo ha fatto ?” . Secondo noi il motivo per cui gli atleti pensino solo a vincere impedisce loro di capire che assumere queste sostanze è pericoloso per l’ organismo. Lo sport è uno di quegli argomenti che accomuna tutti, grandi e piccoli, e questo incontro lo ha dimostrato perché ci ha dato la possibilità di riflettere su temi molto importanti.
2° B
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