lunedì 10 marzo 2014
"Massima fiducia in Rossi"
La società biancorossa fa sapere che l'allenatore scelto a inizio novembre non è in discussione dopo gli ultimi risultati negativi e la zona salvezza a 7 punti, ma continua a godere della massima fiducia.
domenica 9 marzo 2014
Il video di Vicenza-Forlì
Con una canzone che dovreste conoscere e che invita, oltre ad altre cose, a 'non avere paura di perdere e pensare che sarà difficile cavarsela da questa situazione'.
Addio salvezza
Il Forlì crolla a Vicenza e precipita a meno 7 dalla zona salvezza. Ottavi non ci arriviamo più, ora è il caso di pedalare onde non finire direttamente in D, eventualità che al momento appare tutt'altro che improbabile vista la classifica: la Torres è nona a 39 e non si prende più, segue un mucchio di squadre a 35 (e il Rimini subito dietro, ma gioca stasera) tre solo delle quali accederanno agli spareggi. Un incubo.
La terza sconfitta consecutiva, la dodicesima in ventisette partite, certifica a titolo definitivo che la squadra è fragile tecnicamente ma soprattutto nella testa. Chiuso il primo tempo in vantaggio 1-2, i biancorossi sono crollati quando al 71' è stato espulso per doppia ammonizione Docente. Dieci minuti dopo i padroni di casa erano avanti 3-2.
Un disastro figlio di una marea di errori commessi durante tutta la stagione. E adesso non sarà facile tenere alto il morale in vista delle ultime sette, che non sono poche e restano importantissime. Riuscirà Rossi a dare un senso a questo finale di stagione? Viste le premesse ogni dubbio è lecito.
Domanda che è una provocazione ma solo fino a un certo punto: richiamare Bardi, no? Al di là delle convinzioni tattiche, dei pregi e dei difetti dei due allenatori, sarebbe il modo migliore per restituire un po' di entusiasmo all'ambiente. Forse l'unico, a questo punto.
Asfaltiamoli!
E' salpato stamattina alle 9.30 dal Morgagni il pullman con a bordo i 50 valorosi attesi a ora di pranzo dalla questura di Vicenza. E' la partita che vale una stagione, senza Bernacci ma con un mucchio di gente che al galletto tiene come a una famiglia. Giovani e vecchi, ragazze (giuro!), sciarpati che non salivano su un pullman per una trasferta da trenta o quarant'anni. Ma stavolta è la storia che passa dal 'Menti'.
Andiamo, e che Eupalla ce la mandi buona.
giovedì 6 marzo 2014
Bernacci ha male (dejavù?)
Avevo appena finito di scrivere quello che leggete sotto - e l'avevo anche pubblicato -, quando ho saputo che Bernacci è infortunato (infiammazione al tendine credo) e difficilmente partirà per Vicenza. A questo punto mi arrendo.
Non so, sbaglierò. Ma ho la netta
sensazione che il Forlì si salverà - voglio dire, raggiungerà l'ottavo posto -
se e solo se Marco Bernacci tornerà ad essere nelle ultime otto partite quello
splendido centravanti che Cangini e Pedroni l'estate scorsa erano convinti di
aver portato al Morgagni. Mi spiego meglio. La squadra è sotto la zona salvezza
dal 29 settembre, quando perse 1-0
a Bassano. Sono passate 22 giornate, più di un girone, e
nonostante il nuovo allenatore e i tantissimi rinforzi autunno-invernali,
compreso Docente che è un signor giocatore ma segna pochissimo, la classifica è
rimasta più o meno identica. Un palo, un rigore, un gol annullato o
un'espulsione possono cambiare il destino di una singola partita ma alla lunga
i valori spingono in una direzione. La squadra si è irrobustita, ha guadagnato
corsa, forza, disciplina tattica, esperienza. Ciò non è bastato a recuperare
terreno sulle altre, anche perché quasi tutte le concorrenti hanno
abbondantemente sfruttato la finestra di mercato. Tanti rinforzi per tutti
uguale zero rinforzi. Ma il Forlì a differenza delle altre ha ancora il jolly
nel taschino.
