domenica 7 aprile 2013

Però godiamocela



Lo so che nel calcio conta solo quello che succede oggi anzi domani. Però quattro anni fa il Forlì che vedete sopra affrontava con non pochi timori il suo primo campionato di Eccellenza. Nei prossimi sette giorni lo stesso Forlì si giocherà alla pari con Monza e Venezia l'accesso ai playoff per salire in Prima Divisione, due gradini sotto Milan e Juve. Tutto questo non per incensare la dirigenza, Dio me ne scampi, ma per suggerire di goderci queste due partite belle bellissime senza timori né rimorsi, con la stessa gioia e spensieratezza promessa da Bardi e dalla squadra.
Amen.

sabato 6 aprile 2013

Seba sì, Eva no



Stamattina presente alla rifinitura Seba Petrascu. Non Evangelisti, che è stato convocato e al massimo andrà in panca. A Monza intanto svelano il nome del pezzo grosso che starebbe comprando un mucchio di debiti (e forse pagherà gli stipendi entro metà aprile, forse).

venerdì 5 aprile 2013

Maledetta primavera



Che non arriva mai, e ti frega. Metti la maglietta perché intravedi un raggio di sole tiepido scendendo dal letto e zac, alle 11 c'è un vento polare da far drizzare i peli a un pinguino. Risultato: Evangelisti e Petrascu a forte rischio per il dentro-o-fuori di domenica col Monza. Oggi s'è allenato Petrascu, domattina influenza permettendo proverà anche Eva.

In conf stampa Bardi ha detto che la squadra giocherà con gioia e spensieratezza. Che a Santarcangelo li ha visti bene (?), che lui sarebbe pronto a rinnovare anche domani, che nel caso in cui dia forfait Petrascu toccherà probabilmente al Razzosardo. Che Gasbarroni non sarà marcato a uomo ma riceverà raddoppio costante dal centrocampista interno e da quelo esterno. Basterà? Qualche ora e sapremo.

Il pezzo grosso



Scusate se insisto sul Monza ma la situazione della società che vedremo domenica al Morgagni è davvero paradossale. Ogni giorno pare quello buono perché baracca e burattini col valigione di debiti passino di mano, con Seedorf che dal Brasile rilascia interviste esilaranti e i giornalisti brianzoli che non sanno più che pesci pigliare e vergano articoli come questo, nei quali il "pezzo grosso" che sta acquisendo il club sommerso di debiti non ha mica nome ma "non ha paura di essere notato" perché gira in Ferrari (che però è stata noleggiata, "si dice in un autosalone di Tolosa"), sinonimo di "serietà nella trattativa", eppure mica vuole restare segreto ("nulla da nascondere").

Un puzzle grottesco le cui attinenze con la realtà paiono, così a prima lettura, parecchio simili a quelle che vendevano in viale Roma i fratelloni riminesi. Tanto gira e rivolta i debiti son debiti, e se non ha di che pagarli tieni buona la piazza in qualche modo fino all'ultimo giorno possibile. Col fumo, e se dell'arrosto manca perfino il profumo pazienza. Bastano una Ferrari, un "pezzo grosso alla Bud Spencer" e tante chiacchiere. E i debiti? Quisquilie.

"Quando il pezzo grosso è venuto a conoscenza della ricorrenza del centenario e dei 20mila euro che mancano per pubblicare libro e cd della gloriosa storia del Monza, ha immediatamente assicurato che questa sarà la prima cosa da fare. La storia non si dimentica. Ci sarebbero anche da saldare gli stipendi, visto che il 15 aprile scade la rata. Ancora non si può sapere chi verserà gli emolumenti, se la nuova proprietà o il vecchio Seedorf con un ultimo compassionevole gesto d'amore per il Monza. L'identikit non è perfetto, ma ci manca giusto un nome. Il nome del pezzo grosso".

Non può piovere per sempre


"Non può sempre piovere". E finalmente, dopo la pioggia prevista per venerdì, il weekend ci concederà una tregua. Domenica per il match contro il Monza sono attese condizioni di tempo stabile, con alternanza di schiarite ed annuvolamenti. Non c'e' domenica senza sole, nè Forlì senza amore.
Tutti allo stadio domenica: i biancorossi hanno bisogno di noi!

mercoledì 3 aprile 2013

Monza ovvero il calcio malato



Affogare in una situazione economica disperata, con sei punti di penalizzazione già sul groppone, e permettersi nonostante tutto il giocatore migliore della categoria, con possibilità concrete di salire in Prima Divisione. E’ possibile? Se ti chiami Monza sì, perché il primo azionista della cordata olandese alla guida della società si chiama Clarence Seedorf (foto Radaelli), e al netto delle trattative più o meno concrete che durante l’anno si sono susseguite (oggi pare fatta di nuovo con un misterioso riccone, lo scorso autunno era toccato a un imprenditore nel ramo parcheggi) è ancora l’ex trequartista del Milan a tenere – dal Brasile, in Italia c’è il suo avvocato Deborah Martin – le fila dell’onorato marchio brianzolo. I tifosi nonostante tutto sognano: cinque vittorie consecutive, dodici risultati utili in fila. Nel girone di ritorno il Monza vola, ha scalato la classifica e da una settimana occupa il sesto posto, l’ultimo valido per i playoff. Come ha fatto la squadra a mantenere nervi saldi e brillantezza in mezzo alla tempesta? Che domande, basta vedere cosa succede in casa FulgorLibertas: certe situazioni possono far scattare la molla. E poi c’è Gasbarroni.
L’ex ala di Toro, Samp, Parma e Palermo gioca a palla c’è-palla non c’è coi difensori di Seconda Divisione. Sedici gol, un milione di assist, l’intera squadra si appoggia alla sua qualità. Che non è poca: l’anno scorso il ragazzo, 31 anni compiuti ad agosto, vestiva la maglia del Torino in serie B. Contratto principesco: 750mila euro netti per giocare poco anzi niente. La società granata lo mise fuori squadra. Tonino Asta, che allenava le giovanili del Toro, lo portò a Monza insieme a un gruppetto di giovani promettenti promettendo al fenomeno divertimento, una squadra costruita per lui e uno stipendio sufficiente a fare la spesa nei migliori discount. Se Gasbarroni ha voglia di giocare non ce n’è, punto. La domanda semmai è: quanto resisterà l’isolamento della squadra rispetto al putiferio che ha intorno? Per dire: l’ultima trattativa per la cessione della società pare si sia imballata al momento di decidere a chi tocca versare gli emolumenti di gennaio e febbraio. I giocatori aspettano e sperano. Per quanto ancora?

