lunedì 16 settembre 2013

C'è Kalle x te - Bardi o gli spioni



Carissimo Kalle, prendo spunto per questo primo appuntamento con te dal divertente episodio accaduto a Genova prima del derby: l’allenatore dei portieri della Primavera genoana, Luca De Prà, è stato ‘beccato’ in tuta mimetica a spiare l’allenamento della Samp. Il ‘Rambo’ genoano mi ha fatto tornare in mente l’espressione che assume il viso di Bardi ogni volta che, al venerdì in conferenza stampa, noi giornalisti gli chiediamo cosa sa dell’avversario. Un mugugno, le labbra in picchiata verso il basso, un nome abbozzato senza troppa sicurezza. A Bardi – l’ha ammesso lui stesso in più occasioni – non interessa troppo studiare l’avversario perché, dice, il suo Forlì giocherà sempre e comunque per imporre il proprio gioco sviluppato attraverso l’arcinoto 3-4-3. 
Tu che ne pensi?  



Ciao Riccardo e un saluto caro a tutti i tifosi biancorossi.
Mentre cerco di riunire i pensieri ed ordinare una risposta alla tua domanda,sorrido nel pensare all'espressione del viso di Attilio quando tocchi certi argomenti...
Nonostante abbia condiviso insieme a lui solamente un paio di stagioni ci lega un rapporto di amicizia che mi permette di scherzare spesso su questi argomenti.
Premesso che ognuno è libero di vedere il calcio alla propria maniera io credo che Attilio sia nella sostanza un grande allenatore.
I moduli sono importanti è vero,ma solamente se condivisi ed interpretati nella giusta maniera.L'interpretazione dell'impostazione tattica è ,a mio modo di vedere,la cosa più importante che deve trasmettere un allenatore.
Credo che i sistemi di gioco basati sulla copertura ed attacco delle zone di campo(più banalmente il gioco a zona) comporti sostanzialmente movimenti più o meno simili ai giocatori in campo a prescindere dal modulo.E' la cultura calcistica del gioco a zona che diversifica le squadre forti e complete da quelle meno.Cioè il grado di cultura di ogni giocatore nel sapersi districare dalle difficoltà del match ,dal sapere quando lasciare l'insegnamento didattico e scolastico e portare quest'ultimo a livelli più complicati durante le varie situazioni che ti capitano in campo e metterlo a disposizione della squadra.
Una volta assodato questo diventa importante anche il modulo di gioco che,se dovessi allenare io,stabilirei in fase di allestimento squadra in base alle mie convinzioni(credo quello che fanno sempre Cangio e Attila in sede di mercato).Certamente il 3-4-3 è un modulo che ha necessità di interpreti più completi rispetto ,ad esempio,ad un 4-4-2....agli esterni bassi si richiede qualità aerobica e capacità tecnica ANCHE a livello offensivo...etc...
Ecco io credo che Attilio elevi ,durante l'annata e tramite il suo lavoro, il grado di cultura calcistica dei giocatori che ha a disposizione.
Questo comporta una buona organizzazione di gioco che a sua volta si tramuta in sicurezza e voglia di fare bene il proprio compito senza guardare troppo in casa d'altri.
Poi non crediate che non si sappia proprio nulla degli altri.....ovviamente se tra gli avversari c'è qualche giocatore particolarmente pericoloso o bravo le caratteristiche vengono esaminate anche da Attilio ed il suo staff.A lui piace certamente dire che non si interessa della squadra avversaria ma state certi che sa quello che deve sapere(anche perchè dispone di uno staff assolutamente all'altezza) e cerca di preparare tutti al meglio,rimanendo però fedele al proprio modo di vedere ed interpretare la partita.
Per quanto riguardo lo"spionaggio" credo sia utile ormai solamente per ciò che concerne il cercare di sapere se gli avversari stanno preparando qualcosa di particolare sulle palle inattive.Cioè esattamente quelle situazioni dove la cultura calcistica di cui parlavo conta meno e ti puoi far prender impreparato.
Spero di aver minimamente soddisfatto la richiesta in attesa di ulteriori approfondimenti,vi abbraccio.
Solo Forlì!
Kalle



domenica 15 settembre 2013

Ajò, che Forlì!