Marco Bernacci è senza dubbio il giocatore
più talentuoso della squadra, l'unico ad aver giocato e neanche poco in serie
A, ancora in piena maturità atletica (ha 30 anni) e oltretutto occupa un ruolo,
quello di centravanti, che cambia davvero le partite direttamente e con un
colpo solo. Finora Bernacci ha giocato poco più di 500 minuti senza segnare mai
(domenica scorsa ci è andato molto vicino), e solo quattro volte da titolare,
tutte a inizio 2014 contro Santarcangelo, Renate, Torres e Mantova. Sappiamo tutti
dal grave infortunio alla schiena che ne ha compromesso la stagione fin dai
primi giorni di ritiro. Ma ora i guai fisici sono alle spalle e fortunatamente
- sarà un caso? - il destino del Forlì è ancora tutto da scrivere. Tocca
all'Airone voltare pagina e raccontarci la sua, di storia. E' ancora in tempo.
martedì 4 marzo 2014
Il Forlì sgomma a Vicenza
Lodevolissima iniziativa di Werther Tesei (Baldini Gomme): il socio del Forlì ha deciso infatti di mettere a disposizione dei primi 50 che si prenotano biglietto e pullman per la trasferta di domenica. Bisogna avere la tessera del tifoso e basta chiamare entro le 12 di venerdì un numero tra i seguenti: 335-8162155 (Luciano StarAuto), 347-5634396 (Paolo bar Arcobaleno) o 338-8521786 (Poli). Necessario arrivare a 50 altrimenti salta tutto.
Lo sport è Artistico
Ecco gli articoli che hanno scritto i ragazzi e le ragazze del liceo Artistico di Forlì dopo l'incontro con Kalle, Casadei e Melandri.
In un mondo dove i valori dello sport vengono ogni giorno calpestati e dove i soldi, la carriera, prendono il loro posto , c’è ancora spazio per ore di discussione e di confronto. Questo è accaduto nella mattinata di martedì 18 febbraio al Liceo Artistico e Musicale di Forlì. Grazie alla presenza del Prof. Marco Susanna e dell’ex capitano del Forlì Alberto Calderoni, i ragazzi hanno potuto avere un confronto sul mondo dello sport con due esperti. Nell’arco delle due ore il “ Fair Play”, è stato al centro dell’incontro; a turno, le classi presenti hanno esposto varie domande all’ex capitano e ai due giocatori del Forlì Calcio presenti, centrando l’attenzione sui valori e sugli ostacoli che si incontrano nello sport così come nella vita. Anche il “doping” è stato un argomento molto trattato; a riguardo è stata letta e proiettata una lettera scritta da Giuliana Salce, famosa atleta italiana ,la quale con le sue parole ha ribadito con più forza la brutalità del doping. Rispondendo alle varie domande, Alberto Calderoni ha spiegato e dimostrato quanto nel mondo sportivo ci sia bisogno di impegno e amore per ciò che si fa e ciò in cui si crede. Alla vista dei vari video proiettati i ragazzi hanno appreso e capito ancor meglio la passione, il sentimento e il coraggio che serve in ogni momento: come la foto delle due atlete che radiose, con le mani giunte , alzano le braccia in segno di vittoria…ed è una vittoria interiore! Un incontro basato quindi sul vero spirito dello sport; nell’aiutare ; nel dare il massimo di se stessi: “Vi ringrazio ragazzi, noi cerchiamo di trasmettervi la nostra esperienza e farvi crescere. Questo sarà educativo per voi e anche per noi” queste le parole dell’ex capitano alla fine dell’incontro. Incontro che di certo ha trattato di temi più attuali che mai.