martedì 2 aprile 2013

Yoga bonito



Non è ufficiale ma il succo è tratto: Forlì e Conserve Italia hanno siglato una partnership commerciale (leggi pubblicità): l'azienda con sede a San Lazzaro, presieduta dal forlivese Maurizio Gardini (foto Ansa) promuoverà i richiestissimi succhi di frutta Yoga anche al Morgagni, già da domenica prossima contro il Monza di Asta e Gasbarroni.

Conserve Italia sponsorizza già il settore giovanile del volley Forlì. Certo, l'accordo col calcio ha un altro sapore, dolcissimo. E se al momento è solo una sponsorizzazione "minore", ma neanche troppo per le casse biancorosse, in futuro chissà. Di certo avere tra i passeggeri un'azienda così importante non potrà che rassicurare soci e investitori biancorossi. Il futuro è sempre più garantito. Per il presente (oggi tutti a disp di Bardi tranne Renzi e Fonte) ripassare domenica, attorno alle 17.

lunedì 1 aprile 2013

Arriva Gasbarroni



L'uomo che più di ogni altro sta spaccando il girone A di Seconda Divisione - 16 gol - è torinese cresciuto nelle giovanili della Juve, ha la stessa età di Evangelisti, ha giocato con Toni, Barzagli, Grosso e Zaccardo, ha avuto tra i suoi allenatori Ranieri, Del Neri, Pioli, Guidolin e Novellino.

Gasbarrincha, come lo chiamavano a inizio carriera, in Lega Pro c'entra poco o niente infatti a fine stagione lascerà Monza (hanno qualche problemino societario). Prima però l'esterno che farebbe la fortuna di ogni allenatore Bardi compreso vuole regalare la promozione ai brianzoli: senza la penalizzazione di 6 punti (forse verrà ridotta) la squadra guidata da Tonino Asta sarebbe a lottare per il primo posto.

All'andata il Forlì fu tramortito 3-0 (il video), ma la partita si decise nei minuti finali quando i biancorossi rimasero addirittura in 9. Domenica al Morgagni sarà uno spareggio. Per gli sportivi forlivesi l'occasione di vedere all'opera sul prato di casa il miglior giocatore del girone. Per Bardi un bel rompicapo: come si ferma Andrea Gasbarroni? E' la difesa a tre il modo migliore per ridurre spazi e tempi di giocata al fuoriclasse del Monza?

venerdì 29 marzo 2013

Ginestra è umano



Il tabellino dell'amichevole San Marino-Forlì finita 2-1. Non ha giocato Poletti. Che bello, Ginestra ha condensato tutti gli errori che solitamente fanno i portieri in una stagione all'interno della stessa, enorme sciocchezza commessa oggi, in amichevole. Chapeau.

San Marino: Migani, Capellini (37’ Villanova), Crivello, Pigini, Mannini, Ferrero, Mella (55’ Nanni G.), Pacciardi, Chiaretti, Calvano, Defendi. (A disposizione: Benedettini. Allenatore: Acori)
Forlì: Ginestra (63’ Casadei), Ingegneri, Campana, Bergamaschi (77’ Babini), Martini (77’ Monti), Orlando (46’ Vesi), Filippi (63’ Pirani), Sampaolesi, Ferri (66’ Petrascu), Evangelisti, Oggiano (46’ Mordini). (A disposizione: Sozzi. Allenatore: Bardi)
Reti: 19’ pt Mella, 58’ Villanova (rig.), 86’Vesi.

giovedì 28 marzo 2013

Se basta Petrascu



L'amichevole con l'Imolese di Bale e Pezzi è finita 2-2 (tabellino).

Note positive. Dopo un primo tempo dietro alla lavagna, nella ripresa Seba Petrascu ha lucidato i canini con una doppietta che brilla soprattutto per il primo gol: staffilata di sinistro incrociato sul palo opposto, alla vecchia. E poi Bolelli: il ragazzo classe 1996 ha debuttato dal primo minuto sul fronte destro dell'attacco: un bel colpo di testa (c'è la foto a lato), qualche spunto e tanta personalità. Me ne avevano parlato tutti benissimo, confermo.

Note negative: squadra ancora imballata soprattutto dal centrocampo in su. Il punto di forza del Forlì, l'attacco, è diventato il suo tallone d'Achille: giocate fuori sincro, scelte sbagliate, mollezza generalizzata. Passerà. Magari basterà la presenza del Micio per riportare anche nei compagni velocità e feeling.

Oggi (14.30) altra amichevole sul sintetico di Gatteo col San Marino di Poletti. Poi tre giorni di relax familiare per ricaricare le batterie in vista di Gasbarroni.