Seconda vittoria in tre partite, due su due fuori casa: Eva, Tonelli e il Micio regalano al Forlì il terzo posto in classifica (6) al pari del Real Vicenza e dietro alle corazzate Bassano e Pergolettese (7). Mi dicono (grazie ad Alessandro Rondoni che era là, e mi ha tenuto aggiornato con Whatsapp, anche la foto è sua) che i tifosi della Torres abbiano applaudito molto Attilio Bardi, loro ex glorioso centravanti.

In vista della sfida casalinga al già contestatissimo Mantova un paio di tegole: l'espulsione di Eva e l'infortunio al ginocchio (grave?) di Arrigoni. Ma anche un super Tonti, un Forlì che tra sette giorni ritroverà Boron, forse Bernacci e sta imparando a sudarsi ogni punto in un campionato nel quale, contrariamente alle previsioni, si pareggia molto (undici X in tre giornate contro i nove della scorsa stagione) e continua a contare zero il fattore casa: 12 vittorie esterne in 27 gare una stagione fa, 9 in 26 partite quest'anno.

domenica 8 settembre 2013

Che manchi qualcosa?



Terzo gol di un difensore su tre, terzo gol su calcio d'angolo su tre, punte ancora una volta smarrite, Cammellu centravanti negli ultimi minuti. Il Forlì ha perso in casa col Renate come l'anno scorso, meritatamente come l'anno scorso. Che manchi qualcosa là davanti?

Ps: Dall'Oro in confronto è Caressa.

Dall'orooooooooo



La risposta migliore alle critiche che in settimana sono piovute addosso allo speaker del Forlì Gianluca Dall'Oro sarebbe, oggi, un urlo lungo così al gol del Micio.

sabato 7 settembre 2013

Forlì col Pe.To.Me.



Ricordate il Ka.Pa.Ro? Fu una ardita invenzione della Gazzetta che cinque anni fa battezzò con questo acronimo il tridente formato da Kakà, Pato e Ronaldo. In assenza di Be, e di Na, il Forlì vara oggi col rientro di Melandri il Pe.To.Me. Speriamo funzioni (e non si faccia male Melandri).

A centrocampo Jidayi, Eva, Forte e Sampa.
In difesa Arrigoni, il Cammellu e uno tra Vesi e Gerolino (io credo il secondo, mancino).

Il Renate gioca col 3-5-2 e non ha più Zanetti e Brighenti, stelle dello scorso anno. C'è da vendicare lo 0-1 del 13 marzo: il palo interno di Melandri sullo 0-0, che poi è la foto che vedete sopra, il gol dei nerazzurri a una manciata di minuti dalla fine. Da quel giorno il Forlì abbandonò mentalmente la corsa playoff.

Nota dalla società: gli abbonamenti sono pronti, venerdì ho visto personalmente Poli chiamare uno per uno al telefono tutti i tesserati. Ieri parecchi abbonamenti venduti, anche per questo il Forlì ha deciso di tenere aperta la possibilità di sottoscrivere la tessera annuale prima e anche durante il match. Un consiglio: fare un salto a comprare il biglietto di mattina, il rischio code alla prima in casa è elevato (ricordate Mantova?).

venerdì 6 settembre 2013

E' con immenso piacere



Quando mercoledì 12 ottobre 2011 pubblicai il primo post di questo blog, avevo un sogno che si è realizzato alle 19.54 di stasera. Sognavo, allora, di tirare dentro in questa storia tutta biancorossa la persona che più di ogni altra - più dei giornalisti, dei tifosi, dei dirigenti e persino dei presidenti, oltre che di tutti i giocatori passati dal Morgagni in questi decenni - porta lo spirito del Forlì dentro al cuore. Il mio è stato un lavoro di convincimento durato quasi due anni: l'ho addomesticato di scalpello ai fianchi e al cuore, con la pazienza di uno sciamano ne ho eroso giorno dopo giorno l'intima ritrosia, l'avversione per il palcoscenico lasciato nel modo più romantico, in campo con la faccia dipinta a strisce bianche e rosse, sei anni fa. 