Silvia Stradaioli 1°B
Martedì 18 febbraio, presso l’Aula Magna del Liceo Artistico di Forlì, si è svolto un interessante incontro tra le classi del biennio ed alcuni componenti del Forlì Calcio. Il responsabile della società, Marco Susanna, ha presentato l’ex glorioso capitano Alberto Calderoni, al quale si sono poi uniti i giovani Casadei e Melandri giocatori attuali. Il progetto 'Un capitano per amico' è nato un anno fa per trasferire i valori dello sport nella vita quotidiana, per affrontarla in modo più maturo e responsabile. Durante le due ore trascorse insieme si è parlato soprattutto di Fair play, cioè di “gioco leale”. Per introdurre il discorso, sono state mostrate le significative immagini di due giovani sciatrici che, benché avversarie, salite sul podio, si tengono per mano. Dopo il filmato, gli studenti hanno sottoposto gli ospiti ad un vero e proprio fuoco di fila di domande. Alberto Calderoni ha spiegato cosa rappresenti per lui la sua grande passione, cioè il calcio. Ha confessato con sincerità quanto sia stata dura la decisione di lasciare la carriera da professionista, ma l’opportunità che gli è stata offerta di mettere la sua esperienza a disposizione di tanti ragazzi lo sta abbondantemente ripagando. Rispondendo alle domande che gli sono state rivolte, ha raccontato che, prima di scegliere il calcio, aveva praticato altri sport, ma di aver trovato in questo gioco di squadra le soddisfazioni che andava cercando. A chi gli ha chiesto se gli è capitato di avere avuto la tentazione di mollare tutto, ha replicato che le difficoltà lo hanno spronato a continuare, per raccogliere il frutto dell’impegno e della fatica spesi in anni allenamenti e pratica sportiva. Gli studenti hanno chiesto se, per affrontare la fatica, sia forte la tentazione del doping. Calderoni, orgoglioso delle sue scelte, ha risposto che non sarebbe stato giusto ricorrere a certi mezzucci né per gli altri né per lui stesso, non si sarebbe più riconosciuto; ha fatto il percorso che aveva immaginato fin dall’inizio della carriera, è rimasto fedele a se stesso, alla sua squadra nella quale ha trovato i propri princìpi morali e di comportamento. Per dare una prova concreta, esplicita degli effetti devastanti del doping è stata raccontata la storia di una campionessa di marcia Giuliana Salce che, dopo riconoscimenti internazionali, ha distrutto la propria carriera. Nelle parole di una sua lettera gli studenti hanno potuto cogliere il dramma di chi ha la consapevolezza di aver sbagliato (Il doping è qualcosa che ti consuma dentro e di cui non riesci a fare a meno), ma, unito a questo, anche un’enorme voglia di riscatto che si è manifestata nella scelta di svolgere un lavoro umile, come quello dell’operatore ecologico, ma che le ha ridonato la dignità. Lo sport è un’attività nobile che, purtroppo, accade venga sporcata dall’intrusione di teppisti tra i veri tifosi che esultano per la vittoria e sostengono nella sconfitta. Chi gioca ha bisogno dell’abbraccio che è espressione di gioia e manifestazione di stima anche verso l’avversario. Il rispetto reciproco che si coltiva sul campo dovrebbe trovare posto in qualsiasi rapporto umano. Alberto Calderoni, con le sue doti umane, è un esempio per i giovani che devono capire che l’umiltà e l’onestà, insieme alla capacità di divertirsi in modo pulito, sono i valori che più contano. L’incontro, gradito a tutti, ha permesso di capire che lo sport non è quello corrotto dal divismo e dal malaffare, che ci viene mostrato dalla TV, ma un mondo fatto di rispetto e condivisione che insegna a vivere fuori e dentro il campo. Di sicuro i ragazzi presenti, sia coloro che praticano sport, tanto a livello agonistico che come passatempo, sia coloro che lo praticheranno, conserveranno nella memoria le parole pronunciate e, nel fare attività fisica, osserveranno le regole con il sorriso e usando rispetto nei confronti sia dei compagni di squadra che degli avversari. Gli appassionati di calcio hanno partecipato sentendosi coinvolti, ma anche chi era disinformato su questo sport ha scoperto un mondo veramente degno d’interesse, quindi tutti saranno pronti ad assistere ad una partita del Forlì con entusiasmo e col sostegno necessario alla squadra per portare il pallone in rete.