Non so ancora quale sarà la forma dei suoi interventi. Non so se scriverà spesso o una volta al mese, quando gli pare, tutti i giorni. Ne parleremo, che importa? Alle 19.54 di oggi mi ha chiamato per dirmi, buttato lì alla fine delle solite chiacchiere sul Forlì, come se fosse la cosa più naturale del mondo, che accettava, d'ora in avanti, di raccontarci su questo spazio il suo punto di vista. E' con immenso piacere e smisurato orgoglio che vi preannuncio l'ingresso di Kalle sul blog. 

Benvenuto Alberto, forza Forlì. 


Pedroni si è sfogato, su facebook


A proposito di critiche ecco il post pubblicato ieri sera dal Dg del Forlì.

giovedì 5 settembre 2013

Perché non criticare

Ho letto i commenti critici degli ultimi giorni. Qualcuno lo condivido, altri no. Ma non è questo il punto. Il punto secondo me è che questa stagione segna un punto di non ritorno, bisogna metterselo in testa. Se il Forlì non sale di categoria quest'anno, può anche essere che il Forlì il prossimo anno faccia fatica ad esserci di nuovo. Chiaro? Per cui non credo abbia molto senso quest'anno, ora, criticare questo per il mercato (diesse), quell'altro perché non ha dato la targa (dg), quello coi calzoni troppo alti (segretario) o quello che non sa fare lo speaker (Dall'Oro). Bisogna pensare solo a vincere sperando che la squadra corra fino alle lacrime e vinca, e finora ha vinto. Turiamoci tutti quanti il naso per qualche mese, ci state? Lo so che ci sono un mucchio di cose che non vanno, non piacciono, sono fatte storte o sono fatte da persone che non vorremmo vedere lì. Molto di quello che dite, ripeto, mi trova d'accordo. Ma non conta. Conta pochissimo perché se non si sale nella terza serie resteranno solo la polvere e le nostre chiacchiere. Andremo a vedere il Ronco. Per quel che mi riguarda qui sul blog - nel giornale ho altri doveri - farò tutto il possibile per evitare di creare zizzania. Ne avrei tante ma non le scriverò, e spero che voi capiate il perché e siate d'accordo con me. Ne va della storia di questa squadra e questi mesi, dovesse andare male magari di un pelo, potremmo rimpiangerli a lungo. Non so se sia questa la scelta giusta ma ho deciso di farla. Giornalisticamente di sicuro non lo è, ma questo è un blog fatto per i tifosi e curato da uno che tifoso lo è diventato.
Forza Forlì

Ivo, Gherardelli, Ragazzini e Nappello


Uno strepitoso e surreale Giacomo Gherardelli, incrociato per caso alla Sosta nella pizzata post partita, ha chiuso il Sozzi day cantando buon compleanno al capitano del Forlì (quella vicino è la sua fidanzata, davvero). Prima, la partita era stata dominata in lungo e in largo dalla squadra di Bardi (niente stretta di mano con Capanni dopo l'intervista appuntita) nonostante un Buonocore geneticamente ispirato e la voglia di Marco di segnare una rete. Gli avversari l'avrebbero anche accontentato non fosse che papà Ivo, guardalinee, ha sbandierato un fuorigioco millimetrico col figlio solo davanti a Casadei. Temo che la faccenda resterà tra gli scaffali di casa per un bel po' di anni.

L'abbonamento messo in palio da Forlì e Generali è stato vinto da Paolo Ragazzini, Cangini invece è uscito dal campo sbuffando perché Torelli si è fatto male ad una caviglia e Nappello alla coscia. Oggi i due saranno valutati, se lo stop dell'ex Gubbio è significativo può essere che i piani cambino di nuovo, e il Forlì prenda davvero una punta.

mercoledì 4 settembre 2013

Mercato (soc)chiuso



Niente Longobardi. E niente Improta, l'ultima idea nata e sfumata in questo inizio settimana. Il Forlì ha deciso, per ora, di restare così com'è tenendo in saccoccia il 'tesoretto' che la proprietà aveva messo a disposizione di Bardi e Cangini.

Scelta più strategica che economica: un giocatore svincolato impiega mediamente un paio di settimane per trovare la forma. E in quel lasso di tempo i dirigenti biancorossi sperano di trovare al Federale un Bernacci nuovo di pacca. Ergo, mercato (soc)chiuso. Sempre che dall'Airone arrivino, magari a breve, segnali di miglioramento.