Marco Mattia Benini, Teresa Lepore, Maria Seravalli, Valeria Kasemi, Arianna Agresti, Federica Lecci, Petra Alice Benini, Adele Monti
Marco Mattia Benini, Teresa Lepore, Maria Seravalli, Valeria Kasemi, Arianna Agresti, Federica Lecci, Petra Alice Benini, Adele Monti
lunedì 3 marzo 2014
Si può fare
La situazione si è un po' ingarbugliata ma non tutto è perduto, anzi. I margini ci sono ancora ma il Forlì non può più sbagliare una mossa da qui al 4 maggio. Vediamo come.
Società Il primo passo è ricomporre le ferite post Adinolfi. La trattativa, se mai inizierà davvero, prenderà corpo più avanti. In aprile? Può essere, certo non in queste settimane. Ergo bisogna fare quello in cui Conficconi non ha rivali: tenere unito il gruppo, spiegare, ascoltare, mediare.
Squadra Secondo me contro l'Alessandria non sono mancate volontà o determinazione. Il gol preso dopo pochi secondi, forse con un fallo, ha scombussolato tutti i piani. I giocatori ci hanno provato ma gli avversari erano forti e rintanati. Le soluzioni offensive ridotte. Secondo me Rossi dovrebbe cercare qualcosa di diverso in fase offensiva: scambi stretti, sovrapposizioni sulle fasce. Utilizzare Bernacci solo in quel modo è riduttivo. La rosa è competitiva ad alto livello e praticamente al completo, dietro tornerà Drudi: in sua assenza il Forlì ne ha perse due su due.
Tifosi Il 'chiarimento' post Alessandria ha sbollito le acque. I tifosi hanno promesso di stare vicini alla squadra e non vedo perché dovrebbero cambiare idea. Se c'è un momento nella storia in cui le opinioni personali vanno tenute nel cassetto è esattamente questo. Sostegno, pieno e incondizionato in ogni allenamento e ovviamente partita fino a maggio. Punto.
Calendario Domenica il Vicenza sarà senza il portiere Tomei e il difensore Busatto, espulsi a Bassano. Sarà tutt'altro che una passeggiata ma in qualche modo bisognerà vincere perché poi ci sarà il Bellaria in casa: sei punti in due turni riporterebbero in piena corsa salvezza il Forlì. Con un altro jolly, il Bra, due settimane dopo.
Oggettivamente le possibilità di raggiungere l'ottavo posto, pur diminuite, sono ancora tante. Per capirci: chiedete alla FulgorLibertas cosa significa essere davvero spacciati.
Forlì-Alessandria, il video
Direttamente da Sportubetv, per chi si fosse perso il pomeriggio più Grigio dell'anno. Maledetto il piedone di Servili sull'Airone.
domenica 2 marzo 2014
Il cielo è Grigio sopra Forlì
L'Alessandria ha vinto meritatamente al Morgagni. Primo tempo del Forlì inguardabile con Fantini e Barbagli, ma anche Tonti e Ferrini, in confusione. Nella ripresa con l'uomo in più regalato dall'arbitro Caso (che avesse l'espulsione facile si sapeva) i biancorossi ci hanno provato ma sempre nello stesso modo: tre dentro l'area e palla scodellata su Bernacci. Un po' pochino, considerando la superiorità numerica e l'Alessandria rintanata nei propri ultimi venti metri. Fasce inesistenti (ricordate un cross dal fondo?) e poi nel finale non ho capito perché è entrato Djuric se il suo compito era di stare in mezzo tra Cejas ed Evangelisti, tre registi che si passavano dieci volte la palla sulla trequarti prima di buttarla in mezzo alla sperindio. Male male oggi. A fine partita una cinquantina di tifosi ha aspettato fuori dal Morgagni mister Rossi, che si è fermato per spiegare le scelte di oggi. Anche Cejas ha chiesto ai tifosi di stare vicino alla squadra.
Ora per sperare di rientrare nelle otto bisognerà fare tre vittorie nelle prossime quattro contro Vicenza, Bellaria, Spal e Bra. Non è impossibile, ma la permanenza del Forlì nella fascia spareggi - in questo momento siamo più vicini alla retrocessione diretta (+3) che alla salvezza diretta (-4) - comincia a diventare piuttosto lunga. E un motivo ci sarà.
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